Il raccolto, la semina. Bilancio dell’ultimo anno al Parlamento Europeo

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Le vittorie, tra le quali le etichette energetiche 2.0 e diritti dei prosumer, il terreno preparato per le battaglie future, alcune soddisfazioni come l’essere inserito da VoteWatch.eu tra i 5 europarlamentari più influenti in materia di politiche energetiche. Qui di seguito il resoconto completo comprese le delusioni di un anno intenso durante il quale abbiamo seguito 20 dossier e presentato oltre 600 emendamenti.

Agosto è il mese in cui si guarda alla semina e al raccolto. La pausa estiva del Parlamento Europeo offre l’occasione – come già l’anno scorso – di tracciare il bilancio delle nostre attività a partire dal settembre 2016, dal momento in cui siamo ripartiti.

In questi 12 mesi l’osservatorio indipendente sull’attività dell’UE Vote Watch ha inserito me, un deputato M5S arrivato solo 3 anni fa a Bruxelles fra i cinque europarlamentari più influenti nelle politiche energetiche.

Abbiamo raccolto diverse vittorie e soddisfazioni (ad esse è dedicato il paragrafo immediatamente successivo) ed abbiamo preparato il terreno per le battaglie che ci apprestiamo a combattere nei prossimi 12 mesi attraverso l’attività legislativa nella commissione parlamentare ITRE (industria, energia, ricerca) nella quale sono tra i coordinatori.

Dal settembre 2016 in commissione ITRE ho seguito, o sto ancora seguendo, 20 dossier come relatore (le etichette e l’ “economia collaborativa” di cui si parla più avanti) o come relatore ombra; su questi ed altri dossier abbiamo presentato 639 emendamenti. E’ la semina che sta alla base sia dei successi passati, sia di quelli (speriamo!) futuri, e alla quale è dedicata la parte centrale ddi questo bilancio annuale.

Viene poi una breve panoramica su altri dossier che ho seguito come relatore o relatore ombra e che sono ormai arrivati in porto o stanno concludendo con un trilogo l’iter all’interno delle istituzioni europee.

In coda al post (ma certo non ultima per importanza) l’attività di formazione e di informazione che abbiamo cercato di fornire ai cittadini attraverso corsi, conferenze e simili. In questa sezione del post trova spazio anche uno sguardo alle principali interrogazioni che abbiamo rivolto alla Commissione Europea e il nostro lavoro – a livello europeo e non solo – per arginare i problemi legati alle centrali geotermiche italiane di tipo flash.

Il raccolto. Successi e soddisfazioni

Molte delle nostre vittorie degli ultimi 12 mesi riguardano i diritti dei prosumer, i piccoli produttori e consumatori di energie rinnovabili. Ma questo tema, seppure importante, non esaurisce il capitolo.

NUOVE ETICHETTE ENERGETICHE

Affonda le radici nel lavoro dell’anno scorso il frutto più importante maturato in questi ultimi 12 mesi: l’approvazione definitiva e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE, nel luglio scorso, del regolamento per le etichette relative all’efficienza energetica dei prodotti che consumano energia, come frigoriferi, televisori e lavastoviglie. Del regolamento sono stato relatore per il Parlamento Europeo; una sezione di questo sito internet contiene l’intera storia del provvedimento e del nostro lavoro sul tema: abbiamo realizzato le etichette 2.0, dal momento che danno la possibilità di accedere attraverso un link, un QR code o simili ad un database online con più informazioni di quelle che è possibile inserire su un pezzo di carta: soprattutto, il database consentirà di sviluppare applicazioni per smartphone in grado di effettuare confronti immediati fra i vari modelli ed individuare quello che offre il maggiore risparmio di energia – quindi di denaro – rispetto alle abitudini personali di impiego.

COME DA NOSTRA RICHIESTA LA NUOVA DIRETTIVA RINNOVABILI FA SPAZIO AI “PROSUMER”

Un’altra vittoria maturata negli ultimi 12 mesi riguarda i prosumer, i produttori-consumatori di energia rinnovabile. La nuova direttiva rinnovabili proposto dalla Commissione Europea contiene il riconoscimento dei diritti dei prosumer, così come a suo tempo avevamo richiesto. Non è ancora una vittoria completa, perchè a nostro parere il testo sui prosumer deve ancora essere migliorato. Stiamo lavorando su questo. Torneremo sul tema più avanti nel post, nel paragrafo dedicato alla semina e al quotidiano lavoro legislativo nella commissione ITRE.

PROGETTO PILOTA SU PROSUMER E BLOCKCHAIN

Ancora i prosumer di energia rinnovabile sono al centro di un nostro progetto pilota approvato a pieni voti in luglio dalla Commissione Europea. Si intitola “Studio di fattibilità sulla tecnologia del ‘registro distribuito’ applicata al mercato europeo dell’energia”, ovvero come certificare senza intermediari gli scambi di energia tra prosumer tramite la tecnologia blockchain. Il progetto è già stato approvato dalla commissione ITRE; sarà prossimamente votato anche dalla commissione budget e poi dall’assemblea plenaria.

ANTICAMERA DELLA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER l’ITALIA CHE REMA CONTRO IL COMPOST

Altra vittoria – seppure amara – è l’apertura, su nostra segnalazione, di un caso EU Pilot contro l’Italia (l’anticamera della procedura di infrazione) a proposito di sfalci e potature. Le norme UE impongono di compostarli: sono un ingrediente indispensabile e fondamentale del compostaggio, il processo che trasforma in concime gli scarti organici come quelli della cucina e che necessità di una gran quantità di rifiuti cosiddetti verdi. L’Italia al momento per decreto invece consente di bruciarli, danneggiando l’intera catena del compostaggio. Ora l’Italia dovrà mettersi in regola, altrimenti sarà multata. Questa eventualità rende appunto amara la vittoria: ma queste sono le regole europee ed esse costituiscono il nostro unico strumento.

SCAMBI DI ENERGIA FRA I PROSUMER ATTRAVERSO PIATTAFORME INTERNET

Fra i traguardi dell’anno va annoverata l’approvazione in commissione ITRE, nel marzo scorso, del nostro parere sulla comunicazione della Commissione Europea “Un’agenda europea per l’economia collaborativa”. L’economia collaborativa è lo scambio di beni e servizi tramite piattaforme internet; le più famose (non certo le uniche) sono Uber e Airbnb. I principali concetti contenuti nel nostro parere riguardano la necessità di inserire gli scambi di energia fra i piccoli produttori-consumatori (i prosumer, di nuovo…) nelle politiche europee per l’economia collaborativa; questi concetti hanno trovato posto nel testo definitivo approvato dall’assemblea plenaria dell’Europarlamento e la Commissione Europea dovrà tenerne conto nelle sue future proposte legislative.

La semina. Il nostro lavoro legislativo in commissione ITRE

Durante l’anno, il grosso delle nostre energie è stato assorbito dal quotidiano lavoro legislativo e dalla presentazione di emendamenti nella commissione parlamentare ITRE (industria, energia, ricerca). Qui sotto la panoramica dei temi che abbiamo seguito o che stiamo seguendo e degli emendamenti che abbiamo presentato per indirizzare l’azione dell’UE.

La sezione è articolata in base al nostro ruolo: relatore ombra per dossier in cui la commissione ITRE guida l’azione del Parlamento Europeo; relatore ombra del parere che ITRE ha fatto (o farà) pervenire alla commissione parlamentare competente per argomento; emendamenti presentati su dossier non seguiti come “ombra”.

Attenzione. Nei documenti ufficiali del Parlamento Europeo che noi linkiamo sono riportati gli emendamenti presentati da tutti gli europarlamentari. Per trovare i nostri bisogna effettuare una ricerca con parola chiave “Tamburrano”.

RELATORE OMBRA SUL “PACCHETTO INVERNALE” (ENERGIE RINNOVABILI, EFFICIENZA ENERGETICA) E SULLA BLOCKCHAIN NEGLI SCAMBI DI ENERGIA

In questi mesi, il nostro lavoro in commissione ITRE verte soprattutto sul cosiddetto “pacchetto invernale”: l’insieme di proposte legislative (regolamenti e direttive) che la Commissione Europea ha avanzato a proposito di energia nel novembre 2016. Il “pacchetto invernale” ci ha anche visti protagonisti, insieme ad altri eurodeputati italiani che si occupano di energia, di un’audizione alla Camera dei Deputati.

Seguiamo tutti i dossier del “pacchetto invernale” in veste di relatore ombra. Si tratta di:

  • Nuova direttiva sull’efficienza energetica, che rimpiazzerà quella in vigore dal 2012. Sono 35 i nostri emendamenti (mentre scriviamo non sono ancora disponibili sul sito del Parlamento Europeo); chiedono target più alti (40% entro il 2030, vincolante a livello nazionale, contro il 27% senza vincoli nazionali proposto dalla Commissione Europea). Chiedono anche di ridurre i consumi di energia del 2% all’anno
  • Direttiva sull’efficienza energetica nell’edilizia. L’8 giugno abbiamo presentato 58 emendamenti distribuiti all’interno di tre documenti (primosecondo e terzo) per incrementare la resilienza degli edifici alle ondate di caldo e freddo, bonificarli dalle sostanze nocive, dotarli di un “passaporto energetico” ed andare oltre quella che noi chiamiamo “l’efficienza energetica di carta”, cioè affidata ad una semplice certificazione
  • Nuova direttiva sulle energie rinnovabili, che ci rende orgogliosi (lo spiegavamo prima) perchè accoglie la nostra richiesta di riconoscere i diritti dei prosumer (i produttori-consumatori di rinnovabili), ma che nello stesso tempo purtroppo fa anche due passi indietro rispetto alla direttiva del 2009: il 29 giugno abbiamo presentato 106 emendamenti distribuiti in cinque documenti (primo, secondo, terzo, quartoquinto) per innalzare i target, blindare ulteriormente i diritti dei prosumer e delle comunità dell’energia, mantenere almeno per loro incentivi e priorità di dispacciamento. Ci sono anche emendamenti specificamente dedicati alla geotermia, un tema di cui si parla anche più avanti in questo post.
  • Regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia. Abbiamo presentato il 27 giugno 99 emendamenti distribuiti in quattro documenti (primosecondoterzoquarto) per ora disponibili solo in inglese, con lo scopo di aggiungere una dimensione sociale alla proposta della Commissione Europea. Scopo della nostra posizione la diminuzione della povertà energetica, evitare i rincari ingiustificati, affermare il diritto all’energia necessaria per una vita dignitosa, permettere l’ aumento di autoproduzione e autoconsumo
  • Completano il “pacchetto invernale” la direttiva e il regolamento relativi al mercato interno dell’energia elettrica. Stiamo predisponendo gli emendamenti alle proposte della Commissione Europea (regolamento, direttiva). Vanno presentati entro il 15 settembre.

Oltre a questo, ho assunto il ruolo di relatore ombra anche per la relazione d’iniziativa (non legislativa) che la commissione ITRE sta preparando a proposito della disintermediazione degli scambi di energia attraverso la tecnologia blockchain e, più in generale, attraverso la distributed ledger technology. La bozza di relazione non è ancora pronta e dunque non abbiamo ancora presentato emendamenti.

I GAS SERRA. RELATORE OMBRA PER PARERI DESTINATI ALLA COMMISSIONE AMBIENTE

Siamo stati relatore ombra, durante l’anno, per tre pareri inviati dalla commissione ITRE alla commissione ENVI (ambiente) a proposito della riduzione delle emissioni di anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) in vari settori delle attività umane. Si tratta di:

  • Il cosiddetto “regolamento LULUCF” (qui la proposta della Commissione Europea), relativo alle emissioni di gas serra legate all’uso del suolo. Abbiamo presentato 24 emendamenti con lo scopo di aumentare l’immagazzinamento nel suolo dell’anidride carbonica e abbiamo dovuto esprimere voto contrario al parere che in giugno la commissione ITRE ha inviato alla commissione ENVI, poichè il testo è risultato estremamente depotenziato a causa dell’azione dei gruppi conservatori.
  • Il regolamento detto “effort sharing” (qui la proposta della Commissione Europea) a proposito della riduzione delle emissioni nei settori trasporti, edilizia, rifiuti ed agricoltura che sono esclusi dal sistema ETS relativo agli impianti industriali. Abbiamo votato a favore del parere sull’ “effort sharing” che in marzo ITRE ha inviato ad ENVI in quanto esso ha accolto la sostanza delle nostre posizioni.
  • La direttiva detta “ETS al 2030” (qui la proposta della Commissione Europea), per diminuire le emissioni di gas serra degli impianti industriali. Il problema è che il sistema ETS risulta essere fallimentare in sé: è basato sulla compravendita dei sovrabbondanti diritti di emissione che vengono assegnati gratuitamente alle imprese. Il surplus è attualmente pari all’emissione di circa due miliardi di tonnellate di anidride carbonica. La conseguenza è che il diritto ad emettere anidride carbonica si compra al prezzo delle patate. Abbiamo presentato 36 emendamenti suddivisi in tre documenti (primo, secondo, terzo) al parere di ITRE con lo scopo di salvare il salvabile. La “ETS 2030” è stata approvata dal Parlamento Europeo in febbraio (noi abbiamo votato contro); il testo definitivo uscirà dal trilogo con il Consiglio UE, l’altro co-legislatore europeo. In teoria la “ETS al 2030” dovrebbe essere collocata in una parte successiva di questo post, quella riservata riservata ai dossier che noi abbiamo seguito e che ora sono in trilogo; in pratica la mettiamo qui per dare completezza logica al lavoro sui gas serra.

TELECOMUNICAZIONI, INTERNET E NON SOLO. EMENDAMENTI PRESENTATI SU ALTRI DOSSIER

Non è necessario essere relatore ombra per presentare emendamenti. In commissione ITRE ne abbiamo proposti molti su vari dossier, da soli o con colleghi europarlamentari del M5S. Sono 19 i nostri emendamenti  sulla proposta di regolamento relativo ai diritti d’autore sulla ritrasmissione e trasmissione online da parte delle emittenti televisive e radiofoniche. Altri 37 emendamenti alla proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Ancora, 14 emendamenti alla proposta di regolamento su privacy e telecomunicazioni.

Un ultimo, nutrito gruppo di emendamenti riguarda quelli co firmati, sempre in commissione ITRE, con un relatore ombra del M5S: di regola il collega David Borrelli che è anche egli membro della commissione ITRE; le eccezioni sono di volta in volta specificate, e così pure sono specificati i successivi passaggi (se si sono già verificati) dell’iter legislativo. Si tratta di:

Arrivati in porto. Altri dossier seguiti come relatore o relatore ombra

Alcuni dei dossier che abbiamo seguito durante l’anno in qualità di relatore ombra o relatore ombra per opinione hanno ormai concluso l’iter parlamentare. Fra di essi, quelli legislativi sono ora in trilogo: è la fase in cui i due colegislatori europei (il Parlamento Europeo ed il Consiglio UE), dopo aver definito al proprio interno le rispettive posizioni, si accordano su un compromesso che poi ciascuno dei due approva nell’identica forma. Va ricordato che è arrivato in porto dopo un trilogo anche il regolamento per le etichette 2.0 di cui abbiamo parlato nella primissima parte di questo post.

IN TRILOGO

In qualità di relatore ombra, abbiamo assistito al trilogo che riguarda il regolamento europeo sulla sicurezza dell’approvvigionamento del gas, votato dall’assemblea plenaria nell’estate 2016 e per questo già inserito nel precedente bilancio annuale. I risultati non sono entusiasmanti: il testo concordato fra le due istituzioni ci sembra troppo sbilanciato verso le infrastrutture e poco orientato alla resilienza del sistema. L’accordo uscito dal trilogo verrà prossimamente sottoposto al voto dell’assemblea plenaria.

Sono in corso i triloghi sui dossier dell’intero pacchetto legislativo sull’economia circolare del quale ci siamo occupati fino all’autunno 2016 fra vittorie e sconfitte di cui abbiamo dato conto nel bilancio dello scorso anno. L’azione legislativa su questo pacchetto fa capo alla commissione ENVI (Ambiente): a suo tempo, sono stato relatore ombra delle opinioni che la commissione ITRE ha inviato alla commissione ENVI e, come tale, non ho avuto ruolo nel triloghi sull’economia circolare. Per i negoziatori del Parlamento Europeo, i punti di partenza sono i testi approvati in plenaria alla fine dell’inverno su rifiuti urbanidiscariche; imballaggiveicoli fuori uso, pile, rifiuti elettrici ed elettronici. Tutti incorporano posizioni e richieste del M5S: a suo tempo abbiamo votato a favore.

E’ in trilogo anche la direttiva “ETS al 2030” che ho seguito come relatore ombra per opinione e che abbiamo inserito per completezza logica nella sezione dedicata al lavoro sul pacchetto normativo relativo alle emissioni di gas serra.

ITER CONCLUSI ALL’INTERNO DEL PARLAMENTO EUROPEO

Tre sono i dossier non legislativi  cui abbiamo lavorato come relatore ombra e che hanno concluso il loro iter durante gli ultimi 12 mesi all’interno del Parlamento Europeo. Essi non hanno valore normativo – e dunque non sono andati in trilogo – ma hanno significato politico, dal momento che indirizzeranno le future proposte legislative della Commissione Europea.

E’ il caso della risoluzione del Parlamento Europeo “Verso un nuovo assetto del mercato dell’energia” approvata a Strasburgo nel settembre 2016 e alla quale abbiamo votato contro dopo avere (invano) tentato di migliorarla a favore della produzione decentralizzata di energie rinnovabili attraverso 58 emendamenti (distribuiti fra primo e secondo documento) presentati in commissione ITRE.

Sempre nel settembre 2016 è stata approvata dalla plenaria di Strasburgo la  risoluzione sulla “Strategia UE in materia di riscaldamento e raffrescamento”, sulla quale ci siamo astenuti (32 emendamenti presentati in commissione ITRE, primo e secondo documento) perchè contiene vari elementi positivi ma contiene anche troppi riferimenti all’energia prodotta con la combustione dei rifiuti.

Sono stato anche relatore ombra, ma “per opinione”, sul report relativo al diritto civile e robotica, arrivato al voto in plenaria in febbraio e seguito dalla commissione IURI (diritto). La commissione ITRE ha fatto pervenire un parere al quale abbiamo contribuito con 13 emendamenti allo scopo di infondervi un’anima “sociale”.

Formazione ed informazione

E’ stato molto intenso, negli ultimi 12 mesi, il nostro lavoro legato all’informazione. Abbiamo organizzato corsi gratuiti per i cittadini e conferenze a livello istituzionale e non; abbiamo posto domande alla Commissione Europea attraverso interrogazioni. Attraverso il nostro sito internet e questo blog abbiamo cercato di fornire costanti aggiornamenti sia sulla nostra attività al Parlamento Europeo sia su altri temi, soprattutto ambientali, legati all’Unione Europea, come il contestatissimo diserbante glifosato per il quale, nonostante sia etichettato come cancerogeno in California, l’UE sembra orientata a rinnovarne l’autorizzazione all’uso per i prossimi anni.

LE SEZIONI DEL NOSTRO SITO INTERNET. WIKI CETA, WIKI TTIP, ETICHETTE E “PRESIDIAMO”

Durante l’anno abbiamo creato e costantemente aggiornato wikiCETA, lo strumento di informazione a servizio dei cittadini relativo al trattato commerciale fra UE e Canada che è sul punto di entrare in vigore e che costituisce una riforma istituzionale nascosta, dal momento che subordina  la possibilità dello Stato di difendere i cittadini al fatto che questo non ostacoli il commercio fra UE e Canada. Wiki CETA occupa una sezione del nostro sito internet, e un’altra è dedicata a wikiTTIP: anche quest’ultima è stata costantemente aggiornata durante l’anno. E’ dedicata al trattato commerciale fra UE ed USA che è finito in freezer (ma non è affatto scomparso dall’orizzonte) dopo l’arrivo di Trump alla Casa Bianca.

Sul nostro sito internet presidiamo.eu abbiamo sempre aggiornato e seguito la sezione dedicata allo sportello web per l’assistenza all’impiego dei fondi UE per le scuole inviando aggiornamenti agli iscritti alla newsletter. Costantemente aggiornata anche la sezione dedicata all’intera storia del regolamento UE per le etichette energetiche 2.0 del quale abbiamo dato conto nella prima parte di questo post.

I CORSI DI FORMAZIONE A ROMA

Presso l’Unità di resilienza locale (il nostro ufficio a Roma) abbiamo organizzato durante l’anno corsi di formazione gratuiti su temi legati all’Unione Europea. Una sezione del nostro sito internet è dedicata ai video integrali delle lezioni, affinché i partecipanti (anche altri, volendo) possano in qualsiasi momento tornare sui temi trattati.

I principali corsi hanno riguardato le norme UE su appalti e acquisti verdi, disinfestazioni urbane, europrogettazione (come partecipare ai bandi), fotogrammetria e stampa 3D. Merita una citazione anche la conferenza (non un corso) dedicata al passaggio dalla storia alla geopolitica.

CONFERENZE ED EVENTI A BRUXELLES

Dal momento che sono vicepresidente dell’intergruppo parlamentare dedicato ai Beni Comuni, in novembre abbiamo contribuito ad organizzare a Bruxelles la European Assembly of the Commons. Altri nostri eventi a Bruxelles: Acqua bene comune;  il convegno per un quadro normativo UE su stampa 3D nel settore dentale e medico; Citizen Energy l’energia pulita prodotta dai cittadini e dalle comunità; Eco & Equo la rassegna degli eco innovatori italiani.

DOCUMENTARI E TRADUZIONI

E’ legato ad Eco & Equo uno dei documentari che abbiamo realizzato durante l’anno e che si intitola Ecofuturo. Gli altri riguardano la navigazione con motore elettrico alimentato da pannelli solari, i più volte citati Prosumer (produttori-consumatori di energia rinnovabile), l’agricoltura praticata all’interno di serre automatizzate e robotizzate.

All’automazione in agricoltura è dedicata una traduzione che abbiamo messo online. Si tratta di uno studio dello STOA (l’unità di ricerca scientifica del Parlamento Europeo) sull’agricoltura di precisione. Anche se non abbiamo fatto in tempo a tradurlo in italiano, vogliamo ricordare l’importanza di un altro studio dello STOA che abbiamo seguito da vicino: la differenza fra alimentazione biologica ed alimentazione convenzionale ed il modo in cui i pesticidi usati nell’agricoltura convenzionale  (ma non in quella biologica) danneggiano il cervello dei bambini.

INTERROGAZIONI ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Fra le principali interrogazioni che abbiamo presentato durante l’anno, oltre a quella già citata che ha condotto l’Italia nell’anticamera della procedura di infrazione per il trattamento contrario alle norme UE riservato a sfalci e potature, ci è particolarmente cara quella sul lago di Bracciano: siamo stati i primi ad interessarci dell’invaso che rischia di morire di sete, in questa estate torrida e siccitosa, per dissetare Roma. Per la cronaca, è arrivata anche la risposta in cui la Commissione Europea dice di non saperne nulla: ma se glie l’abbiamo appena detto noi! Un’autentica supercazzola che non ha meritato (per ora) un post.

Analoga supercazzola abbiamo ottenuto in risposta ai nostri quesiti sulle fake news (la Commissione Europea dice di volerne combattere la diffusione ma non è stata in grado di indicare il criterio per distinguere le notizie attendibili da quelle false); attendiamo la risposta alle domande relative all’impianto a biomassa che rimette in circolazione, nei cieli europei, la radioattività di Chernobyl.

GEOTERMIA FLASH ALL’AMIATA

Tempo ed energie sono stati impiegati, a Roma e a Bruxelles, per contrastare le centrali geotermiche italiane di tipo flash che ricevono gli incentivi UE per le energie pulite ma emettono nell’atmosfera veleni pericolosi per la salute (mercurio, arsenico, radon…) e gas serra in quantità superiore rispetto alle omologhe centrali alimentate a combustibili fossili.

Abbiamo insistito su questo tema con varie interrogazioni, senza mai ricevere una risposta soddisfacente – qui l’ultima – ed insisteremo ancora, mentre nutriamo delle speranze sul fatto che la nostra azione possa aver indotto la Commissione Europea ad aprire un caso EU Pilot (l’anticamera della procedura di infrazione) sull’arsenico nell’acqua potabile dell’Amiata, la cui crescente presenza, secondo alcuni studiosi, è dovuta proprio all’attività geotermica: ci hanno risposto che intendono sollevare il caso con l’Italia. Negli ultimi 12 mesi la Commissione Europea ce l’ ha detto un’altra volta  – su sfalci e potature – ed abbiamo poi scoperto il caso EU Pilot. E’ aperto un EU Pilot anche sull’acqua dell’Amiata? Chi lo sa, l’elenco degli EU Pilot non è pubblico; prima dell’estate non siamo riusciti a sapere nulla e torneremo alla carica in settembre.

Stiamo soprattutto cercando di far sì che, in futuro, non si costruiscano più centrali geotermiche di tipo inquinante ed emissivo come quelle dell’Amiata. A questo scopo abbiamo presentato emendamenti specifici alla nuova direttiva rinnovabili ed abbiamo presentato osservazioni contro l’apertura del nuovo impianto “Piancastagnaio 6”. A settembre intendiamo presentare osservazioni per contrastare la costruzione di un’analoga centrale geotermica a Latera, nell’Alto Lazio.

FOTO (wikipedia): Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi (Auvers-sur-Oise, luglio 1890); olio su tela.


Per chi volesse scaricare il pdf con il resoconto più dettagliato delle attività del III anno di legislatura qui il documento interno in pdf

 

 

Il raccolto, la semina. Bilancio dell’ultimo anno al Parlamento Europeo ultima modifica: 2017-08-25T12:38:03+00:00 da Dario Tamburrano
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