Geotermia inquinante, il greenwashing di Greenreport

Si richiama al verde dell’ambientalismo, esibisce il marchio di sito internet a zero emissioni ma tratta come oro colato le affermazioni dell’industria geotermica e sulle sue pagine si può leggere che il metano é una fonte rinnovabile di energia

Il termine “greenwashing”, ovvero appiccicare una vernice ecologica sulle peggiori nefandezze ambientali, descrive l’atteggiamento mostrato da Greenreport a difesa della geotermia inquinante contro la quale ci stiamo battendo qui a Bruxelles. Greenreport si richiama nella testata al verde dell’ambientalismo ed esibisce il marchio di sito internet a zero emissioni. Ma Greenreport tratta come oro colato le informazioni diffuse dalla lobby geotermica europea e sulle sue pagine si può perfino leggere che, ebbene sì, il metano fa parte delle energie rinnovabili.

LA SUPERCAZZOLA GEOTERMICA DEL SINDACO SECONDO IL QUALE IL METANO FA PARTE DELLE ENERGIE RINNOVABILI

I fatti, andando per ordine. Greenreport ha pubblicato ieri una supercazzola a difesa della geotermia inquinante del sindaco di Monterotondo Marittimo. Quest’ultimo – senza citare uno straccio di dati – ha bollato come ascientifica ed oscurantista l’azione nostra e di tutto il M5S tesa ad aprire la strada ad una legislazione UE sulle emissioni di sostanze dannose per l’ambiente e la salute delle centrali geotermiche, che in Toscana sono altissime. Con l’occasione, il sindaco ha inserito il metano fra le energie rinnovabili delle quali noi “retrogradi” vorremmo impedire la diffusione

Quindi se da una parte si afferma che la geotermia è fondamentale, risolutiva, strategica, dall’altra se ne vuole limitare lo sfruttamento spingendo verso un arretramento. In Italia è così non solo per la geotermia, ma anche ogni qualvolta si proponga la diffusione di una rinnovabile, dal solare al metano

La sottolineatura é nostra. Il direttore di Greenreport Luca Aterini non ha sentito la necessità di puntualizzare o di correggere.

UN SEPOLCRO IMBIANCATO DI VERDE. LA POSTILLA DI GREENREPORT ALLA NOSTRA REPLICA AL SINDACO

Il direttore di Greenreport ha invece deciso di entrare in prima persona nella discussione e condire con una postilla da sepolcro imbiancato di verde la replica che gli abbiamo inviato a proposito delle parole del sindaco.

Noi abbiamo inserito nella replica i dati ufficiali riferiti al 2007 – gli unici dati del genere mai diffusi – sulla quantità di sostanze inquinanti emesse in un anno dalle centrali geotermiche che si trovano in Toscana. Questi dati sono in una delibera regionale: 16.161 tonnellate di idrogeno solforato; 1,494 tonnellate di mercurio; fino a 6.415 tonnellate di ammoniaca; 482 chili di arsenico. Nella sua postilla il direttore di Greenreport ha scritto

Preme sottolineare che di «dati ufficiali» nel merito la Regione Toscana è prodiga e non ferma al 2007, come potrà controllare sulle pagine dell’ARPAT

Basta seguire il link che egli stesso ha inserito: quelli successivi al 2007 sono solo “dati puntuali”, cioé  relativi alle emissioni delle centrali geotermiche misurate nel preciso istante in cui l’ARPAT effettua i controlli. Siccome le emissioni non sono costanti nel tempo, non è nota la quantità di sostanze emesse nel corso di un anno, che é disponibile esclusivamente per il 2007.

UN REPORT DELLA LOBBY GEOTERMICA EUROPEA PRESENTATO COME ORO COLATO

Sempre nella nostra replica alla supercazzola del sindaco, abbiamo citato lo studio di Bravi e Basosi che dimostra come le centrali geotermiche del Monte Amiata emettono più gas serra delle corrispondenti centrali termoelettriche alimentate da un combustibile fossile come il gas naturale. Il direttore di Greenreport ha ribattuto vergando queste righe:

Per quanto riguarda infine i dati relativi alle emissioni di CO2 legate alla presenza delle centrali geotermoelettriche (comunque sostitutive di emissioni che sarebbero naturalmente avvenute, vista la natura geotermica del territorio) le segnalo la recente pubblicazione di un report da parte del Consiglio europeo per l’energia geotermica

Il Consiglio in questione é EGEC (European Geothermal Energy Council), la lobby dell’industria geotermica europea che ha fatto di tutto per opporsi a una legge UE sulle emissioni geotermiche. Greenreport presenta il report di questa lobby come se fosse oro colato.

Quanto alla presunta sostituzione delle emissioni, l’unico ed arrugginitissimo chiodo al quale il direttore di Greenreport può aggrapparsi é uno studio di Francesco Frondini secondo il quale il 12% delle emissioni di anidride carbonica delle centrali dell’Amiata sostituisce con certezza quelle naturali. A parte che il 12% é oggettivamente pochino, Frondini parte da dati raccolti quando le centrali geotermiche esistevano già da molto tempo: mentre l’entrata in funzione di una centrale geotermica può fare aumentare in modo significativo (qui un esempio) il flusso di anidride carbonica dal suolo.

GEOTERMIA INQUINANTE E SALUTE, L’AUTOGOL DELLA MAESTRINA DALLA PENNA ROSSA

Potremmo continuare, contestando ogni singola parola della postilla. Sarebbe lungo e noioso. Vogliamo solo rimarcare un formidabile autogol del direttore di Greenreport. Egli, sottolineando che lo studio di Bravi e Basosi non ha riscontrato preoccupanti valori di tossicità nelle emissioni delle centrali amiatine, fa la maestrina dalla penna rossa e ci segnala che i due autori sono tornati sul tema nel 2015 (da pag. 97 di questo numero de La Nuova Ecologia-Qualenergia).

Ebbene, in questo testo (pag. 98) Bravi e Basosi hanno scritto testualmente:

L’analisi [della tossicità delle emissioni per l’uomo] tuttavia richiede un aggiornamento, in quanto il metodo di calcolo [che i due autori hanno adottato in precedenza] non tiene conto del contributo non trascurabile dell’attività geotermoelettrica amiatina alla formazione di materiale particolato fine PM 10 e PM 2,5 di origine secondaria connesso con l’emissione in aria di NH3 e dell’H2S

Chi ha a cuore la salute e l’ambiente non può chiudere gli occhi davanti all’impatto ambientale delle centrali geotermiche flash toscane. Invece il direttore di Greenreport, nelle ultime righe della sua postilla, inserisce la geotermia toscana “fra le migliori fonti disponibili” di energia. Non ci si può aspettare altro da chi prende come oro colato un report dell’industria geotermica.

 

Geotermia inquinante, il greenwashing di Greenreport ultima modifica: 2018-01-17T20:32:46+00:00 da Dario Tamburrano