Trump è pazzo? Oppure le sue uscite sono suggerite dall’intelligenza artificiale addestrata a scopi militari?

Trump è pazzo? Cambia rotta in modo imprevedibile, radicale, improvviso. Esordisce con minacce estreme (“Un’intera civiltà morirà stanotte”) e spara a zero sul Papa, ritraendosi via social nei panni di Gesù.

Il dubbio che il presidente USA abbia bisogno di un bravo professionista per curare i suo deliri, in effetti viene. Ma la risposta può essere un’altra. E se invece Trump stesse seguendo i consigli dell’intelligenza artificiale addestrata per raggiungere vittoriosamente gli scopi militari che gli USA si sono prefissi?

Sembra un’ipotesi al di là di ogni fantascienza distopica, ma il dubbio mi è sorto guardando una parte del video che è pubblicato poche righe più avanti.

Il video proviene dal canale Nova Lectio. È piuttosto lungo. Qui si avvia nel momento in cui comincia ad illustrare il comportamento dell’AI (l’intelligenza artificiale) addestrata a scopi militari. Non analizza ciò che fa Trump. Men che meno si domanda se Trump sia pazzo oppure no.

Ascoltandolo con mente attenta, alcune cose che appaiono folli acquistano una possibile spiegazione peggiore della ipotesi della follia di una sola persona: la follia messa a sistema con l’ausilio della AI.

L’intelligenza artificiale, spiega tra le altre cose il video, è addestrata nei vari modelli più noti e performanti per conquistare in modo strumentale la fiducia dell’avversario e subito dopo scatenare devastanti attacchi improvvisi. Utilizza inoltre l’imprevedibilità come arma strategica. I passaggi in questione sono da 19:05 a 19:28 e da 20:16 a 20:26.

Trump si comporta in modo più imprevedibile di una lepre marzolina. Trump per due volte – giugno 2025, febbraio 2026 – ha attaccato l’Iran durante le trattative, o dopo un round di trattative che molti avevano descritto come promettente.

Il video si concentra soprattutto su uno studio del King’s College di Londra dedicato al comportamento dei più noti modelli di grandi intelligenze artificiali addestrate per scopi bellici. Sono GPT-5.2, Claude Sonnet 4 e Gemini 3 Flash. Qui il relativo comunicato stampa.

Il ricercatore, il professor Kenneth Payne, le ha azionate in 21 scenari di crisi internazionale fra potenze nucleari. Ha condotto centinaia e centinaia di simulazioni.

Nel 95% delle simulazioni, i modelli di intelligenza artificiale hanno scelto l’escalation nucleare, come minimo sotto forma di minaccia. Eppure, erano state offerte loro otto diverse strategie di de escalation, ovvero di percorsi pacifici per evitare danni catastrofici.

Per le intelligenze artificiali, addestrate per vincere, la Bomba – quella con la maiuscola, quella che terrorizza noi umani ancor più di una guerra – è un’arma come un’altra per arrivare alla vittoria.

Sullo sfondo – anche di questo si parla nel video – c’è l’obiezione di coscienza di Anthropic, la società dei modelli di intelligenza artificiale Claude che la scorsa estate aveva ottenuto un maxi-contratto con il Pentagono. Ne ha scritto per primo il Wall Street Journal, in un articolo per abbonati. Esiste comunque un riassunto in italiano di libero accesso.

Anthropic pretende che la sua tecnologia sia sempre usata sotto la supervisione umana; che non possa effettuare sorveglianza di massa; che non possa condurre operazioni autonome letali. Ovvero, che non possa decidere autonomamente quando e chi uccidere.

Il Pentagono ha stracciato il contratto. Ora si rivolge ad altri fornitori.

Immagine di copertina

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