Col glifosato in corpo. I risultati del test urine all’Europarlamento

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TUTTI CONTAMINATI

Altro che il diavolo: noi abbiamo il glifosato in corpo. Ieri, insieme ad altri europarlamentari, abbiamo ricevuto il risultato del test delle urine cui ci siamo sottoposti volontariamente e a nostre spese: tutti siamo contaminati da diserbante senza differenze significative legate a sesso, età, provenienza geografica, abitudini alimentari. Si può dedurre che l’intera Europa é nelle nostre stesse condizioni.

Il glifosato é il diserbante più contestato del mondo. Brevettato dalla Monsanto negli Anni 70, é stato definito “probabilmente cancerogeno” dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro); stranamente invece per l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare “é improbabile” che il glifosato sia cancerogeno. La settimana prossima, la Commissione Europea proporrà agli Stati membri di autorizzare nuovamente l’uso del glifosato nell’UE per i prossimi nove anni. Ci aveva provato già in marzo, ma era stata costretta a fare dietrofront.

Complessivamente, si sono sottoposti al test 49 europarlamentari di 13 Stati membri. Ciascuno di noi ha ricevuto il proprio risultato ed una panoramica sugli esiti complessivi: essi mostrano che la concentrazione di questo diserbante nelle nostre urine varia fra 0,17 a ben 3,57 microgrammi per litro; in media é pari a 1,73 microgrammi per litro. Io che scrivo ho 1,01 microgrammi. Altri tre europarlamentari M5S hanno effettuato il test. Ecco i loro microgrammi: Rosa d’Amato 0,93; Eleonora Evi 2,1; Marco Zullo 0,96. Sopra il titolo, la foto di gruppo con i referti.

Questi dati confermano l’allarmante presenza del glifosato nella catena alimentare evidenziata da vari studi: uno dei più recenti e più famosi riguarda le birre tedesche.

E’ ben noto che, in linea generale, é dannosa l’esposizione continuativa a dosi anche bassissime di una sostanza tossica. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha definito il glifosato “probabilmente cancerogeno” sulla base di studi sottoposti a peer-review, la revisione fra pari che costituisce il marchio di qualità della ricerca scientifica. L’EFSA invece sostiene che il glifosato non é cancerogeno sulla base di dati mai pubblicati e mai soggetti a revisione da parte della comunità scientifica internazionale perchè la UE li considera legati a segreti commerciali.

Peraltro, secondo la stessa EFSA è impossibile escludere che il glifosato sia un interferente endocrino; esistono in proposito dei sospetti ma mancano i dati necessari per trarre delle conclusioni definitive.

In questa situazione, il principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) impone di non consentire l’uso del glifosato. Altrimenti l’UE infrangerà le sue stesse regole, si dimostrerà incapace di proteggere la salute dei suoi cittadini e  si porrà in rotta di collisione con le richieste che le rivolgono gli esperti internazionali e con il loro appello a non dire al glifosato un sì basato  “sulla scienza obsoleta”.

L’immagine qui sotto é ricavata dal referto, espresso il nanogrammi al millilitro: l’equivalente di microgrammi per litro. Cliccandoci sopra si apre, in un’altra scheda, il documento completo.

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Col glifosato in corpo. I risultati del test urine all’Europarlamento ultima modifica: 2016-05-12T22:37:11+00:00 da Dario Tamburrano
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