Eclissi. Terna sembra “ripensarci”: il distacco di fotovoltaico ed eolico sarà forse solo parziale. Ma in Europa nessuno spegne il fotovoltaico

Il distacco sarà solo parziale. Ma gli altri gestori europei delle reti elettriche affrontano l’eclissi senza “spegnere” neanche un solo pannello solare: anche in Germania, che é ancor più “solare” dell’Italia

Il post di ieri sul completo distacco del fotovoltaico e dell’eolico italiano ordinato in occasione dell’eclissi di sole di venerdì prossimo ha bisogno di un aggiornamento. La paura del buio é (quasi) passata, la creazione di un pericoloso precedente é (quasi) evitata.  Attraverso un comunicato stampa diffuso poche ore fa, Terna – il gestore della rete di trasmissione dell’energia elettrica italiana – ha reso noto di aver cambiato idea. Il distacco ci sarà ma avrà durata ridotta e sarà solo parziale anziché totale.

In Paesi come l’Italia e la Germania – i colossi europei dell’energia solare – la gestione della rete elettrica durante un’eclissi di sole rappresenta un problema complesso. Un problema che, fino a ieri, Terna voleva risolvere evitando di mettere in rete per 24 ore tutta l’energia elettrica prodotta attraverso il sole ed il vento. Quale é il nodo? La potenza immessa nella rete elettrica deve essere in costante equilibrio con i consumi (al bilanciamento provvede un complesso sistema che invia ordini agli impianti programmabili di produzione dell’energia elettrica e presiede agli scambi con l’estero); durante l’eclissi l’energia elettrica prodotta dagli impianti solari italiani calerà e poi crescerà con una rapidità quattro volte superiore rispetto ad un tramonto o ad un’alba. Nei momenti di picco, sarà come se ogni 5-10 minuti si spegnesse (e poi si riaccendesse) una grande centrale elettrica convenzionale.

Il post di ieri sottolineava come in tutt’Europa (Germania compresa) i gestori delle reti elettriche hanno approntato le misure per ottenere il bilanciamento durante l’eclisse senza nemmeno pensare al distacco delle rinnovabili cui Terna voleva fare ricorso. I contenuti sono stati ripresi in mattinata dal Fatto Quotidiano e da molte testate on line che si occupano di rinnovabili: fra gli altri il blog Correnti del Sole 24 Ore, Greenreport, Rinnovabili, Greenbiz. Il distacco del fotovoltaico durante l’eclissi avrebbe creato un brutto precedente: avrebbe voluto dire che, quando la discontinuità degli impianti che producono energie rinnovabili provoca dei grattacapi, si risolve il problema spegnendo gli impianti.

Il comunicato stampa di Terna dice che il distacco non durerà più 24 ore e non riguarderà più la totalità degli impianti fotovoltaici ed eolici. Avverrà invece in orario 7-14 e toccherà impianti per una potenza complessiva di 4.400 megawatt. La potenza installata del fotovoltaico italiano é pari ad oltre 27.000 megawatt.

Il resto d’Europa – ripetiamo – gestisce l’eclissi senza “spegnere” neanche un solo pannello solare: vale anche per la Germania, dove la potenza installata é di 38.500 megawatt e dove, durante l’eclissi, il disco solare sarà oscurato dalla luna per l’80%, mentre in Italia l’oscuramento é pari solo al 50% circa. Comunque, rispetto a ieri, si é fatto un passo in avanti. Un passo nella giusta direzione.

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Eclissi. Terna sembra “ripensarci”: il distacco di fotovoltaico ed eolico sarà forse solo parziale. Ma in Europa nessuno spegne il fotovoltaico ultima modifica: 2015-03-18T20:52:43+00:00 da Dario Tamburrano