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Oggi le norme di certificazione CE restano concepite per un modello di produzione industriale centralizzato, piuttosto che per una produzione decentralizzata, digitale e distribuita. Le conseguenze sono evidenti: l’innovazione è rallentata, la circolarità viene penalizzata e la produzione rigenerativa locale è ostacolata dal punto di vista normativo, soprattutto per i piccoli produttori, le comunità e le iniziative basate sui beni comuni. Eppure, le tecnologie che guidano le transizioni ecologiche e digitali richiedono quadri normativi agili, aperti e partecipativi, in grado di responsabilizzare i cittadini, i lavoratori e gli ecosistemi locali anziché di escluderli dalla produzione avanzata.

Progettato interamente da me1 e ispirato agli studi matematici e alle opere d’arte di Luca Pacioli e Leonardo Fibonacci sul rapporto aureo2, questo oggetto, che ho chiamato Phibocycle 618, combina nuove tecnologie digitali, sostenibilità ed espressioni artistiche radicate nel patrimonio culturale europeo.

Questo quadriciclo minimalista stampato in 3D evidenzia un paradosso crescente nella legislazione europea: oggi è sproporzionatamente complesso immettere sul mercato dell’UE oggetti stampati in 3D. Pur essendo uno dei risultati di un esperimento Horizon 2020 condotto da terzi, questo oggetto non può essere facilmente immesso sul mercato, come accade per molti altri prodotti realizzati tramite stampa 3D, tra cui non solo giocattoli, ma anche pezzi di ricambio, componenti edilizi, dispositivi medici e altro ancora. Le norme europee sono state concepite in gran parte per la produzione industriale tradizionale e centralizzata, non per il tipo di innovazione, flessibilità di progettazione, personalizzazione e responsabilizzazione che la produzione additiva rende possibile per PMI, produttori e prosumer.

Per affrontare tali questioni, all’inizio del nuovo anno intendo inviare la lettera allegata “Rafforzare il settore della produzione additiva dell’UE migliorando i quadri normativi e il sostegno mirato alla ricerca e sviluppo” all’attenzione dei commissari Teresa Ribera, Vicepresidente per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva; Ekaterina Zaharieva, Startup, Ricerca e Innovazione; Valdis Dombrovskis, Economia e Produttività, Attuazione e Semplificazione; e Stéphane Séjourné, Prosperità e Strategia Industriale.

Ricerca e Innovazione; Valdis Dombrovskis, Economia e Produttività, Attuazione e Semplificazione; e Stéphane Séjourné, Prosperità e Strategia Industriale.

Intendo inoltre organizzare un evento dedicato a questo tema, che riunisca esperti e stakeholder del settore, rappresentanti della Commissione europea e decisori politici, con un’attenzione specifica alle zone d’ombra dell’attuale quadro normativo europeo e alle loro implicazioni per la competitività, lo sviluppo industriale, la creazione di posti di lavoro e una transizione giusta, verde e socialmente equa.

Riceverete un’e-mail con l’invito a co-firmare la lettera ai Commissari e a confermare il vostro interesse a partecipare all’evento, con l’obiettivo di costruire un’ampia coalizione interpartitica a sostegno di un approccio più democratico e inclusivo alla produzione avanzata in Europa.
Nel frattempo, vi auguro buone feste.

Cordiali saluti,
Bruxelles, 10 dicembre 2025

Dario Tamburrano


1) Fa parte dei risultati (uno dei prodotti finali) del progetto toys4humanity, finanziato attraverso il programma di finanziamento a cascata Horizon 2020 AMable D637. Il consorzio AMable, coordinato dal Fraunhofer ILT, ha ricevuto il sostegno del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea nell’ambito della convenzione di sovvenzione n. 768775. https://www.toys4humanity.eu/. La proprietà intellettuale è protetta.

2) Luca Pacioli: https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Pacioli. Leonardo Fibonacci: https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Fibonacci. Sezione aurea (1,618): https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea

All’attenzione dei Commissari:
• Teresa Ribera, Vicepresidente per una transizione pulita, giusta e competitiva della Commissione europea
• Ekaterina Zaharieva, Start-up, ricerca e innovazione
• Valdis Dombrovskis, Economia e produttività, attuazione e semplificazione
• Stéphane Séjourné, Prosperità e strategia industriale

Con la continua evoluzione del settore della manifattura additiva (AM), risulta sempre più evidente il ruolo già oggi decisivo che essa svolge nel futuro industriale e tecnologico dell’Europa, un ruolo che potrebbe diventare ancora più significativo se l’UE affrontasse gli ostacoli che tuttora limitano l’accesso al mercato. La produzione additiva non è soltanto un metodo di produzione innovativo, ma una tecnologia trasformativa in grado di ridurre i costi, accelerare l’innovazione e avere un impatto sostanziale e positivo su settori chiave europei quali quello medico e biotecnologico, aerospaziale, energetico, della difesa e automobilistico. Allo stesso tempo, se accompagnata da politiche pubbliche adeguate, può favorire un modello industriale più sostenibile, resiliente e socialmente equo, accorciando le catene di approvvigionamento, sostenendo occupazione di qualità nelle comunità locali e promuovendo un accesso più democratico alle capacità di produzione avanzata in tutta Europa.

Nonostante la forte posizione europea nella ricerca e nell’innovazione nel campo della produzione additiva, la concorrenza globale sta accelerando: Stati Uniti, Cina e altri attori globali stanno strategicamente ponendo la produzione additiva al centro delle loro politiche industriali. Per garantire che l’Europa preservi la propria leadership, salvaguardi l’autonomia strategica e sostenga il reshoring delle catene di approvvigionamento critiche in un contesto geopolitico sempre più instabile, è essenziale che il prossimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’UE riconosca e la produzione additiva come tecnologia abilitante fondamentale. Al contempo, ciò deve avvenire in piena coerenza con gli obiettivi sociali, ambientali e di coesione dell’Unione, garantendo che la produzione additiva contribuisca alla creazione di posti di lavoro di qualità, a condizioni di lavoro eque, alla riduzione delle disparità regionali e a una transizione giusta per lavoratori e comunità colpiti dai cambiamenti industriali.

Sebbene l’UE abbia sostenuto la manifattura additiva attraverso programmi quadro quali il 7° PQ, Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa, resta necessario intervenire con maggiore determinazione per colmare le lacune ancora esistenti e sfruttare appieno il potenziale di questa tecnologia a beneficio dell’interesse pubblico. Persistono, ad esempio, alcuni ostacoli legislativi e certificativi, che frenano una più ampia diffusione della AM in molti settori, in particolare tra le PMI e gli ecosistemi di produzione locali. Per questo esortiamo la Commissione a integrare le seguenti cinque priorità nella progettazione del prossimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’UE, garantendo che il sostegno alla produzione additiva sia al contempo strettamente legato agli obiettivi climatici e alla coesione sociale e territoriale.

Istituire un partenariato pubblico-privato (PPP) sulla produzione additiva. Un PPP europeo dedicato alla produzione additiva fungerebbe da piattaforma collaborativa in grado di riunire leader industriali, istituti di ricerca, PMI, rappresentanti dei lavoratori e decisori politici. Sul modello dell’iniziativa “America Makes” negli Stati Uniti (americamakes.us), un simile partenariato promuoverebbe la ricerca, la certificazione, la standardizzazione, l’adozione industriale e lo sviluppo della forza lavoro, favorendo al contempo il trasferimento di conoscenze e la cooperazione tra Stati membri. Sostenendo la ricerca pre-competitiva sulle proprietà e sulla sostenibilità dei materiali, sull’affidabilità dei processi e sulla garanzia di qualità, il partenariato contribuirebbe a definire percorsi di certificazione chiari, riducendo così i tempi e i costi necessari alle imprese, in particolare alle PMI e ai produttori locali, per immettere sul mercato i prodotti di produzione additiva, promuovendo al contempo occupazione di qualità, condizioni di lavoro eque e pratiche industriali rispettose dell’ambiente.

Basarsi sui risultati dei progetti finanziati dall’UE. L’UE ha già investito in modo significativo nella manifattura additiva attraverso progetti di Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa. Tuttavia, molti risultati di progetti di successo rimangono sottoutilizzati a causa della carenza di iniziative strutturate di follow-up e di adeguato sostegno alla diffusione tramite PMI, servizi pubblici ed ecosistemi di produzione locali. Per valorizzare appieno questi investimenti a beneficio dell’interesse pubblico, la Commissione dovrebbe istituire meccanismi per garantire che i risultati dei progetti siano tradotti in applicazioni industriali, opportunità di sviluppo su larga scala e ulteriori cicli di innovazione e che i loro risultati siano presi in considerazione nelle prossime proposte legislative, come la revisione del Regolamento sui Dispositivi Medici. Ciò include lo sviluppo di iniziative atte a facilitare l’integrazione delle innovazioni in materia di manifattura additiva derivanti dalla ricerca finanziata dall’UE, garantendo al contempo l’allineamento tra i progetti completati e le future priorità di finanziamento. Inoltre, i risultati dei progetti già finanziati offrono una solida base per sostenere gli sforzi di standardizzazione e le norme specifiche per le applicazioni. Il rafforzamento di tali quadri di standardizzazione consentirebbe una più ampia adozione della manifattura additiva, creerebbe sinergie con le tecnologie industriali esistenti e posizionerebbe le industrie europee all’avanguardia della concorrenza globale, contribuendo al contempo a creare posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro eque e una transizione giusta in tutte le regioni.

Ampliare i finanziamenti a cascata per la produzione additiva per raggiungere un maggior numero di micro e piccole imprese. Sebbene la manifattura additiva abbia dimostrato il proprio potenziale in settori ad alto valore, rimane limitata la sua adozione nel panorama industriale dell’UE in generale, ed in particolare tra PMI, cooperative ed ecosistemi di produzione locali. L’ampliamento dei finanziamenti a cascata dedicati alla produzione additiva consentirebbe ad una più ampia gamma di attori di partecipare a progetti di Ricerca e Sviluppo, promuovendo l’innovazione e l’integrazione delle tecnologie di manifattura additiva a tutti i livelli della catena di approvvigionamento e assicurando che siano integrate in reti produttive diversificate e più localizzate. Riducendo gli ostacoli finanziari, l’UE può stimolare l’imprenditorialità, accelerare la diffusione delle tecnologie di produzione additiva e contribuire così alla creazione di posti di lavoro di qualità in Europa.

Promuovere l’espansione su larga scala della manifattura additiva attraverso un sostegno coordinato europeo. Per valorizzare la solida base di ricerca europea nel campo della manifattura additiva, occorre porre maggiore enfasi sul sostegno all’espansione e alla diffusione più ampia di tecnologie AM mature e sostenibili. Il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC) dovrebbe svolgere un ruolo chiave nel facilitare questa transizione, sostenendo grandi imprese, PMI e altri attori dell’innovazione nel trasferire su scala industriale soluzioni già consolidiate. Ciò include il supporto a innovatori e creatori nell’affrontare le sfide dell’ingresso sul mercato, dell’incremento della produzione e dell’integrazione nei sistemi produttivi esistenti, garantendo al contempo che anche i lavoratori e le comunità locali traggano beneficio da queste trasformazioni.

Inoltre, un’azione coordinata tra gli strumenti di finanziamento dell’UE (quali l’EIC, il programma Europa digitale, i fondi della politica di coesione ed InvestEU) è indispensabile per garantire che tecnologie promettenti come la manifattura additiva possano essere ampiamente adottate in tutte le regioni e in tutti i settori, comprese le regioni meno sviluppate e in transizione. Allineando le strategie di finanziamento e fornendo un sostegno mirato alla dimostrazione, alla diffusione e alla replica delle soluzioni di produzione additiva, l’UE può promuovere una base manifatturiera più resiliente e competitiva, in particolare tra le PMI e le aziende a capitalizzazione intermedia. Tale coordinamento contribuirà anche a colmare i divari regionali in materia di innovazione e ad assicurare una diffusione più equilibrata delle tecnologie di manifattura additiva in tutta l’Unione europea.

Affrontare gli ostacoli legislativi che limitano l’accesso al mercato. Oggi è estremamente difficile immettere sul mercato dell’UE oggetti stampati in 3D, poiché le attuali norme di certificazione CE sono state concepite per linee di produzione industriali centralizzate e non per una produzione decentralizzata, digitale e distribuita. Questa situazione rende difficile, anche per i risultati di progetti finanziati dall’UE, arrivare effettivamente sul mercato ed ostacola la produzione economicamente sostenibile di piccole serie di prodotti altamente personalizzabili, progettati per rispondere ad esigenze specifiche.

La conseguenza è chiara: l’innovazione viene rallentata e la circolarità penalizzata; la produzione rigenerativa locale, la manifattura comunitaria e la creazione di posti di lavoro di qualità vengono ostacolate dalle normative. I conseguenti effetti negativi ricadono in particolare sulle PMI, sui produttori locali e sui cittadini che potrebbero beneficiare di modelli di produzione più accessibili e decentralizzati.

In molti casi, la legislazione settoriale dell’UE ostacola persino l’accesso al mercato dei prodotti realizzati tramite tecnologie di produzione additiva. Il Regolamento sui Dispositivi Medici, ad esempio, introduce vincoli sostanziali che impediscono l’immissione tempestiva e completa sul mercato dei dispositivi medici non personalizzati e prodotti su larga scala con tecnologie di manifattura additiva. Esistono simili barriere anche in altri settori, tra cui quello dei prodotti e dei materiali da costruzione, dei giocattoli, dei pezzi di ricambio e altri. Gli effetti sono particolarmente penalizzanti per le PMI, i produttori locali e i servizi pubblici che potrebbero beneficiare di modelli produttivi più flessibili e decentralizzati.

La Commissione europea dovrebbe valutare l’esistenza e l’impatto di tali ostacoli legislativi e normativi e affrontarli rivedendo la legislazione esistente, anche consentendo esplicitamente l’immissione sul mercato di prodotti fabbricati utilizzando tecnologie AM e salvaguardando al contempo livelli elevati di sicurezza, protezione dei consumatori, diritti dei lavoratori e norme ambientali.

L’Unione Europea ha l’opportunità di affermarsi come leader nella manifattura additiva e di guidare il futuro della produzione avanzata a livello mondiale. Per raggiungere questo obiettivo saranno necessari investimenti mirati, coordinamento strategico e un forte impegno a tradurre la ricerca in un impatto industriale e sociale tangibile. Vi esortiamo quindi vivamente ad adottare misure decisive nel prossimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’UE per garantire che la manifattura additiva rimanga una pietra miliare dell’ecosistema dell’innovazione europeo, contribuendo a una transizione digitale verde ed equa.

Vi ringraziamo per l’attenzione che vorrete rivolgere a queste proposte e saremmo lieti di avere l’opportunità di discuterne approfonditamente. Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni o per esplorare possibili opportunità di collaborazione.

Cordiali saluti, i sottoscritti membri del Parlamento europeo

Sotto il logo T4H sul retro, è presente una tasca con un tag NFC integrato contenente un UID univoco, leggibile dalla maggior parte degli smartphone dotati di tecnologia NFC. Avvicinando il telefono al tag, si aprirà una pagina web con un menu che offre informazioni** su:
• l’oggetto stesso
• la lettera ai Commissari: una sintesi delle barriere normative che attualmente rendono difficile la commercializzazione di oggetti stampati in 3D
• un invito all’azione per i decisori politici
• informazioni su potenziali conflitti e zone grige tra il diritto all’oblio previsto dal GDPR e l’uso delle blockchain per conservare dati personali, anche se pseudonimizzati
• aggiornamenti futuri

È possibile tokenizzare completamente questo oggetto effettuando il minting di un NFT (Non-Fungible Token), che colleghi il suo UID univoco a un certificato di proprietà digitale basato su blockchain, personale e trasferibile. Il link di reindirizzamento verrà aggiornato per puntare a questo certificato. In questo modo, l’oggetto diventa un token fisico non fungibile (NFT): certificato, verificabile e trasferibile, eppure ancora non commercializzabile come giocattolo secondo l’attuale normativa UE. Se sei interessato o vuoi semplicemente saperne di più scrivimi all’indirizzo email dario.tamburrano@europarl.europa.eu


* Gli oggetti pre-tokenizzati sono articoli fisici dotati di un tag NFC integrato, un UID univoco e un URL univoco già pre-assegnati. Inizialmente, questi rimandano a una pagina generica fino a quando l’oggetto non viene attivato e collegato a un certificato di proprietà digitale, personale e trasferibile.
** La pagina internet è online, ma non ancora definitiva. Sarà completata nel mese di gennaio 2026.

MATERIALI. Sedile, cerchioni e assi: Filamento in bioplastica FDM Bambu Lab (PLA – acido polilattico). Pneumatici e rondelle: ilamento in poliuretano termoplastico Bambu Lab (TPU), riciclabile. Telaio e supporto: polvere di nylon SLS Formlabs (PA12), riciclabile, non trattata superficialmente. Viti: acciaio.

Si prega di evitare il contatto con liquidi e oli. In caso di macchie o componenti danneggiati, si prega di contattare: dario.tamburrano@europarl.europa.eu


COME ATTIVARE IL LETTORE NFC LEGGERE IL TAG

Il tag NFC da leggere si trova sotto il telaio del quadriciclo, esattamente sotto il logo toys4Humanity (T4H). Non utilizzare la fotocamera per scansionare il logo: non si tratta di un codice QR. È sufficiente avvicinare lo smartphone a quell’area e il tag verrà letto automaticamente (se la funzione NFC è attiva). In caso di difficoltà, puoi scansionare il codice QR stampato sull’etichetta frontale della confezione dell’oggetto. Anche questo codice QR è univoco ed è associato allo stesso UID e allo stesso link del tuo tag NFC.

Smartphone Android – Istruzioni dettagliate

  1. Apri l’app “Impostazioni” sul tuo dispositivo Android.
  2. Cerca la voce “Connessioni”, “Dispositivi connessi” o “Altre connessioni” (il nome varia a seconda del produttore).
  3. Trova e attiva l’opzione “NFC”. Se è presente un’opzione chiamata “Tocca e paga”, lasciala attiva.
  4. Sblocca il telefono.
  5. Avvicina il retro o la parte superiore posteriore del telefono all’area del logo T4H dove si trova il tag NFC.
  6. Il telefono vibrerà o mostrerà un piccolo pop-up quando il tag viene rilevato.
  7. Tocca la notifica per aprire il link memorizzato nel tag.

iPhone (XS, XR, 11, 12, 13, 14, 15 e successivi) – Istruzioni dettagliate
Questi modelli di iPhone dispongono della “lettura NFC automatica”.

  1. Sblocca l’iPhone.
  2. Avvicina il bordo superiore del telefono all’area con il logo T4H.
  3. Apparirà un piccolo banner nella parte superiore dello schermo.
  4. Tocca il banner per aprire il link memorizzato nel tag NFC.
    La lettura avviene automaticamente, senza dover aprire alcuna app.

Smartphone meno recenti
I modelli più vecchi possono leggere i tag NFC ma richiedono un’app specifica:
– Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.wakdev.wdnfc;
– iPhone: https://apps.apple.com/be/app/nfc-reader-writer/id1527949024

Consigli Utili
• Non è necessario toccare il tag: basta avvicinare molto il telefono.
• Muovi leggermente il telefono se il tag non viene letto immediatamente.
• Custodie metalliche o molto spesse potrebbero interferire con il segnale NFC.
• Assicurati che il link inizi con “https://” perché si apra correttamente.
• L’NFC funziona solo a brevissima distanza (1–2 cm): questo è del tutto normale.

Contenuti in arrivo tra gennaio e febbraio 2026.

Questioni legali relative a potenziali conflitti e zone grigie tra il diritto all’oblio previsto dal GDPR e l’uso delle blockchain per archiviare dati personali, anche quando tali dati sono pseudonimizzati.

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