La lezione di RReuse. Riciclare i materiali rende indipendenti dai conflitti

In un mondo che brucia per i conflitti che mirano a conquistare materie prime e ad accaparrarsi energie fossili da bruciare a loro volta, in un mondo che vorrebbe bruciare perfino la materia (l’inceneritore di Roma), è stato un piacere ospitare al Parlamento europeo RReuse. Si tratta della più grande rete europea di imprese sociali attive nel riuso, nella riparazione e nel riciclo. Ne riunisce circa 31.000, sparse in 22 Paesi.

L’evento si intitolava “Promuovere la transizione circolare. Le imprese sociali al centro della transizione”. Si è svolto mercoledì 22, in corrispondenza con la Giornata della Terra.

RReuse intercetta i flussi di 25 materiali altrimenti destinati ad essere buttati: dalle batterie ai materassi, dai pannelli fotovoltaici agli pneumatici passando per i tessili e gli arredi. Nel 2024 (i dati più recenti) ne ha trattato un milione 300 mila tonnellate. Ha fatto sì che tutto avesse una nuova vita attraverso riparazione, riuso, riciclo.

Inoltre, RReuse non si limita ad operare all’interno di un’economia circolare. Lo fa in una prospettiva di inclusività, solidarietà, rispetto dell’ambiente, unendo così i temi sociali a quelli ecologici.

In teoria, l’economia circolare sarebbe il fulcro del Green Deal dell’Unione europea. In pratica, come ho sottolineato nel mio intervento, c’è il rischio concreto che il Green Deal passi in secondo piano a causa della situazione geopolitica.

Invece, ho spiegato durante l’evento, proprio le guerre in Medio Oriente ed in Ucraina rendono più necessaria che mai la piena attuazione del Green Deal. I conflitti in corso fanno sì che l’UE e l’Italia siano in piena crisi per gli approvvigionamenti di materie plastiche, idrocarburi, fertilizzanti. Dimostrano che l’UE non può essere sicura, resiliente o veramente sovrana se rimane dipendente dai combustibili fossili e dalle materie prime importate.

Il riciclo è uno dei modi più efficaci per ridurre tale dipendenza e rafforzare la nostra autonomia strategica. Recuperando metalli, terre rare e altri materiali preziosi dai rifiuti, possiamo rafforzare la base industriale, migliorarne la resilienza e ridurre la nostra esposizione agli shock esterni.

Ogni tonnellata di materiale riciclato è un passo verso una maggiore indipendenza energetica e sicurezza economica.

È auspicabile che lo comprendano al più presto tutti gli amministratori locali. Anche il sindaco-commissario Gualtieri, che vorrebbe bruciare i rifiuti di Roma. Anche il presidente della Regione Lazio, Rocca, che prevede una discarica in ogni provincia.

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