Comprare gas russo ai prezzi americani. Gli Usa vogliono controllare i gasdotti che lo trasportano nell’UE

Gli Stati Uniti sono interessati ad assumere il controllo di gasdotti e oleodotti che vanno dalla Russia all’UE. Così essi potranno acquistare gas e petrolio russi a prezzi russi, e rivenderceli a prezzi americani.

Abbiamo presentato in maggio un’interrogazione alla Commissione europea per sapere come intende difendere gli interessi dell’UE. La risposta è arrivata durante l’estate. In buona sostanza, non intende fare nulla. Scarica sugli Stati membri la responsabilità di gestire la situazione: sempre che – aggiungiamo noi – gli Stati vogliano farlo e soprattutto possano farlo.

Insieme a me, hanno firmato l’interrogazione i colleghi M5S Carolina Morace, Pasquale Tridico, Danilo della Valle.

Abbiamo ritenuto opportuno presentarla per avere chiarimenti a seguito di varie notizie di stampa. La più importante: le trattative fra Usa e Russia per la guerra in Ucraina comprendono il ruolo ed eventualmente il controllo USA sulle forniture di gas russo all’UE.

Nell’interrogazione abbiamo citato anche una dichiarazione del primo ministro slovacco Fico. Si è recato a Mosca in maggio, per l’anniversario della fine della Seconda guerra mondiale.

Nel corso di una riunione, ha riferito, i russi gli hanno detto chiaro e tondo che gli USA hanno un grande interesse ad acquisire il controllo delle infrastrutture nelle quali transita l’energia.

In questa evenienza, continueremo a riempire le tasche dello Zio Sam con i soldi dei cittadini UE non solo attraverso l’acquisto del costoso GNL (gas naturale liquefatto) made in USA, ma anche potenzialmente acquistando gas russo solo attraverso l’intermediazione certo non gratuita degli USA.

La Commissione europea ha risposto che è a conoscenza della situazione ed afferma che è fondamentale diversificare le importazioni di energia. Cita i fornitori dai quali ora la importiamo già: Stati Uniti, Norvegia, Algeria… Promette una proposta legislativa per migliorare e diversificare le importazioni di gas.

Come se, nell’attuale situazione geopolitica, il mondo traboccasse di gas. Come se traboccasse anche di fornitori dai quali esso sia facilmente acquistabile a prezzi accessibili per le economie UE.

Inoltre, la Commissione europea afferma (in sostanza) che, a norma del regolamento detto IED, gli Stati hanno la possibilità di sottoporre a condizioni, o di vietare, investimenti esteri sulle infrastrutture energetiche.

Riuscite ad immaginare la piccola Slovacchia (e non solo quel Paese) che vieta agli USA di acquisire e gestire i gasdotti nei quali passa gas russo. A quali ritorsioni e pressioni andrebbe incontro?

L’UE nel suo insieme, se volesse, avrebbe la forza di dire “No”. Ma – a giudicare dalla risposta della Commissione europea – pare che non ne abbia la minima intenzione.

Infine, la risposta della Commissione europea sottolinea che il migliore modo per garantire l’indipendenza energetica dell’UE è passare all’ energia “pulita e prodotta internamente”: cosa questa già nota.

È meno noto che l’ “energia pulita”, secondo la Commissione europea, comprende il nucleare. Per il quale ci vuole il combustibile nucleare: vale anche per i tanto citati piccoli reattori nucleari SMR. L’UE deve importare il combustibile nucleare non avendo né la materia prima, né le capacità di arricchimento necessarie.

Caricatura di Trump

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