Senza rimpianti. L’Europarlamento boccia la strategia per la sicurezza energetica dell’UE

Era passata moratoria su fracking e considerazione su distorsione del mercato dei sussidi a energie fossili ma la sicurezza energetica UE bocciata oggi comprendeva trivelle, carbone, nucleare e nuovi gasdotti e rigassificatori.

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La buona notizia é che stamattina l’assemblea plenaria del Parlamento Europeo ha bocciato la terrificante Comunicazione sulla sicurezza energetica dell’UE scritta dalla Commisione Europea nel maggio 2014: conteneva varie porcate fra cui combustibili fossili, rigassificatori, trivellazioni, nuovi gasdotti, perdita di sovranità degli Stati, CCS ed energia nucleare. La notizia cattiva é che sono cancellati anche i buoni elementi inseriti nel documento grazie al lavoro de M5S nella commissione ITRE del Parlamento Europeo. Ma, complessivamente, é una bocciatura che non merita rimpianti. C’é però un nuovo elemento bello ed importante. Durante l’esame del provvedimento é emerso che la maggioranza dell’Europarlamento é favorevole ad una moratoria al fracking nell’UE e ad adeguati stanziamenti per la riqualificazione energetica a tappeto delle abitazioni e degli edifici industriali. Lavoreremo per tradurre in fatti concreti questa disposizione d’animo dell’assemblea.

La Comunicazione sulla sicurezza energetica é pervasa dal forte e pericoloso spirito antirusso che ultimamente caratterizza tanti comportamenti dell’UE. La Russia fornisce circa un terzo del gas utilizzato dall’UE; la Comunicazione insiste sul fatto che la sicurezza energetica europea richiede di fare il più possibile a meno del gas russo: dunque aumentare la produzione interna di energia  – nucleare ed estrazione di combustibili fossili più che fonti rinnovabili – e costruire più infrastrutture per importare gas da Paesi diversi dalla Russia. Porte aperte, di conseguenza, all’importazione di gas dagli Stati Uniti, che sarebbe  pura follia economica oltre che ecologica.

Come si usa all’Europarlamento, non si votava la Comunicazione in sé. Si votava invece la relazione sulla Comunicazione stessa elaborata dalla commissione ITRE del Parlamento Europeo a cura di  Algirdas Saudargas (Lituania, Partito Popolare – Centro Destra).

Grazie agli emendamenti presentati insieme al collega Borrelli in commissione ITRE ed approvati dalla commissione stessa, sono entrati nella relazione elementi nuovi e significativi: non solo gli stanziamenti per la riqualificazione energetica degli edifici ma anche l’importanza delle energie rinnovabili nell’ottica della sicurezza energetica europea; inoltre, la necessità raggiungere entro il 2030 questi obiettivi: ridurre del 40% in ogni Stato UE le emissioni di anidride carbonica (il principale gas serra), portare al 30% la quota di energie rinnovabili e aumentare del 40% l’efficienza energetica.

Questi elementi, ciascuno preso singolarmente, sono stati seppur inutilmente approvati: l’assemblea plenaria, come al solito, ha votato separatamente sia le varie parti del testo uscito dai lavori della commissione ITRE sia i singoli emendamenti presentati dagli eurodeputati  in vista della plenaria. La bocciatura della Comunicazione scaturisce dall’ultimo voto finale e complessivo, che ha fatto decadere anche gli elementi precedentemente approvati.

Sono stati (purtroppo inutilmente) approvati alcuni emendamenti davvero interessanti, buoni ed importanti: moratoria al fracking nell’UE, eliminazione dei sussidi alle fonti fossili di energia, opportunità di istituire un meccanismo per far sì che i beni importati nell’UE “paghino dazio” per compensare i risparmi possibili grazie alle norme ambientali meno stringenti delle nostre.

D’altra parte non é stato approvato l’emendamento che mirava ad impedire i sussidi pubblici all’energia nucleare e sono rimaste tutte le principali connotazioni con cui è nata la Comunicazione della Commissione Europea sulla sicurezza energetica: la Russia dipinta come il grande nemico dell’UE, il CCS, la costruzione di mega infrastrutture per l’importazione del gas da Paesi diversi dalla Russia, le trivelle (perfino nel Mediterraneo!),  l’obbligo di acquistare gas dall’estero soltanto tramite contratti collettivi (addio sovranità nazionale) stipulati con la supervisione della Commissione Europea.

Comunque gli elementi negativi sono caduti, esattamente come quelli positivi. Dal momento che la Comunicazione era dedicata a un’inquadramento politico della sicurezza energetica europea e non conteneva provvedimenti legislativi, la bocciatura – da un punto di vista meramente tecnico – significa soltanto che il Parlamento Europeo non é in grado di esprimere un parere sulla sicurezza energetica europea.

Non nutro rimpianti per questa bocciatura. Però i sì alle rinnovabili, alla riqualificazione energetica degli edifici ed alla moratoria sul fracking non devono andare sprecati. Sono il segno che é possibile costruire una maggioranza all’interno dell’Europarlamento su questi argomenti. Ci impegneremo per consolidare questa maggioranza e per darle modo di lasciare il segno all’interno del processo legislativo europeo.

Qui l’analisi del voto (in lingua inglese) su VoteWatch.Eu

 

 

 

Senza rimpianti. L’Europarlamento boccia la strategia per la sicurezza energetica dell’UE ultima modifica: 2015-06-10T20:13:32+00:00 da Dario Tamburrano