Che cosa c’è sotto l’inceneritore di Roma? L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore ha diffuso impressionanti immagini girate di notte dai cittadini che presidiano il cantiere di Santa Palomba (quella usata in copertina è tratta da un video). Si vedono operai con tuta protettiva integrale e mascherina, escavatori, macchinari. Grandi sacchi vengono riempiti di terreno.
Questi sacchi ricordano in tutto e per tutto quelli certificati ed etichettati per lo smaltimento di amianto. Non risulta che l’etichetta nera e rossa con la “a” bianca in alto vada applicata anche ad altre sostanze. Discende da una legge dello Stato, il DPR 24 maggio 1988, n. 215. Vedere le “Disposizioni particolari” in fondo al testo e, al loro interno, la “parte di provvedimento in formato grafico“.
L’Unione dei Comitati ha inoltre diffuso immagini che mostrano cumuli di terreno coperti da teli bianchi.
Non si conosce la natura del materiale stivato nei sacchi o coperto dai teli. Sta di fatto che la terra di scavo proveniente dal cantiere per l’inceneritore di Roma viene trattata come se fosse contaminata da amianto.
Come scrive l’Unione dei comitati, “le forti piogge di settembre hanno determinato il completo allagamento dell’area, esponendo a grave rischio le falde acquifere e la salute pubblica”.
Aderisco all’appello che chiede all’ARPA Lazio di verificare e analizzare con la massima urgenza il materiale. Invito a fare altrettanto. Il testo dell’appello, e le istruzioni per inviarlo, sono scaricabili qui.
L’appello chiede inoltre di avviare la caratterizzazione del sito (sono le indagini previste dal Codice Ambiente per mappare la contaminazione), estendere le indagini ambientali e fermare ogni attività di scavo e movimento terreno.




