La Grecia minaccia di bloccare il CETA per difendere il feta

Piccola, eroica Grecia! Minaccia (giustamente) di non approvare il CETA, un trattato di libero scambio col Canada negoziato (ma non ancora approvato) dall’UE e in tutto simile al TTIP in corso di negoziazione con gli USA.

Motivo: dell’ira greca: il CETA non protegge adeguatamente dalle imitazioni il feta, il celebre formaggio greco prodotto con latte di pecora e di capra, e permette che in Canada venga venduto un “feta canadese” a base di latte di mucca.

Anche l’Italia dovrebbe pestare i piedi per lo stesso modo, ed anzi ancora di più: il CETA prevede che sul mercato canadese continuino ad essere venduti, insieme agli originali italiani, anche i prodotti Made in Canada che portano del tutto arbitrariamente i nomi commerciali di “gorgonzola”, “fontina”, “prosciutto di Parma”, “prosciutto San Daniele”, “prosciutto toscano”.

Per sincerarsene, basta leggere il comunicato stampa con cui l’Unone Europea, nel dicembre scorso, ha annunciato la conclusione delle trattative per il CETA. I passi dedicati ai formaggi e agli altri prodotti a denominazione geografica sono alle pag. 14 e 15.