======Ambiente e lavoro, un nulla altisonante====== La Commissione Europea e la commissaria europea al Commercio Cecilia Malmström amano presentare il CETA come un accordo capace di modellare la globalizzazione grazie alle sue efficaci regole (“strong rules”) per il rispetto dell’ambiente e per la protezione dei lavoratori(([[http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-3581_it.htm]]))(([[ https://www.euractiv.com/section/trade-society/opinion/ceta-shows-that-europe-can-shape-globalisation/]]))(([[ http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index. cfm?id=1524&title=European-Commission-proposessignature- and-conclusion-of-EU-Canada-trade-deal.]])). In realtà i capitoli del CETA su [[ambiente_e_lavoro#ambiente_e_sviluppo_sostenibile|ambiente e sviluppo sostenibile]] e sul [[ambiente_e_lavoro#lavoro|lavoro]]((il testo completo del CETA: [[http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/september/tradoc_152806.pdf]])) contengono dichiarazioni prive di effetti pratici, dal momento che manca un meccanismo in grado di farle rispettare: cosa implicitamente riconosciuta dal [[entrare_in_vigore#il_documento_interpretativo|documento interpretativo]] approvato dal Consiglio UE [[entrare_in_vigore#l_escamotage_pratico_applicazione_provvisoria_a_tempo_indeterminato|insieme al trattato]]. Il documento infatti, all’articolo 10, dice che Canada ed UE si impegnano a rivedere presto i capitoli dedicati ad ambiente, sviluppo sostenibile e lavoro anche nell’ottica di fornire loro un’effettiva applicabilità. Secondo [[studi_di_impatto_del_ceta#gli_studi_della_commissione_europea_un_aumento_del_pil_da_prefisso_telefonico_internazionale|le stime ufficiali UE]], il trattato causerà prevedibilmente, nel breve periodo, [[studi_di_impatto_del_ceta#posti_di_lavoro_distrutti|la perdita]] di 167.000 posti di lavoro nell'UE stessa. Secondo uno studio indipendente i posti di lavoro perduti [[studi_di_impatto_del_ceta#disoccupazione_e_disuguaglianza_lo_studio_indipendente|saranno ben di più]]. =====Ambiente e sviluppo sostenibile===== Gli articoli 22 e 24 del CETA sono dedicati, rispettivamente, a commercio e sviluppo sostenibile e a commercio ed ambiente((per le analisi vedi: [[https://www.greenpeace.de/sites/www.greenpeace.de/files/publications/20161104_greenpeace_studie_regulatorycooperationunderceta.pdf]], pag. 21 e seguenti; [[https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/2016_11_CETA_Gold_Standard_FINAL.pdf]] e [[https://www.tni.org/files/publication-downloads/making-sense-of-ceta_22092016.pdf]], pag. 59 e seguenti)). Hanno in comune un linguaggio che comporta l’assenza di impegni vincolanti. L'articolo 22 sullo sviluppo sostenibile contiene - in sostanza - il riconoscimento formale dell'importanza del tema. Istituisce a questo proposito meccanismi ed organi di cooperazione e discussione fra Canada ed UE, ma non specifica in cosa sfocerà il loro lavoro né quale valore esso avrà; non sono previsti né obblighi né incentivi per spingere i governi e gli investitori verso i principi dello sviluppo sostenibile. Attraverso l'articolo 24, Canada ed UE affermano che é - testualmente - "inappropriato" incoraggiare il commercio o gli investimenti indebolendo le leggi sull’ambiente (24.5.1). I due punti successivi (24.5.2 e 24.5.3) specificano che le parti non devono indebolire le leggi ambientali e non devono evitare di rispettarle per incoraggiare il commercio e gli investimenti. Il concetto é ribadito dal paragrafo 9 del [[entrare_in_vigore#il_documento_interpretativo|documento interpretativo]] che é stato [[entrare_in_vigore#l_escamotage_pratico_applicazione_provvisoria_a_tempo_indeterminato|approvato da Consiglio UE insieme al CETA]]. Secondo l’analisi dei testi commissionata da Greenpeace Germania (([[https://www.greenpeace.de/sites/www.greenpeace.de/files/publications/20161104_greenpeace_studie_regulatorycooperationunderceta.pdf]])), tuttavia, queste affermazioni possono essere utili per l’interpretazione del CETA ma non hanno in sé la forza del diritto, e non solo per la mancanza di un meccanismo sanzionatorio: “inappropriato” non significa “vietato” e in ogni caso la prova che una delle parti ha indebolito le norme ambientali per agevolare il commercio e gli investimenti potrebbe essere costituita solo da una dichiarazione in questo senso della parte stessa. La sezione termina (articolo 24.16.1) con le frasi che escludono le infrazioni a questa parte del trattato sia dall’applicazione della [[citare_in_giudizio_lo_stato|clausola ISDS-ICS]] sia dal meccanismo di risoluzione delle controversie fra Stato e Stato contenuto nel CETA (quest'ultimo offre la possibilità di sanzioni o di compensazioni commerciali). Le eventuali dispute relative al rispetto dell'ambiente andranno trattate attraverso consultazioni (articolo 24.14) e attraverso un gruppo di esperti (articolo 24.15) incaricato di fornire una risposta scritta. Non sono previste sanzioni qualora gli esperti concludano che il Canada o l’UE hanno indebolito le leggi ambientali per agevolare gli scambi reciproci. Per il resto, l’articolo 24 contiene affermazioni di principio (la protezione dell’ambiente é importante e produce benefici, 24.2) e riconosce il diritto delle parti a legiferare per proteggere l’ambiente in accordo con quanto previsto dal CETA (24.3): e il CETA contiene [[citare_in_giudizio_lo_stato|la clausola ISDS-ICS]], in grado di far scattare il risarcimento dei danni qualora le politiche ambientali ledano gli interessi e i diritti degli investitori canadesi nell’UE (o degli investitori UE in Canada). ====Energia==== Il CETA non contiene articoli esplicitamente dedicati all’energia. Tuttavia l'articolo 8 del trattato (quello che comprende [[citare_in_giudizio_lo_stato|la clausola ISDS-ICS]]) é dedicato alla protezione degli investimenti, fra i quali vengono esplicitamente annoverate le concessioni per l’estrazione di risorse naturali (articolo 8.1.f.i). I combustibili fossili sono risorse naturali. Dunque la clausola ISDS-ICS può essere usata contro le politiche europee per ridurre le emissioni di gas serra, che entrano nell’atmosfera quando vengono bruciati combustibili fossili((vedi anche[[http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2016/11/07/inside-ceta-episode-3-is-ceta-compatible-with-climate_5026507_4355770.html]])). E’ un siluro puntato anche contro le strategie UE per l’efficienza energetica e per il risparmio energetico. Inoltre il CETA attribuisce alla [[modifica_il_processo_decisionale|cooperazione normativa]] fra Canada ed UE il compito (articolo 21.3.d) di contribuire al miglioramento della competitività industriale ricercando un approccio normativo [[modifica_il_processo_decisionale#secondo_silurol_approccio_tecnologicamente_neutro_all_industria|neutrale dal punto di vista tecnologico]]. La produzione di energia é un’attività di tipo industriale. Nel campo dell’energia, “neutralità tecnologica” significa impedire ai legislatori di effettuare scelte politiche che penalizzano - o promuovono - una fonte di energia. Significa eliminare la possibilità di trattare le energie rinnovabili in un modo diverso rispetto al nucleare e alle fonti fossili. Nell’autunno 2016 Wikileaks ha diffuso un documento(([[https://wikileaks.org/tisa/Analysis-TiSA-Annex-on-Energy-related-Services-QA/Analysis-TiSA-Annex-on-Energy-related-Services-QA.pdf]])) dal quale risulta che l’esplicita applicazione all’energia del principio della neutralità tecnologica é emersa durante i negoziati per il TISA(([[http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/tisa/index_it.htm]])), l’accordo sugli scambi di servizi in corso di negoziazione segreta fra 23 membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, fra i quali l’UE che tratta a nome di tutti gli Stati membri. ===== Lavoro ===== L’articolo 23, dedicato a commercio e lavoro, ricalca quelli su [[ambiente_e_lavoro#ambiente_e_sviluppo_sostenibile|ambiente e sviluppo sostenibile]]: riconosce formalmente l’importanza della protezione dei lavoratori (non viene impiegato il vocabolo “diritti”), sancisce il diritto delle parti contraenti a legiferare per garantire protezione ai lavoratori ed il loro dovere di non indebolire o aggirare gli standard relativi al lavoro per incoraggiare il commercio e gli investimenti. Istituisce organi di confronto bilaterali dedicati a questo tema, ma esclude le controversie relative alla mancata protezione dei lavoratori dal meccanismo di risoluzione delle controversie fra Stato e Stato o dall’applicazione della [[citare_in_giudizio_lo_stato|clausola ISDS-ICS]] (articolo 23.11). Le demanda invece (articolo 23.10) all’esame di un gruppo di esperti incaricato di fornire risposte scritte e privo della possibilità di comminare sanzioni. Dunque il CETA assicura efficacemente la protezione degli investimenti (clausola ISDS-ICS) ma non é in grado di assicurare il rispetto di quanto esso stesso sancisce in materia di protezione dei lavoratori, i quali sono esposti a ripercussioni negative legate all’entrata in vigore di qualsiasi accordo di libero scambio: eliminati gli ostacoli agli investimenti (é uno degli obiettivi del CETA), gli investimenti stessi tendono ad insediarsi nel luogo in cui devono sopportare i costi minori, compresi quelli relativi alla manodopera. Secondo [[studi_di_impatto_del_ceta#gli_studi_della_commissione_europea_un_aumento_del_pil_da_prefisso_telefonico_internazionale|le stime ufficiali]] della Commissione Europea, per effetto del CETA a breve termine[[studi_di_impatto_del_ceta#posti_di_lavoro_distrutti| sparirà]] nell'UE lo 0,069% dei posti di lavoro. Significa che 167.000 persone dovranno cercarsi una nuova occupazione. [[studi_di_impatto_del_ceta#disoccupazione_e_disuguaglianza_lo_studio_indipendente|Uno studio indipendente]] valuta in 230.000 i posti di lavoro che verranno perduti nell’UE per effetto del CETA entro il 2023.