Documento segreto UE. Le rinnovabili rischiano di perdere la priorità di dispacciamento

Scopo dichiarato: diminuire i costi dell’energia. Non considerati né i costi nascosti delle fossili, né che il nucleare é impossibile senza enormi sussidi pubblici

L’Unione Europea sta prendendo in considerazione l’eliminazione della priorità di dispacciamento delle energie rinnovabili: lo scrive il quotidiano Guardian dopo aver consultato un documento segreto che non ha messo online. Grazie alla priorità di dispacciamento, stabilita dalla direttiva rinnovabili del 2009, l’energia rinnovabile viene immessa per prima nella rete elettrica. Altrimenti troverebbe il semaforo perlopiù rosso e passerebbe la voglia di produrla: nella rete elettrica, produzione e consumo devono essere sempre bilanciati, ma la produzione di energia nucleare e da fonti fossili (gas, carbone…) é programmabile e facilmente adattabile ai consumi attesi mentre non lo é l’energia prodotta col vento e col sole.

La priorità di dispacciamento viene ormai data per assodata dai produttori di energia rinnovabile, che ne hanno tenuto conto per programmare gli investimenti. La cancellazione farebbe il paio con i tagli retroattivi degli incentivi disposti da Paesi come Italia e Spagna, dove il solare stava davvero decollando.

La Commissione Europea, scrive il Guardian, prende in considerazione il provvedimento nell’ambito della revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, attesa per la fine di quest’anno, con l’obiettivo di ridurre i costi dell’energia.

Come se – catastrofici rischi a parte – l’energia nucleare non comportasse costi astronomici fronteggiabili solo attraverso sussidi pubblici di analoga entità.  Come se l’energia da fonti fossili non avesse enormi esternalità negative: i cosiddetti costi nascosti. Secondo uno studio richiesto dalla Commissione Europea (riassunto in italiano), ogni anno la produzione di energia causa nell’UE costi sanitari e sociali legati all’inquinamento e costi ambientali legati al riscaldamento globale per 150-310 milioni, quasi totalmente imputabili alle fossili, che in più ricevono sussidi per miliardi e miliardi di euro.

Le fonti fossili provocano l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici ormai dirompenti. La Commissione Europea si vanta di aver dato un contributo decisivo all’accordo di Parigi per la riduzione dei gas serra. Un’UE leader mondiale delle rinnovabili è al secondo posto nelle priorità del presidente Jean-Claude Juncker. I pellerossa avrebbero riassunto tutto con una sola locuzione: parlano con lingua biforcuta.

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