La fine (farlocca) del roaming e l’addio alla neutralità della rete. Un ignobile baratto che i grandi media non colgono

Repubblica, Fatto Quotidiano, Corriere della Sera, EU Observer… Numerosi organi di informazione grandi e piccoli, italiani e stranieri, riportano un nostro commento su ciò che é accaduto martedì durante la seduta a Strasburgo: l’Europarlamento ha soffocato l’importantissima neutralità di internet in cambio di un’abolizione solo limitata e condizionata del roaming. Notiamo con dispiacere che nessun media coglie l’ignobile baratto: eppure per toccarlo con mano basta fare 2+2+2. Un po’ più complicato del classico 2+2: ma certo non proibitivo.

Basta accostare la forte presa di posizione del Parlamento Europeo durante la scorsa legislatura a favore della neutralità della rete, il successivo no alla neutralità della rete da parte del Consiglio dei ministri UE (l’altro colegislatore europeo) e le promesse di abolizione del roaming sulle quali hanno basato la propria campagna elettorale tanti europarlamentari che sono riusciti a farsi rieleggere nel 2014. Avevano fretta di portare a casa un risultato – un qualsiasi risultato – sul roaming: e il Consiglio UE ne ha approfittato per difendere gli interessi delle società di telecomunicazione e per preparare la polpetta avvelenata che uccide la neutralità della rete. Una polpetta avvelenata che colpisce – purtroppo – i cittadini: non i politici che hanno abboccato.

Peraltro, in larga parte hanno abboccato anche i media italiani che riportano una nostra dichiarazione: nel senso che essi danno spazio quasi esclusivamente all’abolizione del roaming e alle relative valutazioni, come se non si rendessero conto di quanto é grave la perdita della neutralità della rete. Vale la pena di ricordarlo: solo grazie alla neutralità della rete ora su internet possiamo raggiungere con la stessa velocità e con la stessa facilità un potente colosso dell’informazione mainstream – dal New York Times al Corriere della Sera – e un piccolo blog come il nostro, che invece nuota controcorrente rispetto all’informazione mainstream.

Il Fatto Quotidiano rappresenta l’eccezione, anche se molto parziale, allo scarsissimo peso accordato alla fine della neutralità di internet dai media che riprendono una nostra dichiarazione. Il Fatto cita nel titolo la neutralità della rete: ma scrive soltanto che essa é “a rischio”. Seppure non nel titolo, dedicano alcune righe alla perduta neutralità di internet anche altri media che danno spazio alla nostra voce: Forex Info, Termometro Politico, Qui Finanza e Newspedia. Alcune testate che ci citano non hanno neanche realizzato che l’UE ha perso la neutralità della rete: non vogliamo nominarle, potete trovarle qui, qui e qui. Ce ne sono anche una molto blasonata e una all’estero, che oltretutto annacqua le nostre critiche (“Abbiamo barattato la fine del roaming con una cattiva definizione di neutralità della rete”).

Sempre fra i media italiani che riportano una nostra dichiarazione, si limitano a parlare di roaming Repubblica, News 24 ed EU News. C’è anche una nostra videointervista su Agenzia Vista, rilanciata dal Corriere della Sera e dall’edizione italiana di Msn.

All’estero, il tedesco Netz Politik riassume correttamente il dibattito nell’Europarlamento, dedicando qualche battuta al nostro discorso con i limiti all’abolizione del roaming e la perdita della neutralità della rete. Così almeno dice Google traduttore; ogni apporto migliorativo é il benvenuto nei commenti. Il resoconto del dibattito parlamentare, infine, é anche in inglese su EU Observer, che riferisce rapidamente il senso di una parte del nostro intervento: “La nuova normativa non porterà alla vera neutralità di internet”.

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La fine (farlocca) del roaming e l’addio alla neutralità della rete. Un ignobile baratto che i grandi media non colgono ultima modifica: 2015-10-30T14:25:53+00:00 da Dario Tamburrano