Le mafie del verde a Roma rialzano la testa. Aggredito Marco Doria

La mia più sentita solidarietà umana e politica a Marco Andrea Doria, aggredito ieri, lunedì 15 giugno, alla pineta di Castel Fusano, ad Ostia (Roma). Per le sue denunce sulla gestione del verde pubblico di Roma è già stato bersaglio di intimidazioni, spari alla sua abitazione e anni fa ha trovato un pacco bomba sulla sua auto.

La scorsa estate Doria si è interessato dello scandaloso fallimento della forestazione con fondi PNRR alle Acque Rosse di Ostia: milioni di euro per piantare su un terreno farcito di rifiuti alberelli che sono rapidamente seccati per la quasi totalità. Sempre ad Ostia, poche settimane fa Doria ha sollevato pubblicamente il caso della pineta di Procoio – un’area protetta del litorale romano – devastata da ruspe e motoseghe.

Doria ha segnalato questi episodi al prefetto e alla commissione antimafia.

Ieri, a Castel Fusano, Doria stava osservando l’abbattimento di alberi. Qualcuno, alle sue spalle, lo ha colpito violentemente al capo. E’ stato trasportato all’ospedale di Ostia, dove è stato medicato e tenuto in osservazione con prognosi di venti giorni.

Doria si occupa da lungo tempo di ambiente e verde pubblico. Fino al gennaio scorso faceva parte della Commissione speciale antimafia anticamorra beni confiscati. È stato assessore all’Ambiente del VI Municipio e, durante l’amministrazione Raggi, presidente del Tavolo per la riqualificazione dei parchi e delle ville storiche di Roma. In quel periodo qualcuno ha messo un pacco bomba sulla sua auto.

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