L’estate ha certificato il fallimento della forestazione PNRR a Roma e nella città metropolitana.
Gli ulteriori, enormi cimiteri di minuscoli alberelli secchi documentati in luoghi come Civitavecchia e Torraccia Bis sono ancora il meno. Il punto veramente dolente è che gli alberelli sono stati messi a dimora nel migliore dei casi in primavera (come era già talvolta accaduto nel 2025) e quest’anno anche sotto il solleone estivo.
Non c’è bisogno di una qualifica in agronomia per sapere che gli alberi si piantano in autunno o in inverno. Altrimenti, salvo accorgimenti davvero particolari, vanno incontro a morte pressoché certa.
Invece è iniziata nell’aprile scorso la messa a dimora dei circa 500 mila alberi che compongono il secondo lotto della forestazione (il primo lotto di forestazione è datato 2024-25) del costo di 40 milioni. Le associazioni ambientaliste hanno segnalato con preoccupazione le piantumazioni avvenute addirittura in maggio alle Acque Rosse di Ostia, dove – secondo le segnalazioni dei residenti – in luglio è cessata l’irrigazione.
Alle Acque Rosse è emerso che il sistema di irrigazione sarà pienamente operativo non prima del 2028.
L’anno scorso alle Acque Rosse di Ostia era stato effettuato un altro intervento di forestazione PNRR. Anche allora, alberi piantati in primavera (spesi 2,3 milioni). Ovviamente si sono quasi tutti seccati.
Gualtieri, sindaco della città metropolitana oltre che di Roma, ama ripetere che le ditte appaltatrici devono sostituire gli alberi secchi a loro spese. Vero. Però, sempre secondo le segnalazioni dei residenti, alle Acque Rosse la sostituzione degli alberi secchi è avvenuta in luglio. C’è da stupirsi che in gran parte siano morti di nuovo?
Del resto, il sindaco menestrello ama anche ripetere che le ditte appaltatrici devono manutenere ed innaffiare per cinque anni gli appezzamenti riforestati. Tuttavia, avevamo già analizzato l’anno scorso i documenti relativi all’appalto del primo lotto, quello degli alberi messi a dimora nel 2024-25, per un valore complessivo di circa 13 milioni. Ebbene: essi prevedevano un numero di annaffiature e sfalci delle erbacce compreso fra zero e quattro.
Anche quattro annaffiature annuali – il numero massimo – in un clima come quello di Roma a nostro avviso sono troppo poche.
La forestazione PNRR nella città metropolitana di Roma è finanziata con un prestito UE. Compressivamente sono circa 53 milioni. Che i cittadini italiani dovranno – ovviamente – restituire.
(immagine generata con AI)




