Il Parlamento Europeo chiamato a votare sul TTIP. Il sì o il no si giocano sul filo del rasoio

Il TTIP, il trattato di liberi scambio in corso di negoziazione segreta fra USA ed UE, é all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo domani, martedì 7 luglio,  dopo che le due maggiori forze politiche –  Popolari (centrodestra) e Socialdemocratici (centrosinistra) – hanno raggiunto un compromesso sulla clausola ISDS. Viene ribattezzata attraverso un giro di parole ma resta intatta nella sostanza. La clausola ISDS (Investors State Dispute Settlement) é quella che consente alle multinazionali di far causa agli Stati quando si sentono lese nei loro interessi, ricorrendo ad un arbitrato privato anziché ai tribunali ordinari. Ma una parte dei Socialdemocratici (un terzo, si dice) é contrario ad includere la clausola ISDS nel TTIP, in qualsiasi modo essa venga chiamata o riverniciata; uno di loro, Sergio Cofferati, ha addirittura aggiunto il suo nome all’appello contro l’ISDS lanciato in vista del voto di Strasburgo da Tiziana Beghin (M5S) ed Eleonora Forenza (GUE, sinistra). Il sì o il no dell’assemblea plenaria al TTIP si giocano sul filo del rasoio.

Riassunto delle puntate precedenti. Il Parlamento Europeo non ha alcun ruolo nei negoziati del TTIP, che vengono condotti a porte chiuse dalla Commissione Europea. Però una volta che il trattato sarà stato stilato il Parlamento Europeo dovrà votare sì o no, prendere o lasciare. In quest’ottica sono dunque importanti le “raccomandazioni” alla Commissione Europea a proposito della trattativa sul TTIP che figurano all’ordine del giorno di martedì 7 luglio.

Il mese scorso il voto sulle “raccomandazioni” é stato rinviato a causa del disaccordo fra Popolari e Socialdemocratici e all’interno dei Socialdemocratici stessi sulla riverniciatura cui – già allora – i Socialdemocratici avevano sottoposto la clausola ISDS per renderla più accettabile ai propri iscritti. In seguito a quei disaccordi, i Socialdemocratici hanno messo nuovamente mano alla vernice: la scelta della nuance ha ottenuto l’approvazione dei Popolari ma – di nuovo – non di tutti i socialdemocratici. In base al nuovo compromesso sull’ISDS, il Parlamento Europeo chiede alla Commissione Europea di

replace the ISDS system with a new system for resolving disputes between investors and states which is subject to democratic principles and scrutiny where potential cases are treated in a transparent manner by publicly appointed, independent professional judges in public hearings and which includes an appellate mechanism, where consistency of judicial decisions is ensures, the jurisdiction of courts of the EU and of the Member States is respected and where private interests cannot undermine public policy objectives

Ovvero, il Parlamento Europeo chiede di sostituire la clausola ISDS con un “nuovo sistema” soggetto ai principi democratici con giudici professionisti scelti in modo trasparente, udienze pubbliche, possibilità di appello, rispetto delle giurisdizioni nazionali, salvaguardia delle scelte politiche. La solidità delle due ultime affermazioni può essere smontata parola per parola: il “nuovo sistema” é solo una clausola ISDS con un diverso nome.

Pur di salvare questo compromesso così faticosamente raggiunto, il presidente dei Socialdemocratici, Gianni Pittella, non ha esitato a dichiarare che il suo gruppo metterà in discussione l’approvazione del CETA, il trattato di libero scambio già negoziato fra UE e Canada ed ora in corso di traduzione, che contiene la clausola ISDS senza vernice. Per credere a Pittella, é necessario un autentico atto di fede: le trattative del CETA sono formalmente chiuse, al Parlamento Europeo verrà solo chiesto di prendere o lasciare il testo così come è già stato scritto.

Resta il fatto che un terzo degli europarlamentari socialdemocratici non vuole l’ISDS neanche riverniciata con un altro nome: noi del M5S daremo battaglia fino in fondo, i numeri dicono che l’approvazione delle raccomandazioni alla Commissione Europea sul TTIP si gioca sul filo del rasoio.

Tre scenari possibili. Prima possibilità: le “raccomandazioni” contenenti l’attuale riverniciatura dell’ISDS vengono approvate con una maggioranza molto esigua. Seconda possibilità: i Socialdemocratici mettono nuovamente mano alla vernice e cercano di riformulare il testo sull’ISDS per placare i potenti maldipancia interni. Ma in questo caso il maldipancia potrebbe venire ai Popolari. Terza possibilità: la parte delle “raccomandazioni” contenente l’ISDS non viene approvata e conseguentemente Popolari e Socialdemocratici diramano ai loro europarlamentari l’ordine di scuderia di non approvare le “raccomandazioni” nel loro insieme. Non significherebbe che il Parlamento Europeo boccia il TTIP; significherebbe – per ora – che non é in grado di formulare raccomandazioni alla Commissione Europea sulle modalità con cui negoziare il trattato. Ma sarebbe un bel segnale di speranza in vista del voto finale – quello “prendere o lasciare” – che l’Europarlamento dovrà dare a negoziato concluso.