L’austerity, la sorveglianze UE e il bilancio italiano. I rischi secondo la Corte dei Conti

La capacità dell’austerity di uccidere l’economia italiana trova spazio anche nel “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” che é stato pubblicato ieri dalla Corte dei Conti.  Vi si dice: non é trascurabile “il rischio che un’interpretazione troppo rigida del modello di sorveglianza europeo si traduca in un’incoerenza fra i risultati imposti nel breve termine alla finanza pubblica (aumentare lo sforzo fiscale per rispettare il ritmo di avvicinamento all’OMT richiesto dalle regole del Fiscal compact) e la sostenibilità di lungo periodo della stessa”. L’OMT é l’ Obiettivo di Medio Termine stabilito dall’UE per ogni Stato membro.

Per l’Italia, l’OMT consiste nel pareggio di bilancio strutturale (cioé ad esclusione delle spese che vanno sostenute una volta soltanto) da raggiungersi  nel 2017. Il pareggio di bilancio viene perseguito aumentando le tasse e tagliando i servizi: l’austerity, appunto. In periodo di crisi economica, é un mix letale.

La Corte dei Conti aggiunge: “L’adozione da parte della Commissione [Europea], ad inizio d’anno, di nuove linee guida, che consentono un’attuazione più flessibile del Patto di stabilità, si muove nella direzione di scongiurare un simile rischio”. Non dice che é una mossa sufficiente a disinnescare il rischio. Non dice che il rischio sia scongiurato.

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