Grecia, niente accordo. Il FMI non accetta i tagli all’esercito per salvare le pensioni

Sono falliti ieri i colloqui fra Grecia, UE e FMI (Fondo Monetario internazionale) che venivano descritti come “l’ultimo tentativo” di trovare l’accordo per nuovi prestiti. Salvo miracoli, la Grecia non avrà i soldi per restituire, a fine giugno, le sue rate di debito al FMI e andrà in default. La rottura delle trattative é venuta dopo che il FMI ha rifiutato la proposta della Grecia di sostituire i tagli alle pensioni richiesti dalla troika con equivalenti tagli alle spese militari.

Perché ha rifiutato? Una scelta ideologica pro-austerity ancor più “talebana” di quella dell’UE? Altro punto di disaccordo fra le due parti: la Grecia insiste perché venga cancellata subito una parte del suo insostenibile debito pubblico; UE e FMI convengono sulla necessità di cancellare parte del debito greco, ma solo dopo l’adesione della Grecia all’austerity.

Il mancato accordo fra la Grecia e i suoi creditori sta già causando dolorose quando prevedibili ripercussioni su Italia, Spagna e Portogallo. Ora si guarda al 30 giugno – il giorno del default tecnico – come l’ultimo giorno utile per trovare un qualche accordo fra UE e Grecia. Non ci sono più i “tempi tecnici” perché la Grecia riceva l’ultima rata (7,2 miliardi) degli “aiuti” pianificati anni fa pianificata dalla troika, ma é ovvio che il Grexit danneggerebbe l’intera eurozona e la fantasia é l’unico limite dell’ingegneria finanziaria.

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