Aperta indagine su lobby del fracking nelle istituzioni UE. Ne attendiamo gli esiti

Lobby e fracking nell’UE, l’Ombudsman – conosciuto anche come difensore civico europeo o mediatore europeo – ha aperto in agosto un’indagine sulla Rete europea della scienza e della tecnologia sull’estrazione degli idrocarburi non convenzionali, il gruppo di esperti istituito dalla Commissione Europea per valutare i progetti di ricerca di shale gas: quello che si estrae appunto con la distruttiva tecnica del fracking. Un’indagine delle ONG Friends of the Earth e Corporate Europe ha appurato che oltre il 70% di questi “esperti” ha interessi finanziari nell’industria del fracking: e ora l’ombudsman vuole vederci chiaro, esattamente come nel maggio scorso ha deciso di far chiarezza sugli imperscrutabili “triloghi” dai quali escono i testi della normativa UE.

La creazione della rete di esperti sullo shale gas ed i suoi compiti discendono dalla comunicazione della Commissione Europea sul fracking del gennaio 2014 (vedere pag. 10): un documento che – di fatto – traccia il quadro entro il quale l’UE segue gli USA nell’insensata corsa verso gli idrocarburi non convenzionali. L’ombudsman chiede alla Commissione Europea di abolire il gruppo o di applicare ad esso le regole relative a trasparenza e conflitto di interessi che valgono per i gruppi di esperti UE. La Commissione dovrebbe rispondere entro il 30 novembre. Attendiamo con ansia la risposta di cui vi informeremo prontamente.

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