Biografia

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PRIMA DI ENTRARE AL PARLAMENTO EUROPEO

Romano, 49 anni, sposato, padre di una bambina. Prima di diventare, nel 2014, portavoce al Parlamento europeo esercitavo la libera professione come dentista (consulente specialistico in endodonzia, odontoiatria laser, protesi su impianti e odontoiatria estetica) in seguito alla laurea – 110 e lode –  in Odontoiatria e Protesi Dentaria conseguita nel 1996 all’università La Sapienza di Roma.

Quando facevo il dentista, avevo anche la possibilità di liberare una parte del mio tempo dal lavoro, dando la precedenza alle mie passioni civili piuttosto che all’incremento del reddito annuale. Quegli anni mi hanno dato modo di approfondire le tematiche ambientali e sociali. È stato l’humus sul quale è germogliato l’impegno politico nel M5S che mi ha portato al Parlamento europeo.

L’impegno nella società civile

A fine 2005 mi sono unito a quello che poi sarebbe diventato il Movimento 5 Stelle, diventando membro del Meetup Sostenibilità e Decrescita, Meetup di Roma e Meetup Nazionale Gruppo 280. Ho partecipato come co-organizzatore al primo V-Day, sono stato presidente della Associazione Amici di Beppe Grillo di Roma portandola a concorrere alle elezioni amministrative del 2008 e supportandola nella campagna elettorale.

In quegli anni ho condotto un’intensa attività nella società civile soprattutto (ma non solo) su temi legati a transizione e resilienza.

Nell’aprile 2014 ho concorso alle primarie in rete sul Blog di Beppe Grillo per le candidature alle Europee passando il doppio turno di selezione con 1880 voti. Sono stato eletto al Parlamento Europeo nelle elezioni del 25 maggio del 2014 con 28.440 preferenze nella Circoscrizione Italia Centrale.

BILANCIO DI UNA LEGISLATURA AL PARLAMENTO EUROPEO

Nella legislatura 2014-2019 al Parlamento Europeo ho scelto di lavorare nella commissione parlamentare ITRE che si occupa di industria, ricerca, energia e telecomunicazioni (digitale, internet, gestione dei dati, intelligenza artificiale, automazione…) perché gran parte dei problemi ambientali e sociali (e non solo) è la conseguenza di una insufficiente legislazione e visione di lungo periodo in campo energetico e industriale.

Il “pacchetto energia pulita”

Ho seguito personalmente la maggior parte dei dossier legati ai temi di cui si occupa la commissione ITRE, compreso l’intero “pacchetto energia pulita”: oltre 4.400 pagine di documenti; una decina fra direttive e regolamenti che hanno appena concluso l’iter parlamentare e che cambieranno a fondo il panorama dell’energia nell’UE.

Lavorando al “pacchetto”, sono riuscito più volte a convogliare la maggioranza del Parlamento Europeo verso la linea del M5S. Grazie a quanto proposto e difeso, sono diventati legge europea, con effetti a partire dal 2020 sulle legislazioni nazionali, il diritto all’energia pulita a Km zero, i negawatt, il diritto a scambiare energia rinnovabile all’interno di una comunità, l’efficienza energetica come infrastruttura…

In particolare la direttiva rinnovabili, agli articoli 21 e 22, per la prima volta riconosce i diritti dei cittadini e delle comunità ad autoprodurre, consumare, stoccare e scambiare energia rinnovabile.

In precedenza la legislazione UE faceva riferimento ai diritti dei cittadini solo in quanto consumatori di energia: non in quanto autoproduttori. Di qui gli ostacoli e le vessazioni che la generazione distribuita di energia ha subito.

Blockchain e piccole imprese

Ho partecipato, attraverso i miei emendamenti, alla risoluzione sulle tecnologie a registro distribuito (tra cui la blockchain) che costituisce il primo atto ufficiale dell’UE relativo a questo treno diretto verso il futuro. Ho presentato al Parlamento europeo vari progetti pilota per esplorare nicchie di innovazione tecnologica, fra le quali anche la blockchain e le sue applicazioni agli scambi di energia fra piccoli autoproduttori-autoconsumatori.

In ogni dossier che ho seguito, e in ogni settore, ho difeso le micro, piccole e medie imprese, inserendole dove non erano considerate e rafforzando le proposte troppo deboli. Le ho difese anche dalla volontà tedesca di modificare la loro definizione. Avrebbe fatto comodo alla Germania: all’Italia, no di certo.

Mi sono battuto nel 2015 contro quella che – se la palla non fosse stata salvata in corner da altre istituzioni europee – sarebbe  stata  la fine farlocca del roaming: sorprendentemente anche Repubblica mi ha dato atto di aver correttamente individuato le criticità che allora andavano configurandosi e di fronte alle quali il Parlamento europeo era disposto a chiudere tutti e due gli occhi.

Robotica e intelligenza artificiale

Ho inserito negli atti che preparano la nascita del quadro legislativo europeo sulla robotica la necessità di separare il reddito dal lavoro garantendo il benessere ad ogni cittadino anche nell’ipotesi – peraltro assai concreta – che i robot eseguano in futuro un numero crescente di lavori ora affidati agli esseri umani.

A proposito di intelligenza artificiale, grazie ai miei emendamenti è stato possibile portare sulla linea del M5S l’intero Parlamento Europeo: decisioni determinanti per la vita delle persone non devono essere lasciate ad algoritmi privi di etica e per questo gli esseri umani dovranno sempre avere il controllo sull’intelligenza artificiale.

Corsi, documentari, traduzioni e l’attenzione al territorio

Nel corso del mio impegno nell’attività legislativa, non ho dimenticato né il territorio né – per quanto possibile nel poco tempo rimasto – le attività che portavo avanti prima di entrare al Parlamento europeo. Ho curato (o sollecitato) le traduzioni in italiano di alcune delle ricerche di ottimo livello uscite dal Parlamento europeo che di regola raggiungono solo una ristretta cerchia di addetti ai lavori.

Dal settembre 2014 al luglio 2017 (l’incarico in base alle regole parlamentari è a durata limitata) ho fatto parte del gruppo di parlamentari che partecipa alle attività dello STOA, l’unità di ricerca del Parlamento Europeo (Science and Technology Option) che ha la missione di mettere in contatto il mondo dei legislatori con quello della ricerca e della tecnologia avanzata. Allo STOA ho ispirato uno studio sulla stampa 3D (anche di tessuti viventi) a scopo medico e di potenziamento umano, in gran parte tradotto in italiano.

Riguardano ancora la  stampa 3D alcuni dei corsi e seminari che ho organizzato a Roma e messo on line. Sempre attraverso il web ho messo a disposizione attraverso il web documentari assai vari da me realizzati o sottolitolati.

Per quanto riguarda il territorio, ho dedicato numerose interrogazioni ai problemi locali legati a una carente o mancata attuazione delle norme UE. Mi sono battuto contro la geotermia inquinante: e l’UE ha deciso di interessarsene.