Glifosato, l’assoluzione da parte dell’EFSA finisce in tribunale

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Alcune ONG vogliono denunciare l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare perché “non ha effettuato una valutazione oggettiva” del diserbante. E i medici ISDE per l’ambiente strigliano la senatrice Cattaneo che lo difende

Due aggiornamenti sul glifosato, il diserbante pochi giorni fa ri-autorizzato dall’UE per i prossimi cinque anni.

Alcune ONG annunciano l’intenzione di denunciare l’EFSA, accusandola di non aver compiuto una valutazione indipendente dei rischi connessi all’impiego del glifosato.

I medici ISDE per l’ambiente strigliano pubblicamente la senatrice-farmacologa Elena Cattaneo, secondo la quale (così ha in sostanza scritto in una lettera al quotidiano Repubblica) fare a meno del glifosato significherebbe tornare indietro di mezzo secolo.

Queste due notizie hanno un punto di contatto: si tratta di ulteriori contestazioni al parere dell’EFSA secondo il quale il glifosato può essere usato senza problemi, nonostante sia stato invece definito “probabilmente cancerogeno” dallo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro che fa capo al WHO, l’Organizzazione mondiale per la Salute delle Nazioni Unite.

Nella sua lettera a Repubblica, la senatrice Cattaneo fa proprio sia il punto di vista dell’EFSA sul glifosato, sia l’idea (contenuta in un articolo dell’agenzia Reuters) che la valutazione dello IARC sarebbe viziata da consapevoli omissioni e da conflitti di interesse, ignorando però di riportare anche la relativa smentita. Sostiene inoltre che il futuro dell’agricoltura sono gli OGM e la chimica: altrimenti – dice – sarebbe impossibile sfamare il mondo.

I medici ISDE per l’ambiente, nella loro risposta alla senatrice Cattaneo, sottolineano invece la necessità di ridurre progressivamente i veleni nell’agricoltura e nella zootecnia e di controllare i parassiti con metodi “alternativi, non tossici e meno costosi“. Possiamo aggiungere che, se non gli daremo ascolto, i pesticidi continueranno a danneggiare il cervello dei nostri figli rendendoli meno intelligenti.

Ancora, i medici ISDE per l’ambiente evidenziano che “è poco consigliabile riproporre continuamente, come fonte primaria di dati, il report sui rischi del glifosato prodotto dall’EFSA, in quanto, com’è noto, si tratta in buona parte di un documento copiato da materiali forniti dall’industria, che certamente non rientrano nel novero degli studi scientifici indipendenti”. I medici ISDE si riferiscono all’articolo del quotidiano britannico Guardian che ha svelato la valutazione copia-incolla. La smentita dell’EFSA sulla valutazione copia-incolla insiste sul fatto che, in base alle procedure UE, il materiale fornito dall’industria non può non comparire nel dossier di valutazione. Chi ha letto tutti i documenti, però, riferisce che le 100 pagine copiate quasi parola per parola sono quelle fondamentali, in quanto riguardano la potenziale genotossicità, la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva del glifosato.

Proprio a causa della valutazione copia-incolla del glifosato, varie organizzazioni non governative hanno annunciato l’intenzione di trascinare l’EFSA in tribunale e di denunciarla con l’accusa di essere venuta meno al suo obbligo di fornire un esame indipendente, oggettivo e trasparente. Le azioni legali, per quanto se ne sa, verranno effettuate in Italia, Francia, Austria e Germania a cura dei gruppi nazionali di Pesticide Action Network e di Global 2000.

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Glifosato, l’assoluzione da parte dell’EFSA finisce in tribunale ultima modifica: 2017-12-09T09:30:56+00:00 da Dario Tamburrano
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