Fermare i robot killer guidati dall’intelligenza artificiale prima che sia troppo tardi

Fermare ora i robot killer per non pentirci dopo. Conosciuti anche come sistemi d’arma autonomi letali, essi costituiscono una presenza sempre più inquietante nel panorama della guerra mondiale a pezzi, come papa Francesco diceva già più di dieci anni fa e come ha continuato a ripetere fino agli ultimi mesi di vita.

Una volta attivati, grazie all’intelligenza artificiale questi sistemi decidono da sé quando entrare in azione e quali persone uccidere.

Sembra fantascienza. Invece esistono e il loro impiego è in aumento. Si tratta di uno scenario spesso sottovalutato, capace di mettere in discussione i principi dello stato di diritto e della dignità umana.

I robot killer possono amplificare fino alle estreme, irreversibili conseguenze gli errori che viziano i processi decisionali delle intelligenze artificiali. Sono oltretutto tecnologie disumane e disumanizzanti in un tempo in cui c’è bisogno come non mai di restare umani.

Di conseguenza ho presentato alla Commissione europea un’interrogazione, firmata da altri 13 europarlamentari. Ho anche firmato l’appello attraverso il quale parlamentari di tutto il mondo (finora non moltissimi, per la verità) aderiscono alla campagna “Stop killer robots” portata avanti da un folto insieme di associazioni. Quattro di esse sono italiane: Info nodes, Archivio disarmo, Rete pace e disarmo, Unione degli scienziati per il disarmo.

L’interrogazione ha un duplice obiettivo. Il primo: spingere l’Unione europea ad agire affinché le Nazioni Unite vietino o limitino i robot killer. L’UE fa parte dell’ONU come “osservatore potenziato”. In sostanza, può fare tutto tranne votare. Ha diritto di intervenire nei dibattiti, partecipare ai lavori, presentare risoluzioni eccetera.

Alle Nazioni Unite si parla da tempo di regolamentare le armi autonome letali. Nel dicembre 2024 si è deciso di incaricare un gruppo di esperti dell’approfondimento; nel novembre scorso, l’assemblea ha adottato una risoluzione nella quale si auspica (ma non si prevede) che i robot killer non possano decidere di usare armi nucleari.

Sarebbe il minimo. Neanche quello.

Inoltre, l’interrogazione – ed è il secondo obiettivo – chiede alla Commissione europea di proporre agli Stati membri di rinunciare ai robot killer, o se non altro di sottoporli a norme in linea con i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Insieme a me, hanno firmato l’interrogazione Danilo Della Valle e Carolina Morace, M5S; Rudi Kennes e Catarina Martins, che come noi appartengono a The Left; Leoluca Orlando e Ignazio Roberto Marino, Verdi; Cecilia Strada, Elisabeth Grossmann e Matjaž Nemec, tutti S&D; e quattro eurodeputati che non aderiscono a nessuna famiglia politica europea: Branislav Ondruš, Diana Iovanovici Şoşoacă, Maria Zacharia, Michael von der Schulenburg.

Se non si interviene subito, c’è il rischio che lo sviluppo delle armi autonome anticipi legislatori e trattati internazionali, costringendoli ad una rincorsa sostanzialmente vana.

Stiamo vivendo anni di crescente violenza, conflitti, distruzione in varie parti del mondo. Le armi autonome possono solo peggiorare la situazione.  

Condividi sui social networks