Tetto alle importazioni UE di ammoniaca russa. Mazzata per gli agricoltori, rincaro dei generi alimentari

L’UE vuole un tetto alle importazioni di ammoniaca dalla Russia. La proposta fa parte del ventesimo pacchetto di sanzioni. Un’altra mazzata per gli agricoltori e per i cittadini che vanno a fare la spesa: si prospetta un nuovo rincaro dei generi alimentari.

L’ammoniaca, infatti, è un indispensabile ingrediente-base dei fertilizzanti chimici, senza i quali si raccoglierebbe ben poco nei campi dell’agricoltura convenzionale, che sono di gran lunga i più numerosi e anche i più produttivi. Un terzo circa delle importazioni UE di ammoniaca viene dalla Russia.

Col tetto i fertilizzanti, che rappresentano uno dei principali costi della produzione agricola, diventerebbero più scarsi e più cari.

Così dopo il caro bollette (anch’esso dovuto alle sanzioni contro la Russia) avremo il caro pasta e il caro patate.

Gli aumenti di prezzo relativi a beni di prima necessità colpiscono soprattutto i più poveri, che al loro acquisto destinano la fetta preponderante del reddito. I ricchi invece spendono in una gran varietà di modi: se riscaldarsi e comprare da mangiare costa di più, praticamente non se ne accorgono.

Intendiamoci. I fertilizzanti chimici non sono in armonia con la terra: la terra con la minuscola e la Terra con la maiuscola. Costituiscono una droga dalla quale dipende un modello agroindustriale che stravolge ecosistemi e clima. Ma, come tutte le droghe, non se ne può fare a meno da un giorno all’altro.

I fertilizzanti chimici contribuiscono al degrado del suolo la cui naturale fertilità, invece, garantirebbe un uso agricolo durevole. Causano emissioni di protossido di azoto, un potentissimo gas dell’effetto serra del quale si tende a parlare poco. La loro produzione richiede grandi quantità di gas metano (con l’inizio della guerra in Ucraina sono già aumentati di prezzo insieme alle bollette); comporta considerevoli emissioni di anidride carbonica; contribuisce anche per questa via all’effetto serra e alla crisi climatica.

Però è semplicemente folle la prospettiva di mandare in crisi d’astinenza l’agricoltura attraverso lo shock di un ulteriore rincaro dei fertilizzanti.

Serve invece una transizione graduale e ben preparata verso un nuovo modello di agricoltura amica della natura e del clima anziché dell’agrochimica e dell’agroindustria. Lo predichiamo da vent’anni.

Così come si prospetta, al contrario, il tetto all’ammoniaca russa avrebbe il solo effetto di far aumentare i costi, far diminuire i redditi dei contadini – dei veri contadini – e causare il rincaro dei generi alimentari. Favorirebbe inoltre l’importazione di derrate alimentari a buon mercato anche da Paesi la cui agroindustria (come spesso accade) è ancor meno amica della natura e del clima rispetto a quella dell’Italia e dell’UE. Un esempio? I Paesi aderenti al trattato Mercosur.

Se l’UE prenderà questa decisione, farà il paio con la suicida rinuncia al gas russo, di cui abbiamo già scritto molte volte, e con la scelta di rimpiazzarlo con il più caro e molto più climalterante gas liquefatto statunitense. Un altro chiodo nella bara dell’economia UE e di quel che resta della qualità della vita – un tempo in media più che decorosa – dei suoi cittadini.

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