Perfino sulla pelle dei bambini. Moldavia, Ucraina e Georgia, voti scandalosi dell’Europarlamento

Voti scandalosi. Voti che puzzano di marcio e di conflitti armati, voti che vanno contro gli interessi e i valori europei. Giovedì a Strasburgo il Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, non si é fermato neanche davanti ai diritti dei bambini pur di assecondare la bulimia espansiva dell’UE verso Est. Ha approvato a maggioranza, e col nostro voto contrario, un documento che “si compiace” degli accordi di associazione dell’UE con Moldavia, Ucraina e Georgia. Ha rifiutato perfino l’emendamento – il numero 14, lo trovate in questo documento – per fermare almeno l’importazioni di merci prodotte da questi nuovi amici dell’UE sfruttando il lavoro dei bambini. Il lavoro minorile é un enorme problema in Moldavia, Ucraina e Georgia. In fondo a questo post i nomi degli eurodeputati italiani disposti a passare sulla pelle dei bambini.

I tre accordi di associazione  sono stati stipulati nel 2014. Moldavia (o Moldova), Ucraina e Georgia sono Paesi corrotti fino al midollo, di assai dubbio spessore democratico e profondamente lacerati al loro interno sull’opportunità di gettarsi fra le braccia dell’UE.

Si tratta di repubbliche ex sovietiche. Le loro economie erano strettamente intrecciate ed integrate con l’economia della Russia: l’accordo di associazione con l’UE ha scardinato questi legami e appare come un tentativo di isolare e strangolare economicamente la Russia, che infatti si é – diciamo – profondamente irritata. A chi giova lo strangolamento e l’irritazione della Russia? Certo non all’UE, per la quale sarebbe più vantaggioso fare pacificamente affari con tutti.

Non solo. I cittadini di questi tre Paesi non sono mica per niente convinti di buttarsi nelle braccia dell’UE. In Moldavia in queste ore la gente manifesta per chiedere le dimissioni del primo ministro filo-UE (l’immagine sopra il titolo mostra l’ingresso del Parlamento nazionale). In Ucraina l’accordo di associazione con l’UE é stato il risultato di proteste di piazza che hanno rovesciato il governo democraticamente eletto; alle proteste i politici UE ed ed USA hanno dato un incoraggiamento “certo né discreto né di basso livello” (il link conduce ad un articolo de La Stampa, non di Russia Today) e questa situazione é sfociata nella secessione della Crimea (sancita dai cittadini attraverso un referendum) e nella guerra civile tuttora in corso con le province filorusse. Anche in Moldavia esiste un’enclave filorussa di fatto indipendente, la Transnistria; la Georgia ne ha addirittura due, l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia, anch’esse di fatto indipendenti. La maggioranza del Parlamento Europeo, nella risoluzione approvata giovedì a Strasburgo

sottolinea il suo fermo appoggio all’integrità territoriale di tutti e tre i paesi; invita la Federazione russa a porre fine all’occupazione della Crimea e a interrompere immediatamente qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, nel conflitto in corso in Ucraina nonché nei conflitti congelati in Georgia e Moldova; accoglie con favore la decisione del Consiglio, del 21 dicembre 2015, di prorogare le sanzioni economiche nei confronti della Federazione russa in ragione del mancato rispetto degli accordi di Minsk

A parte che le sanzioni alla Russia nuocciono gravemente all’economia dell’Italia e dell’UE, queste parole tranciano le radici pacifiche dell’UE. Non pago di questo atteggiamento bullista, il Parlamento Europeo ha respinto un emendamento – il numero 5, lo trovate in questo documento – che mirava a sottolineare come gli accordi di associazione non sono il preludio dell’ingresso di Moldavia, Ucraina e Georgia nell’UE, così da non aggravare ulteriormente i problemi. Noi abbiamo votato a favore dell’emendamento: invano. Su Vote Watch trovate il risultato del voto; in chiusura del post i nomi degli eurodeputati italiani che hanno contribuito a respingere l’emendamento.

Gli italiani disposti a passare sulla testa dei bambini pur di assecondare la bulimia espansiva dell’UE, gli italiani che hanno votato contro l’emendamento 14 a Strasburgo sono stati Salvatore Cicu, Alberto Cirio, Lara Comi, Herbert Dorfmann, Fulvio Martuscello, Salvatore Domenico Pogliese, Massimiliano Salini, Antonio Tajani, tutti del PPE (centrodestra) Gli italiani astenuti: Elisabetta Gardini del PPE; Remo Sernagiotto degli ECR (conservatori); inoltre gli S&D (centrosinistra) Roberto Gualtieri, Pina Picierno, Gianni Pittella, David Maria Sassoli. Gli esiti di tutte le votazioni per appello nominale sugli emendamenti sono nel verbale della seduta di giovedì, da pag. 7 a pag. 33. I risultati per l’emendamento 14 sul lavoro minorile sono a pag. 9.

Infine ecco gli eurodeputati italiani che hanno contribuito a respingere l’emendamento 5, quello che voleva sottolineare come l’accordo di associazione non prelude all’ingresso automatico di Moldavia, Ucraina e Georgia nell’UE. Hanno votato per respingere l’emendamento Salvatore Cicu, Alberto Cirio, Lara Comi, Herbert Dorfmann, Fulvio Martusciello, Barbara Matera, Salvatore Domenico Pogliese, Massimiliano Salini, Antonio Tajani, tutti del PPE (centrodestra); inoltre Andrea Cozzolino, S&D (centrosinistra) e Remo Sernagiotto, ECR (conservatori).  Astenuti Silvia Costa, S&D, e Elisabetta Gardini, PPE.

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Perfino sulla pelle dei bambini. Moldavia, Ucraina e Georgia, voti scandalosi dell’Europarlamento ultima modifica: 2016-01-27T17:53:56+00:00 da Dario Tamburrano