Maxi complesso turistico di lusso a Cala Finanza davanti all’isola Tavolara (foto), in Sardegna la questione sta montando come in Albania dove da settimane la gente protesta in massa contro il resort che il genero del presidente USA vorrebbe costruire in un’area protetta.
Ogni ora migliaia di firme si aggiungono alla petizione on line “Difendiamo Cala Finanza”: mentre scriviamo è a quota 87 mila. Mercoledì primo luglio inizierà un presidio permanente sulla spiaggia, un paradiso appena sfiorato dalle trasformazioni turistiche della Gallura.
La zona prescelta per il complesso turistico è situata proprio ad un tiro di sasso da un’area marina protetta dalla UE attraverso la rete Natura 2000, quella di “Isole del Nord Est tra Capo Ceraso e stagno San Teodoro”.
Una società che fa capo al gruppo brasiliano Fasano (vacanze di lusso) intende costruire a Cala Finanza un hotel, decine di ville e relativi servizi turistici: ci saranno perfino una flotta di dieci yacht e un eliporto. Il complesso si estenderà su un milione di metri quadrati, ovvero cento ettari (l’equivalente di 140 campi da calcio), nonché su un chilometro di spiaggia e sei baie. Già ora esiste un beach club comprendente campo da tennis, piscina, spa, centro fitness e bar.
Prima di avviarsi, qualsiasi intervento, anche piccolo, deve sottostare a minuziosi controlli. In questo caso invece non c’è traccia – neanche per il beach club – della VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, e della VINCA, la Valutazione di Incidenza che la UE prescrive per i progetti non solo interni, ma anche limitrofi alle aree Natura 2000 e tali da poter avere un impatto su di esse.
Non c’è traccia neanche dei cosiddetti screening, cioè delle procedure preliminari che stabiliscono se VIA e VINCA siano o meno necessarie.
Come è possibile una cosa del genere? Abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione europea a proposito delle mancate valutazioni ambientali preliminari. Nel giro di qualche giorno verrà protocollata e pubblicata sul sito del Parlamento europeo.
Hanno firmato l’interrogazione anche i colleghi M5S Valentina Palmisano, Carolina Morace, Giuseppe Antoci. C’è inoltre il supporto di Danilo Della Valle, che, per questo mese, ha esaurito la possibilità di sottoscrivere le interrogazioni.
L’operazione di Cala Finanza si muove nel quadro della procedura unica ZES per agevolare, anche dal punto di vista burocratico, gli investimenti nel Mezzogiorno. La procedura fa capo al Governo. Un permesso è stato concesso nei mesi scorsi ed è stato confermato dal Consiglio dei ministri, che ha scavalcato così l’opposizione della Regione Sardegna. Quest’ultima ha annunciato ricorso al TAR.
Come ha ricostruito una testata locale, questo permesso riguarda un intervento relativamente modesto. Ma tutto il resto bolle in pentola (eccome se bolle!) e la pentola è collocata su un fuoco vivace.
La catena brasiliana Fasano è già proprietaria terreni sui quali intende costruire il complesso turistico. Non solo: come hanno scoperto tramite visure catastali i promotori della petizione “Difendiamo Cala Finanza”, sta facendo ulteriori acquisti immobiliari anche sull’isola Tavolara.




