Rinnovabili. Le balle del target nazionale “in diminuzione” #IoNonCiCasco

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Il sottosegretario Crippa annuncia l’intenzione di raggiungere il 30% di rinnovabili entro il 2030. Secondo Greenreport e la Cgil, è un “disimpegno” rispetto agli obiettivi UE. Peccato che le cose non stiano così

Il sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa annuncia che l’Italia intende fissare al 30% l’obiettivo nazionale di energie rinnovabili per il 2030;  Greenreport e la CGIL si stracciano le vesti: si tratta di una “riduzione”, di un “disimpegno” rispetto agli “obiettivi comunitari” del 32%.

CIGL E Greenreport leggono le norme europee? O non ci hanno capito un’acca?

Approfondiamo e approfittiamone comunque per spiegare come stanno le cose.

In primis di “obiettivi comunitari” non si parla più da quando la Comunità Europea è diventata Unione Europea, chi scrive cose del genere dimostra di non aver capito (e forse neanche letto) la nuova Direttiva rinnovabili ed il Regolamento per la governance dell’Unione dell’Energia che disciplineranno il settore dal 2020 al 2030.

Ne abbiamo parlato tante volte anche qui: la Direttiva rinnovabili fissa per il 2030 un target pari al 32%, rivedibile esclusivamente al rialzo e vincolante a livello UE: non a livello di singolo Stato membro. Il Regolamento per la governance stabilisce le modalità con cui gli Stati membri dovranno contribuire a questo ed altri obiettivi delle politiche UE relative ad energia e clima e specifica i poteri di cui la Commissione Europea dispone per far sì che, in caso di necessità, gli Stati membri o l’UE stessa correggano una rotta destinata a non raggiungere l’obiettivo comune.

Dunque l’Italia non ha l’obbligo di raggiungere il 32% di rinnovabili al 2030. Ha l’obbligo di contribuire a questo traguardo collettivo. Parte dal 17% di rinnovabili assegnatole come obiettivi per il 2020 dalla direttiva del 2009 (quella ora in vigore), a fronte di un obiettivo complessivo a livello UE, sempre per il 2020, pari al 20%. Come dire: parte da una posizione arretrata rispetto ad altri.

Bisogna infine ricordare che nel dicembre scorso il Consiglio UE – la voce dei governi degli Stati membri – aveva indicato un misero 27% di energie rinnovabili come target UE da raggiungere entro il 2030. A quell’epoca era in carica il governo Gentiloni. A giugno 2018 il Governo del Cambiamento, insieme al nuovo governo Spagnolo, entrambi da poco in carica hanno avuto un ruolo decisivo per alzare l’asticella.

#IoNonCiCasco

 

Rinnovabili. Le balle del target nazionale “in diminuzione” #IoNonCiCasco ultima modifica: 2018-11-30T20:49:31+00:00 da Dario Tamburrano
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