Conferenza dei servizi per lo stadio di Pietralata a Roma, gli enti che devono esprimersi sulla sua realizzazione stanno facendo nero il progetto tanto caro al sindaco-commissario Gualtieri.
Questi enti hanno portato a galla problemi noti da tempo. I comitati cittadini dell’area e io li avevamo più volte denunciati, venendo ogni volta derisi. Di fronte ad essi, Gualtieri aveva cercato di fare finta di niente: si vuole costruire lo stadio vicino all’ospedale Pertini, in un’area dove ci sono quasi otto ettari di bosco e dove il sottosuolo custodisce reperti archeologici non banali.
Dalla conferenza dei servizi è emerso che la Regione Lazio avvierà l’iter per rendere ufficiale la presenza del bosco (ora esiste di fatto, ma non sulla carta) ed inserirlo nel piano paesaggistico. Dato che i boschi sono protetti dalla legge, la conseguenza più verosimile è che non si potrà abbattere il bosco di Pietralata.
Magari ci vorrà del tempo per ufficializzare burocraticamente l’esistenza del bosco (nel frattempo però qualcuno continuerà il suo abbattimento?), ma sicuramente ci vorrà del tempo – molto tempo – anche per arrivare alla posa della prima pietra.
Infatti, prima di costruire lo stadio, bisognerà portare alla luce una villa di età romana che si trova lì sotto. Lo chiede la Soprintendenza. Un’operazione del genere abitualmente richiede alcuni anni.
Infine l’ASL vuole che si valuti l’impatto dello stadio sull’ospedale, mentre un ente regionale diverso da quello competente per l’ufficializzazione del bosco pretende un progetto dettagliato relativo alla trasformazione del bosco stesso e alle cosiddette “compensazioni” per il suo abbattimento.
È lecito a questo punto domandarsi se lo stadio di Pietralata sarà mai realizzato, o come minimo se potrà mai essere pronto in tempo per i campionati europei di calcio 2032. Il commissario governativo agli stadi Massimo Sessa ha preso in mano l’iter di approvazione proprio per fare il più in fretta possibile, così da terminare la costruzione in tempo utile per quell’evento. E invece…
La conferenza dei servizi per lo stadio di Pietralata è di tipo decisorio. Significa che deve acquisire il parere di tutti gli enti coinvolti nel procedimento di autorizzazione. Quelli invitati ad esprimersi dal commissario Sessa sono circa 50. Tutti i documenti sono consultabili online.
Si sono espressi meno di venti enti. Alcuni chiedono soltanto ritocchi, o poco più. Invece altri documenti sono pesantissimi e tali creare grossi guai e grandi ritardi al progetto.
Ecco a seguire la “traduzione” dal linguaggio burocratico e l’estrema sintesi di ciò che vi si legge.
- Regione Lazio, dipartimento Urbanistica. Dalla documentazione emerge che lì ci sono 7,68 ettari di bosco. I boschi sono protetti dalla legge. Avvieremo l’iter per prendere atto dell’esistenza di questo bosco ed inserirlo nel piano paesaggistico.
- Soprintendenza archeologica. È noto da tempo che lì sotto c’è una villa di età romana. Dal progetto si evince che si vorrebbe costruire sopra alla villa una grande rampa. Tuttavia, prima è necessario riportare alla luce la villa, proteggerne adeguatamente i resti ed effettuare un’indagine stratigrafica. Inoltre, bisogna completare i sondaggi archeologici nell’area dell’antica cava di pozzolana ed effettuarne altri in una zona mai indagata, dove potrebbe esserci dell’altro.
- ASL Roma 2 (lì vicino c’è l’ospedale Pertini, ndr). Bisogna produrre una valutazione dell’impatto acustico dello stadio, sommando questo rumore a quello derivante da infrastrutture già esistenti, come la ferrovia. Approfondire l’impatto sui servizi di emergenza prodotto dal traffico veicolare indotto dallo stadio. Approfondire l’impatto sui soggetti più vulnerabili della maggiore esposizione al traffico e all’inquinamento. Solo dopo aver visto questi documenti sarà possibile esprimere un parere.
- Ente regionale Roma Natura. Poiché sono previsti interventi e trasformazioni su un bosco, serve un piano dettagliato di dove e come si metteranno a dimora altri alberi per compensare la perdita, e di ciò che si farà per garantirne l’attecchimento. Solo dopo aver visto questi documenti sarà possibile esprimere un parere.
Sono osservazioni molto pesanti. Ma a mio parere va considerata anche un’altra cosa. Il regolamento UE sul ripristino della natura impone di fatto lo stop alla cementificazione nei centri urbani.
Più precisamente, entro il 31 dicembre 2030 nelle città non dovrà essere registrata alcuna perdita di spazi verdi e di superfici alberate rispetto alla situazione che si aveva nel 2024.
Vero che non sono previste tappe e verifiche intermedie. Ma vero anche che le nuove costruzioni continuano a fagocitare aree verdi e che le motoseghe non smettono di accanirsi sugli alberi.
Se si mettono in cantiere progetti quali lo stadio di Pietralata, come si potrà rispettare il regolamento? Sarebbe interessante domandarlo al sindaco-commissario Gualtieri.




