Niente finanziamenti UE al nucleare. Approvata nell’Europarlamento la nostra richiesta

Niente finanziamenti UE al nucleare. Grazie al M5S in Europa, per ora i cittadini europei l’hanno scampata.

Nel video racconto come è andata, e più sotto in questo post troverete maggiori dettagli

[youtube_sc url=”https://www.youtube.com/watch?v=HCMhYdPGW5Y”]

E’ passato per soli due voti – 308 a 306 – il nostro emendamento che cancella i finanziamenti UE al nucleare dalla “Relazione sui progressi verso un’Unione europea dell’energia” approvata martedì e nata con l’impronta fortemente filonuclearista impressavi dal rapporteur, il polacco Marek Józef Gróbarczyk, che siede fra i conservatori dell’ECR. In fondo a questo post i nomi degli eurodeputati italiani che hanno votato contro il nostro emendamento.

Nella relazione sono inoltre entrati molti contenuti positivi sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica. Gran parte di essi discende direttamente dal nostro lavoro in commissione ITRE.

La relazione non ha valore legislativo. E’ però un importante documento di indirizzo che peserà sulle scelte dell’UE in campo di energia e che afferma la volontà del Parlamento Europeo di:

  • tenere sempre conto, durante le valutazioni di impatto, delle esternalità e dei costi nascosti delle varie fonti di energia (se essi fossero davvero calcolati, fossili e nucleare finirebbero fuori mercato per l’impatto sulla salute e sul clima, lo smantellamento delle centrali e la gestione delle scorie)
  • attribuire agli investimenti per l‘efficienza energetica un’importanza pari a quella degli investimenti per le infrastrutture destinate all’importazione dell’energia, tipo i gasdotti. E’ la prima volta che questo concetto trova posto in un documento dell’UE.
  • considerare vincolanti le decisioni sull’energia prese attraverso referendum popolari (significa blindare il no al nucleare dell’Italia)
  • riconoscere il valore e l’importanza delle iniziative locali in materia di energie rinnovabili; agevolare l’espansione delle reti di distribuzione locale e regionale attraverso politiche che contribuiscano a generare una trasformazione del mercato
  • aumentare il numero degli edifici attrezzati per l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili su piccola scala e semplificare le procedure per gli impianti
  • fissare il 30% di energie rinnovabili e il 40% in più di efficienza energetica come obiettivi vincolanti per il 2030 (ora gli obiettivi sono 27% di rinnovabili e 27% di efficienza energetica, non vincolanti a livello di singoli Stati). Peraltro viene semplicemente ribadita una posizione già espressa più volte dal Parlamento Europeo
  • perseguire attivamente lo smantellamento degli impianti di produzione di energia obsoleti, più inquinanti o non sicuri. Ogni riferimento agli impianti a carbone e alle vecchie centrali nucleari non é, ovviamente, casuale.
  • Nel testo finale vengono anche riconosciute tutte le preoccupazioni in merito alla tecnica d’estrazione d’idrocarburi mediante fratturazione idraulica (fracking)

I primi cinque punti dell’elenco nascono appunto dal lavoro M5S in ITRE. Il loro inserimento nella relazione costituisce un’importante vittoria.

Eppure in aula abbiamo votato “no” alla relazione nel suo complesso, perché non siamo riusciti ad eliminare i contenuti  che il M5S ha ritenuto inaccettabili:

  • il concetto di “neutralità tecnologica” delle fonti di energia. Ovvero, le rinnovabili, le fossili e il nucleare vanno considerati nello stesso modo; ciò che si fa per l’una (gli incentivi, ad esempio) va fatto anche per tutte le altre. E’ un concetto che sta diventando pericolosamente di moda, come testimonia un leak relativo alle proposte negoziali per il trattato TISA cui partecipa anche l’UE
  • il principio della “decarbonizzazione dell’economia” al posto della riduzione nelle emissioni di gas serra. Significa continuare ad usare i combustibili fossili in combinazione col CCS (Carbon Capture and Storage), ossia iniettare nel sottosuolo l’anidride carbonica proveniente dalle centrali per la produzione di energia. Il CCS può diventare CCU (Carbon Capture and Utilisation) quando l’anidride carbonica viene iniettata nel sottosuolo per farne uscire gli idrocarburi. Non é semplicemente nascondere la spazzatura sotto il tappeto: CCS e CCU sono tecniche costose (é irragionevole utilizzarle senza finanziamenti pubblici), pericolose, ancora ferme allo stadio dimostrativo e che perpetuano la dipendenza dalle fonti fossili di energia
  • la “sicurezza energetica” dell’UE non é intesa come “indipendenza energetica” (produrre da soli quanta più energia possibile da fonti rinnovabili, vista la scarsità di giacimenti di combustibili fossili nell’UE). E’ affidata invece alla costruzione di imponenti infrastrutture (tipo i gasdotti) affinché l’UE sia in grado di importare energie fossili dal più alto numero possibile di fornitori: neanche un rammarico puramente formale per il fatto che, così facendo, si alimentano i conflitti per le risorse
  • l’inno al nucleare, considerato “solida base” ed “uno degli elementi più importanti” del sistema energetico europeo, anche perché “limita la dipendenza” dalle importazioni. Come se nell’UE fosse reperibile l’uranio per alimentare le centrali. Si chiede inoltre che la Commissione Europea fornisca un quadro regolatorio europeo che faciliti la costruzione di nuove centrali nucleari in quei paesi membri della UE che desiderino farlo. Noi crediamo che le scelte nucleari non possano essere a discrezione degli stati membri perché mettono a rischio la sicurezza dei cittadini dei paesi confinanti e di tutto il continente europeo.

La “Relazione sui progressi verso un’Unione europea dell’energia” é stata approvata ad ampia maggioranza. Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto quindi. Ma almeno il Parlamento Europeo grazie alla presenza del M5S ha messo nero su bianco concetti prima del tutto assenti nelle politiche di indirizzo espresse dall’Europarlamento.

Ecco il mio intervento il giorno prima del voto.

[youtube_sc url=”https://youtu.be/0f1EtqgAbQo”]

Foto


NOTA

Ecco la lista degli Eurodeputati italiani che hanno votato contro l’emendamento M5S Europa che ha cancellato il seguente testo:

L’ENERGIA NUCLEARE DOVREBBE ESSERE SOSTENUTA IN QUALSIASI FORMA DAI MECCANISMI DI FINANZIAMENTO DELL’UE O DALLE ISTITUZIONI FINANZIARIE DELL’UE

Ricordatevi questi nomi e la prossima volta lasciamoli a casa!
LEGA NORD
Bizzotto, Borghezio, Buonanno, Fontana, Salvini

CENTRO DESTRA (FORZA ITALIA- NCD- UDC)
Cesa, Cicu, Cirio, Comi, Dorfmann, Fitto, Gardini, La Via, Martusciello, Matera, Maullu, Mussolini, Patriciello, Pogliese, Salini, Sernagiotto, Tajani

CENTRO SINISTRA (PD)
Costa

Niente finanziamenti UE al nucleare. Approvata nell’Europarlamento la nostra richiesta ultima modifica: 2015-12-21T23:03:58+00:00 da Dario Tamburrano