Geotermia ed emissioni di mercurio, l’Italia farà i conti con la UE

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Risultato di una nostra interrogazione: dal 2018 dovrà dichiarare le emissioni di mercurio delle centrali geotermiche. Gli ultimi dati sono del 2007: 1,5 tonnellate (il 14% del totale nazionale) concentrate in due piccole aree che contano appena 16 Comuni

Nel 2018 finalmente sapremo a quanto ammontano le emissioni geotermiche di mercurio in Italia, della cui entità non si hanno più notizie dopo il 2007: allora erano la bellezza di 1,5 tonnellate circa e corrispondevano quasi al 14% delle emissioni di mercurio dichiarate dall’Italia all’Unione Europea. Non ci sono motivi per ritenere (ci torneremo sopra più avanti) che nel frattempo siano diminuite. Va sottolineato che le emissioni geotermiche di mercurio non sono sparse sull’intero territorio nazionale ma sono concentrate nelle due piccole aree geotermiche della Toscana (circa 42.000 abitanti in tutto) che ospitano 34 centrali di tipo flash.

LA NOSTRA INTERROGAZIONE SUL MERCURIO. LE DOMANDE E LA RISPOSTA

La notizia che verranno quantificate le emissioni geotermiche di mercurio é contenuta nella risposta del commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella, all’interrogazione che abbiamo presentato alcune settimane fa. Era cofirmata da Isabella Adinolfi e sostenuta da Rosa D’Amato. I testi dell’interrogazione e della risposta sono in fondo a questo post.

Come abbiamo scritto nell’interrogazione, la direttiva NEC (National Emission Ceiling, “massimale nazionale di emissione”) impone agli Stati UE di dichiarare alla UE a partire dal 2017 tutte le loro emissioni di varie sostanze inquinanti fra cui appunto il mercurio. Tutte le emissioni di mercurio. È una novità fondamentale. Fino all’anno scorso finivano nel registro UE delle emissioni inquinanti solo le emissioni di mercurio provenienti da un elenco di fonti fra le quali non comparivano le centrali geotermiche.

Visto che con quest’anno si cambia registro, ci aspettavamo già di trovare le emissioni di mercurio geotermico fra quelle dichiarate all’UE dall’Italia per effetto della direttiva NEC. Non ci sono. Eppure il manuale per compilare la dichiarazione cita espressamente il mercurio di origine geotermica.

Abbiamo chiesto spiegazioni alla Commissione Europea. Il commissario Vella ha risposto che quest’anno la lente di ingrandimento UE si é posata sulla veridicità delle dichiarazioni nazionali relative ad altre sostanze inquinanti, mentre nel 2018 i controlli riguarderanno il mercurio: se i dati forniti dall’Italia saranno incompleti – ha detto in sostanza Vella – la Commissione Europea provvederà a intervenire.

GEOTERMIA ED EMISSIONI DI MERCURIO. GLI ULTIMI CALCOLI UFFICIALI SONO DEL 2007

Così, finalmente, fra alcuni mesi conosceremo la quantità di mercurio emessa nell’ambiente dalle 34 centrali geotermiche italiane. I calcoli più recenti risalgono al 2010, sono stati effettuati su dati del 2007 e sono contenuti in una delibera sulla geotermia della Regione Toscana: per la precisione, il documento dice che allora le emissioni consistevano in 1,494 tonnellate di mercurio all’anno; 16.181 tonnellate di idrogeno solforato; 6.415 tonnellate di ammoniaca. Tutte sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente: e il mercurio più ancora delle altre.

Per gli anni successivi al 2007, esistono solo “dati puntuali” relativi alle emissioni geotermiche. Si tratta del flusso di sostanze inquinanti rilevato al momento dei controlli (qui i più recenti); dal momento che il flusso non é costante nel tempo, é impossibile ricavare immediatamente la quantità di mercurio emessa nel corso di un anno. Si possono però tentare delle stime empiriche

LE STIME UFFICIOSE PIU’ RECENTI

In base a un nostro calcolo, se dal 2007 in poi la quantità di mercurio emessa nell’atmosfera dalle centrali geotermiche per ogni GWh di energia elettrica prodotta non é cambiata, le emissioni geotermiche di mercurio potrebbero essere ora salite a 1,66 tonnellate all’anno. Ovviamente non possiamo sapere se il rapporto fra energia prodotta e mercurio emesso é rimasto il medesimo.

Il Comitato dei difensori della Toscana ha usato un altro criterio, basato sui “dati puntuali” rilevati durante i controlli delle emissioni, e lo ha applicato ad una sola delle due aree geotermiche, quella di Larderello. Noi lo abbiamo esteso anche alla seconda area geotermica, quella dell’Amiata, ottenendo in totale quasi 1,9 tonnellate di mercurio all’anno: ben più delle 1,5 tonnellate calcolate ufficialmente nel 2007. Di nuovo, non possiamo sapere se – e in che misura – i “dati puntuali” sono rappresentativi. In nota sono dettagliati i metodi con cui si ottengono queste cifre. Esse indicano che la situazione attuale é potenzialmente molto grave, ma non provano nulla.

L’UE E 750.000 TERMOMETRI A MERCURIO ANDATI IN PEZZI

Il mercurio, anche in piccole quantità, é molto pericoloso per la salute e per l’ambiente. Infatti l’UE ha vietato, ormai 10 anni fa, i termometri domestici a mercurio, che contenevano appena due grammi di questa sostanza. Grammi, non tonnellate. Ecco: per rimanere ai dati ufficiali del 2007, é come se ogni anno nei 16 Comuni geotermici della Toscana andassero in frantumi 750.000 termometri a mercurio, rilasciando il contenuto nell’ambiente.

L’UE non può far finta di niente. Abbiamo già aperto la strada ad una legislazione UE sulle emissioni geotermiche. Noi vogliamo anche conoscere la quantità di mercurio emesso dalle centrali ogni anno. E ora l’Italia dovrà fare i calcoli. Se non li presenterà, nel 2018 provvederà la Commissione Europea. Noi li aspettiamo al varco.

NOTA – I METODI UTILIZZABILI PER STIMARE LE ATTUALI EMISSIONI DI MERCURIO

PRIMO CASO – IN BASE AI GWh

Nel 2007, quando le emissioni geotermiche accertate di mercurio furono pari a 1,494 tonnellate, le centrali geotermiche produssero 5.569 GWh di energia elettrica. Lo si ricava dalle statistiche GSE, secondo le quali nel 2015 (ultimo anno disponibile) le centrali geotermiche hanno prodotto 6.185 GWh. Dalla proporzione (5.569:1,494=6.185:X) si ricava che le emissioni di mercurio sarebbero ora salite a 1,659, sempre che il fattore di emissione sia rimasto costante nel tempo: cosa che non é possibile dare per scontata.

SECONDO CASO – IL FLUSSO DI MERCURIO RILEVATO DURANTE I CONTROLLI

Il Comitato difensori della Toscana é invece partito dalla tabella ufficiale con i dati relativi al flusso di mercurio misurato in grammi all’ora durante i controlli effettuati negli ultimi anni sulle centrali geotermiche dell’area di Larderello e ha assunto che questo flusso si mantenga costante nel tempo: é un’altra cosa che non é possibile dare per scontata. Anzi, la serie storica dei controlli mostra che il flusso varia nel tempo. Poi il Comitato ha integrato alcuni dati mancanti ricavandoli da quelli noti, ha sommato le emissioni di tutte le centrali espresse in grammi all’ora e le ha moltiplicate per le 8.760 ore dell’anno, ottenendo – per la sola area di Larderello – 1,489 tonnellate di mercurio all’anno. Infine, Comitato ha considerato che, secondo i dati ufficiali, i filtri AMIS (deputati ad abbattere le emissioni di mercurio) sono fuori servizio per l’8% del tempo, e che durante questo tempo le emissioni di mercurio quasi raddoppiano. Tenuto conto di questo, le emissioni salirebbero a 1,489 tonnellate all’anno.

Noi abbiamo utilizzato i medesimi criteri anche per le quattro centrali geotermiche del Monte Amiata, ottenendo altre 0,404 tonnellate di mercurio immesse nell’ambiente. Sommandole a quelli di Larderello, si arriva ad un totale annuale di emissioni di mercurio pari a 1,893  tonnellate.

 

 

Geotermia ed emissioni di mercurio, l’Italia farà i conti con la UE ultima modifica: 2017-12-22T21:53:31+00:00 da Dario Tamburrano
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