Nucleare. Le numerose Chernobyl dell’Ucraina mantenute in vita con i soldi europei

Un finanziamento legato alla UE contribuisce a far funzionare reattori “fratelli” di quello esploso a Chernoby. Anche se non furono progettati per durare così a lungo

Il denaro dell’UE – il denaro dei cittadini europei – contribuisce a tenere in vita le numerose Chernobyl dell’Ucraina: quattro centrali nucleari vecchie di trent’anni, ferrivecchi di design sovietico; complessivamente, 15 reattori che sono i fratelli gemelli o i cugini di quello esploso 29 anni fa e dei quali sono ben note sia la vetustà sia la pericolosità: ricordate l’incidente a Zaporozhye poco dopo Natale? Uno studio indipendente del marzo scorso su uno solo dei 15 reattori ucraini – l’unità  numero 1 del South Ukraine Power Plant – ha appurato che l’usura di vari elementi supera di 10 volte il limite accettabile. Eppure  le autorità ucraine hanno deciso che questo reattore, fabbricato per durare fino al 2013, funzionerà fino al 2023.  Inoltre proprio in questi giorni é attesa la decisione ufficiale, da parte dell’Ucraina, per mantenere operativo addirittura fino al 2035 anche il reattore numero 2 del South Ukraine Power Plant, fabbricato per durare solo fino alla settimana prossima: per la precisione, solo fino al 12 maggio 2015.

L’impresentabile Ucraina può prolungare l’operatività di questo e di altri reattori anche grazie a 600 milioni di euro stanziati dall’Euratom (la comunità europea dell’energia atomica che coordina i programmi degli Stati UE relativi all’energia nucleare) e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che annovera fra i fondatori l’Unione Europea (a quel tempo si chiamava Comunità Europea) e la Banca Europea degli Investimenti, che è l’istituzione finanziaria dell’UE.

I 600 milioni dei cittadini europei sono confluiti in un progetto per “ammodernare” i 15 vecchi reattori nucleari dell’Ucraina e per “adeguarli” agli standard internazionali di sicurezza. In pratica questo significa far funzionare ancora per decenni le centrali che risalgono ai tempi dell’URSS: tre reattori (compreso il numero 1 del South Ukraine Power Plant) hanno già avuto il prolungamento della licenza operativa; gli altri (a cominciare dal reattore numero 2 dello stesso impianto) sono candidati ad ottenerla.

L’Ok al mantenimento in vita dei vecchi reattori viene accordato dopo le valutazioni effettuate da SNRIU, l’ente dell’Ucraina incaricato della sicurezza nucleare: sulle pagine di SNRIU, il più recente rapporto sull’adeguamento dell’Ucraina agli obblighi internazionali di sicurezza nuclear e risale al 2007. L’ente non si é accorto dell’usura al reattore 1 del South Ukraine Power Plant quando nel 2013 ha detto che poteva continuare a funzionare per altri dieci anni; come se non bastasse, il Governo ucraino, negli ultimi tempi, ha ridotto in modo significativo i suoi poteri e la sua autonomia: ora lo SNRIU non può neanche effettuare ispezioni nelle centrali nucleari. L’organizzazione non governativa Bank Watch ha segnalato quest’ultimo problema alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. La Banca, riferisce Bank Watch, ha confermato che la situazione è in questi termini ma non si è ritirata dal progetto per “ammodernare” i reattori.

Mentre scrivo, sulle news di Google non c’é alcuna notizia relativa all’imminente decisione per prolungare fino al 2035 il funzionamento del reattore numero 2 al South Ukraine Power Plant (qualcuno può controllare in russo e in ucraino?), ma c’é un’altra novità sul medesimo tema. Preoccupante.

Al South Ukraine Power Plant sono in corso gli esperimenti per sostituire le barre di combustibile nucleare di fabbricazione russa – quelle di sezione esagonale adatte alle centrali nucleari dell’ex Unione Sovietica – con barre prodotte dalla statunitense Westinghouse, che hanno sezione quadrata: l’incidente di dicembre a Zaporozhye si é verificato proprio in occasione della sostituzione del combustibile russo con quello americano. Secondo Westinghouse, la sostituzione é già stata effettuata con successo al reattore 3 del South Ukraine Power Plant.

Westinghouse ha ottenuto, nel dicembre scorso, un contratto per rifornire di combustibile le centrali nucleari dell’Ucraina fino al 2020. Non credo che ci siano pertanto dubbi sul fatto che la vita di tutti i ferrivecchi sovietici verrà prolungata e che il reattore 2 del South Ukraina Power Plant continuerà a funzionare fino al 2035…

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