Inceneritore di Roma, altra lettera del Parlamento europeo che striglia Gualtieri

Inceneritore di Roma, al sindaco-commissario Gualtieri, ossia al principale fautore dell’impianto, sta arrivando la seconda lettera con una sonora strigliata. L’ha firmata il presidente della commissione Petizioni del Parlamento europeo.

La commissione Petizioni aveva esaminato nel marzo 2025 la petizione contro l’inceneritore di Roma, sostenuta da 13 mila firme.

Io stesso avevo partecipato al dibattito, segnalando non solo i rischi per l’ambiente e la salute, ma anche le conflittualità dell’impianto rispetto al diritto UE. Si tratta di mancata valutazione delle alternative ed appalto per la verifica di conformità assegnato senza bando europeo, adducendo motivi d’urgenza a mio avviso diversi dall’unico ammesso.

Ne era scaturita la prima lettera a Gualtieri, datata aprile 2025 e firmata dal presidente della commissione Petizioni. Era piuttosto perentoria nella sostanza. Gli chiedeva di rispondere alle domande che i cittadini avevano posto nella petizione stessa.

È passato quasi un anno. Il sindaco-commissario non ha mai risposto, né lo ha fatto la sua amministrazione. La seconda lettera lo sollecita a provvedere.

A quanto ci risulta, è stata investita delle mancate risposte di Gualtieri anche la Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’UE.

Spesso, una volta discusse in commissione, le petizioni vengono considerate chiuse. Tuttavia, dopo la trattazione avvenuta nella primavera 2025, questa ha avuto un destino diverso. E’ avvenuto grazie anche agli interventi miei e del collega Ignazio Marino (Verdi) e grazie all’impegno della collega Valentina Palmisano, M5S. Quest’ultima fa fa parte della commissione Petizioni e si è battuta contro l’archiviazione.

Inoltre, in collegamento con la petizione contro l’inceneritore di Roma, è riemerso un altro ostacolo sulla strada di Gualtieri e dell’impianto.

Nel carteggio scambiato fra la commissione Petizioni del Parlamento europeo e la Commissione europea, è emerso che quest’ultima (in sostanza) sta indagando sull’eventualità che, con l’inceneritore di Roma, si configuri una sovracapacità di trattamento dei rifiuti residui. Praticamente, la Commissione europea vuole sapere se la capacità di trattamento dell’impianto è eccessiva per il rispetto dei vincoli UE di raccolta differenziata e riciclo.

La notizia che la Commissione europea sta indagando sull’eventuale sovracapacità dell’inceneritore di Roma è datata giugno 2025. Fino ad allora, si era sempre parlato di bruciare 600.000 tonnellate di rifiuti all’anno.

In seguito, fra le pieghe delle integrazioni alla procedura di impatto ambientale e di autorizzazione dell’inceneritore, è emerso un fatto nuovo. La la capacità dell’impianto è ufficialmente salita ad 800.000 tonnellate all’anno. L’informazione è stata buttata lì come se fosse un dettaglio di nessun conto. Non c’è stato pubblico dibattito, come pure sarebbe previsto dalle norme vigenti.

Se perfino la Commissione europea, abitualmente molto cauta, ammetteva che con 600.000 tonnellate poteva esserci sovracapacità, figuriamoci con 800.000.

La commissione Petizioni del Parlamento europeo ha stabilito che continuerà ad interessarsi dell’inceneritore di Roma. Io non faccio parte di questa commissione. Tutte le volte che mi sarà possibile, tuttavia, non farò mancare il mio contributo come più volte già in passato per questa ed altre vertenze dei cittadini.

La prima lettera del presidente della commissione Petizioni a Gualtieri, quella datata aprile 2025 e rimasta senza risposta, gli chiedeva “chiarimenti e informazioni sulla situazione dei rischi legati all’inquinamento ambientale e dell’aria”. Chiedeva inoltre “una valutazione dell’applicazione del principio di precauzione a difesa del territorio”.

Uno dei pochi argini ai poteri commissariali ed emergenziali sono quelli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. E’ decisamente inconsueto che un’autorità nazionale si comporti come Gualtieri e non si difenda dai rilievi della commissione Petizioni del Parlamento europeo: se non altro per una questione di cortesia istituzionale. In questo caso, a maggior ragione per il fatto che lo stesso Gualtieri è stato a suo tempo deputato europeo.

Oltre a sollecitare la risposta, la seconda lettera del presidente della Commissione petizioni (quella che sta arrivando) informa Gualtieri che “i deputati della commissione per le petizioni seguono con interesse la situazione relativa alla prevista realizzazione di un impianto di termovalorizzazione (inceneritore) nel territorio di Roma e al suo potenziale impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini della città e delle zone limitrofe”.

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