TTIP, l’articolo di Wired Italia che pascola bovinamente fra le veline istituzionali

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Ci sono due modi per parlare del TTIP, il trattato di libero scambio che USA ed UE stanno tessendo. Il primo modo consiste nel considerare le veline istituzionali come il Verbo incarnato: e così ha fatto Wired Italia. E’ lo stesso atteggiamento con cui i grandi media raccolgono le fanfaronate di Renzi che sono al 99% balle. Il secondo modo consiste nel leggere i documenti: ed essi – casomai a Wired la differenza sfuggisse – non coincidono affatto con i comunicati stampa e con le veline.

I documenti sul TTIP sono alla base del Wiki TTIP che é on line da tempo sul nostro sito: il sito linka e riassume i documenti messi on line dalla Commissione europea, i vari studi di impatto disponibili, i leak (finora dimostratisi attendibili), le analisi. Qui a seguire, c’é un rapido esame dell’articolo che Wired ha messo insieme pascolando bovinamente fra le veline sul TTIP. I link rimandano tutti a Wiki TTIP, dal quale si accede ai documenti originali. Recita Wired:

gli standard europei sulla protezione non sono in vendita. Né in negoziazione: il Ttip garantirà il mantenimento dell’indipendenza regolamentare e legislativa europea così come del principio di precauzione

In seguito al TTIP, USA ed UE dovranno concertare le norme che possono avere ripercussioni sul commercio transatlantico: praticamente dovranno concertare tutto, comprese le caratteristiche del cibo che arriva sulle nostre tavole, poiché lo scopo del TTIP il far sì che le merci possano essere commercializzate indifferentemente negli USA e nell’UE. Sulla concertazione, affidata a burocrati, non è previsto alcun controllo democratico. In questo senso il TTIP é una riforma istituzionale nascosta.

Il principio di precauzione non é mai citato nel massiccio leak sul TTIP recentemente diffuso da Greenpeace e riconosciuto autentico dal capo negoziatore europeo; sono abbondantemente citate, invece, le pretese statunitensi in materia di “prodotti della moderna tecnologia agricola”, un modo pudìco per indicare OGM, carne agli ormoni e in generale le amplissime differenze normative che ora esistono fra i prodotti agroalimentari europei e statunitensi.

Secondo lo studio d’impatto del TTIP sull’agricoltura effettuato dal Governo statunitense, l’eliminazione di queste differenze normative consentirebbe all’agricoltura statunitense di polverizzare l’agricoltura UE.

La regolamentazione sugli ogm rimarrà esattamente com’è; il Ttip non costringerà l’Europa a importare ogm che non siano stati approvati dall’Ue stessa, né carni trattate con ormoni, né carni provenienti da animali clonati

La promessa UE di salvaguardare il principio di precauzione e di non abbassare gli standard relativi a salute, ambiente, protezione alimentare sarà formalmente mantenuta e sostanzialmente aggirata se l’UE non modificherà di una virgola la sua normativa in proposito ma consentirà l’importazione di alimenti rispondenti ad una normativa diversa e meno severa. La linea dell’UE sembra essere proprio questa, almeno stando alla proposta negoziale in materia di pesticidi che l’UE ha portato al tavolo delle trattative, che essa stessa ha reso pubblica e che trova riscontro anche nei leak diffusi da Greenpeace

il Ttip mira all’armonizzazione, col fine di rendere import ed export più conveniente per entrambe le parti.

Come è successo con la Corea del Sud: l’accordo di libero scambio firmato con l’Europa ha incrementato le esportazioni di air bag dalla Germania del 500%, di segnaletica dalla Francia di 30 volte e di condizionatori dalla Polonia di 23, riducendo al contempo il prezzo dei beni da noi importati.

Secondo lo studio di impatto del TTIP citato dalla Commissione Europea come prova dei vantaggi che il trattato porterà all’UE, il TTIP farà aumentare il PIL UE dello 0,03% all’anno (zero virgola zero tre per cento!) e provocherà come effetto collaterale la distruzione di un milione di posti di lavoro. Si é già richiamato qualche riga fa il disastroso impatto del TTIP sull’agricoltura europea secondo lo studio effettuato dal governo statunitense.

[l’opinione pubblica é preoccupata perché] Il Ttip permetterà alle grandi aziende di citare in giudizio i governi europei a loro piacimento. La verità è che questo meccanismo esiste già: si chiama Investor-State Dispute Settlement (Isds), ed è previsto dagli oltre 1.400 accordi bilaterali che i paesi europei hanno ratificato per convincere le imprese estere a investire nel proprio territorio (…) Il Ttip disciplinerà questo sistema, rivedrà i metodi di selezione e imparzialità degli arbitri, rafforzerà il diritto degli stati di legiferare a tutela dei propri interessi

La proposta della Commissione Europea specifica che la clausola ISDS (o sistema ICS, come essa preferisce chiamarla) potrà essere utilizzata se i provvedimenti pubblici per proteggere ambiente, salute eccetera saranno “manifestamente eccessivi” rispetto all’obiettivo. La manifesta eccessività é un concetto impossibile da definire e delimitare e rappresenta un amplissimo orizzonte aperto alla rivendicazione delle grandi aziende.

Del resto, la clausola ISDS non ha mai minimamente vietato agli Stati di legiferare alcunché: basta che poi siano pronti a pagare il risarcimento danni all’investitore. La Germania é fra gli Stati che hanno ricevuto richieste di risarcimento per la clausola ISDS contenuta in altri trattati: rischia di pagare quattro miliardi per la sua decisione di uscire dal nucleare. Per non incorrere in penalità, ha anche dovuto modificare gli accorgimenti ambientali richiesti per la costruzione di una centrale a carbone.

Nei prossimi giorni Wiki TTIP sarà aggiornato con i risultati di uno studio di impatto della clausola ISDS richiesto dal Governo britannico. In sostanza, dice che la clausola é inutile (non attira gli investitori) e anzi dannosa per i Governi. Chi volesse già leggere lo studio lo trova qui.

[attraverso il TTIP] la tutela dei lavoratori sarà garantita dagli strumenti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil)

La proposta negoziale UE richiama l’importanza dei principi OIL, ma non fa alcun riferimento all’inserimento nel TTIP dei principi contenuti nelle sei convenzioni fondamentali dell’OIL che non sono mai state ratificate dagli USA, fra cui quelle relative alla libertà sindacale e alla contrattazione collettiva del salario. Negli USA la contrattazione collettiva non esiste e all’interno delle aziende é possibile vietare l’attività sindacale. La normativa europea sul lavoro é addirittura inserita nell’elenco delle “barriere non tariffarie” fra USA ed UE e col TTIP sarà probabilmente facile delocalizzare il lavoro negli USA, dove il costo della manodopera é inferiore anche a causa dei minori diritti.

le consultazioni del Ttip sono tra le più aperte e trasparenti mai verificatesi per una trattativa internazionale

Il TTIP é il più importante segreto europeo. I negoziati avvengono a porte chiusissime. A parte i leak di Greenpeace, sono note varie proposte negoziali UE ma non sono noti gli accordi già raggiunti fra USA ed UE.

Una volta ratificato, il Ttip non solo sarà pubblicato online, ma verrà consegnato ai governi dei 28 paesi Ue e al Parlamento europeo: saranno loro a stabilire se potrà entrare in vigore o meno

Non sono ancora certe neanche le modalità con cui il TTIP dovrà essere approvato. Il Parlamento Europeo non ha alcun ruolo nelle trattative. A trattative concluse, Stati UE e Parlamento Europeo potranno dire sì o no, ma non potranno modificare neanche una virgola del trattato.

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TTIP, l’articolo di Wired Italia che pascola bovinamente fra le veline istituzionali ultima modifica: 2016-05-20T12:05:57+00:00 da Dario Tamburrano
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