Bolsena e Vico, le tre interrogazioni sui “laghi di nocciole”

Nocciole

Le mie tre interrogazioni alla Commissione europea a proposito dell’impatto dei pesticidi impiegati nei noccioleti sulle aree che l’UE protegge attraverso la rete Natura 2000

Prima dello stop elettorale ho presentato due nuove interrogazioni alla Commissione europea a proposito dell’espansione dei noccioleti intensivi che sta trasformando il paesaggio fra Umbria e Lazio.

Le mie interrogazioni sui noccioleti per le quali attendiamo la risposta sono quindi diventate tre. La prima interrogazione, depositata qualche tempo fa, riguardava la tentazione cui sono esposti i proprietari dei noccioleti: chiedere i fondi europei per il biologico durante i primi cinque anni di vita delle piante, quando esse sono ancora improduttive, per poi passare all’agricoltura convenzionale ed impiegare i pesticidi al momento di cominciare a raccogliere.

Le due nuove interrogazioni vertono proprio sui pesticidi richiesti dalla coltivazione intensiva delle piante adulte, e si concentrano sui noccioleti presenti attorno ai laghi di Vico e di Bolsena. Questi laghi sono aree protette dalla UE attraverso la rete Natura 2000, dove la direttiva Habitat e la direttiva quadro sulle acque impongono cautele nell’uso dei pesticidi. Non mi risulta che queste cautele siano state adottate.

Di conseguenza, attraverso la seconda interrogazione sui noccioleti intensivi ho domandato alla Commissione europea se sia al corrente del fatto che non sono imposte cautele nell’uso dei pesticidi attorno ai laghi di Vico e di Bolsena, e se intenda approfondire la situazione e prendere provvedimenti.

L‘espansione dei noccioleti – con relativo uso di pesticidi – è sostenuta dalla Regione Lazio e dalla Regione Umbria. Ritengo quindi che tale espansione avrebbe dovuto essere sottoposta non solo a valutazione di incidenza ai sensi della direttiva Habitat, ma anche a valutazione ambientale strategica ai sensi della direttiva sulla valutazione ambientale.

Pertanto nella mia terza interrogazione ho domandato alla Commissione europea se le due regioni stiano agendo secondo le norme UE e nel caso quali provvedimenti intenda mettere in campo.

Hanno cofirmato l’interrogazione i colleghi Laura Agea e Fabio Massimo Castaldo.