Consociativismo nell’UE. Accaparramento di potere, spartizione di incarichi. Un episodio visto da vicino

Consociativismo nell’UE, ovvero accaparramento di potere e spartizione di incarichi all’interno di una maggioranza nella quale centrodestra e centrosinistra vanno a braccetto. Ho visto pochi giorni fa un esempio all’interno della commissione ITRE del Parlamento europeo. Illustra bene come spesso vanno avanti le cose, in particolare in questa legislatura: un identico episodio era accaduto già in autunno.

Pochi giorni fa, le forze politiche di centrodestra e centrosinistra che costituiscono la maggioranza (PPE di cui fa parte Forza Italia; S&D che comprende il PD; i liberali di Renew, fra i quali non ci sono italiani) con un blitz dietro le quinte si sono concordemente prese e suddivise la parte del leone nell’azione legislativa sui maggiori temi del momento. Si tratta di digitale, infrastrutture energetiche, deregulation. Tagliati fuori tutti gli altri gruppi politici.

Il M5S, a Bruxelles, fa parte della famiglia politica The Left: la sinistra che è al di fuori dei giochi consociativi. Possiamo (tentare di) correggere ciò che le menti consociative partoriscono.

La commissione ITRE del Parlamento europeo, nella quale siedo, si occupa di industria, ricerca, telecomunicazioni ed energia. Com’è noto, il Parlamento europeo (caso più unico che raro nel mondo) non può presentare proposte di legge. Questa facoltà appartiene alla Commissione europea.

L’esame delle proposte di legge provenienti dalla Commissione europea avviene innanzitutto nelle commissioni parlamentari, ITRE compresa. A questo proposito è fondamentale il ruolo del relatore – il rapporteur – che la commissione parlamentare sceglie.

Il relatore, o rapporteur, è una sorta di direttore d’orchestra. Presiede prima alla definizione delle modifiche che il Parlamento vorrebbe apportare alla proposta legislativa, e poi ai negoziati con il Consiglio UE (l’altro co-legislatore) che conducono all’approvazione definitiva.

In seno alle commissioni parlamentati, abitualmente la scelta del relatore avviene attraverso una specie di asta nella quale le forze politiche “spendono” punti accumulati in ragione della loro consistenza numerica. Un sistema che, a suo modo, può far funzionare la democrazia perché comunque consente a tutti di avere un ruolo. Ma stavolta l’asta non si è svolta.

Poche ore prima della riunione nella quale la commissione ITRE doveva scegliere i relatori, i coordinatori (in pratica, i capigruppo) delle forze politiche di maggioranza hanno informato che, “per motivi di urgenza”, avevano già concordato gli incarichi il giorno prima fra di loro, usando un articolo di un regolamento interno interpretato secondo i loro desideri. A mio parere, questa interpretazione è una palese violazione del regolamento stesso.

Urgenza! Per poche ore: neanche fossimo sotto le bombe o arrivasse il diluvio universale.

Così il PPE si è preso la semplificazione della legislazione digitale. Gli S&D hanno avuto le infrastrutture per l’energia e il cosiddetto acceleratore industriale. I liberali di Renew, la legge sui network digitali.

Sono il coordinatore, o capogruppo, di The Left nella commissione ITRE. Ho abbandonato per protesta la riunione che doveva prendere atto della spartizione consociativa.

Insieme a me sono venuti via i coordinatori di ECR (ne fa parte Fratelli d’Italia) e dei Patrioti, rappresentati in Italia dalla Lega. Queste ultime due forze politiche europee stavolta sono rimaste fuori dai giochi: ma in altre occasioni si inseriscono efficientemente nel consociativismo. Fungono infatti da ruota di scorta della maggioranza, soprattutto quando si tratta di compensare alcune (rare) defezioni nel centrosinistra, in particolare quando si tratta di smontare il Green Deal.

Sono rimasti nella riunione di ITRE i Verdi, che – seppure non partecipi di questa spartizione – il più delle volte si allineano supini a centrodestra e centrosinistra per raccogliere le briciole. Hanno ottenuto di essere i relatori delle due proposte legislative ancora da assegnare (prima e seconda), quelle relative alla cyber sicurezza.

Nello scorso ottobre, con un identico blitz, PPE, Renew e S&D si erano già accaparrati e suddivisi tutto il lavoro di competenza della commissione ITRE a proposito di un altro tema di fondamentale importanza: quadro finanziario pluriennale dell’UE.

Così spesso vanno le cose a Bruxelles. Il consociativismo nell’UE esclude gruppi politici ed eletti. Esclude quindi la rappresentanza di decine e decine di milioni di cittadini elettori, i quali poi subiscono le decisioni legislative e di spesa di un’oligarchia che risponde unicamente ai grandi potentati economici, militari e industriali.

La stessa oligarchia che pubblicamente parla di democrazia, rispetto delle regole e diritti umani.

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