Un trattato in grado di modificare se stesso

IL CETA é un trattato in grado di modificare e completare se stesso attraverso le decisioni vincolanti adottate da una commissione congiunta sulla quale non é previsto alcun controllo democratico, il CETA Joint Committee istituito dall’articolo 26.11).

Come evidenzia il parere legale richiesto dalla Camera del Lavoro di Vienna2) a tre giuristi guidati da Peter-Tobias Stoll dell’Università Georg August di Göttingen, il trattato é molto ambiguo a proposito della necessità che tutte le decisioni del CETA Joint Committee vengano ratificate dai parlamenti.

Il CETA Joint Committee

Il CETA Joint Committee sovrintende all’attuazione e all’applicazione del trattato. E' presieduto congiuntamente dal commissario UE al Commercio e dal ministro canadese del Commercio (o da loro delegati), comprende un non specificato numero di rappresentanti di Canada ed UE ed é incaricato di stilare le regole relative a se stesso e al proprio funzionamento (articolo 26.1.4.D). E' chiamato a dare compimento (spesso senza scadenza tassativa) a vari aspetti della clausola ICS.

A volte può decidere l’interpretazione autentica e vincolante da dare al CETA (vale per il capitolo sugli investimenti, articolo 8.31) e può addirittura modificare e completare il trattato. Il CETA riserva infatti al CETA Joint Committee la facoltà di aggiungere altre categorie alla definizione di proprietà intellettuale (articolo 8.1) e di rivedere la definizione di “trattamento giusto ed equo” (articolo 8.10.3) in mancanza del quale gli investitori possono far causa allo Stato.

Il CETA Joint Committee puòemendare molti degli allegati e dei protocolli CETA (articolo 30.2). Sempre negli allegati, sono ancora da scrivere i paragrafi del CETA relativi ai criteri per stabilire quali alimenti canadesi rispettano gli standard UE di sicurezza alimentare, e dunque possono essere venduti nell'UE. Il Canada produce e consuma OGM e carne agli ormoni.

Circa il 75% del CETA é formato da allegati e protocolli. Si tratta di testi molto importanti, dato che spesso contengono elenchi di prodotti, esplicitazioni di normative e simili: una parola in più o in meno può spostare interessi miliardari.

Secondo il già citato parere legale richiesto dalla Camera del Lavoro di Vienna3), é assai dubbio che le attività del CETA Joint Committee richiedano l'approvazione dei parlamenti. Infatti la commissaria europea al Commercio Cecilia Malmström, nella lettera di risposta ad un parlamentare europeo che voleva delucidazioni sul CETA Joint Committee4), afferma che il sì dei Parlamenti é necessario per le modifiche apportate al testo del trattato, ma non fa la stessa affermazione a proposito delle modifiche relative ad allegati e protocolli del CETA: dice soltanto che in questi casi la posizione adottata dalla Commissione Europea in seno al CETA Joint Committee discenderà da una decisione adottata dall'UE.

Al CETA Joint Committee fanno capo il Regulatory Cooperation Forum per la cooperazione normativa e le varie commissioni e sottocommissioni bilaterali istituite per ambiti specifici della cooperazione normativa e dell'attuazione del trattato.

Esistono commissioni e sottocommissioni competenti in materia di merci (commercio, tariffe, barriere tecniche al commercio, norme d’origine, misure sanitarie e fitosanitarie, agricoltura…), servizi ed investimenti (riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, servizi finanziari, commercio elettronico), sviluppo sostenibile, prodotti forestali, appalti pubblici, materie prime, accesso al mercato dei prodotti ottenuti attraverso le biotecnologie.

Anche questi organismi non sono sottoposti ad alcun controllo democratico. Sono formati da rappresentanti di Canada ed UE e, in certe occasioni, possono allargarsi a persone interessate all’argomento dei lavori (cosa che li espone all’influenza delle lobby); possono sottoporre al CETA Joint Committee le proposte per correggere gli allegati ed i protocolli del trattato che ricadono nelle rispettive competenze.