Approvazione in assemblea plenaria

L’approvazione in assemblea plenaria

La relazione sulle nuove etichette energetiche é stata approvata ad amplissima maggioranza mercoledì 6 luglio 2016 dall’assemblea plenaria dell’Europarlamento. Son stati mantenuti i contenuti approvati dalla commissione parlamentare ITRE e aggiunti attraverso il voto di alcuni emendamenti anche degli elementi che facevano parte della nostra relazione iniziale ma che erano caduti durante la negoziazione e il voto in Commissione.  L’assemblea plenaria ci ha anche conferito il mandato a negoziare il testo definitivo del regolamento con l’altro co-legislatore europeo, il Consiglio dell’Unione Europea.

I nuovi (anzi vecchi) elementi entrati nella relazione

In occasione dell’assemblea plenaria, le forze politiche dell’europarlamento hanno presentato una quindicina di emendamenti alla relazione approvata dalla commissione parlamentare ITRE. E’ possibile leggerli a partire da questo link, che conduce verso 99 emendamenti in quanto la relazione approvata da ITRE, dal punto di vista formale, era a sua volta composta da oltre 80 emendamenti alla proposta legislativa della Commissione Europea.

Oltre a ciò su cui avevamo costruito il consenso in commissione ITRE, la plenaria ha approvato gli emendamenti che introducono nella relazione sulle nuove etichette due elementi:

  • 1) possibilità, per i costruttori, di inserire sull’etichetta il simbolino che indica la capacità di un’apparecchiatura di essere smart.

Le “smart appliances” rappresentano la nuova frontiera dell’efficienza energetica: é importante non solo consumare la minore quantità di energia possibile, ma cercare anche di consumarla nel momento in cui l’energia é disponibile in quantità maggiore. Questo contribuisce in modo decisivo all’indispensabile bilanciamento della rete quando vi viene immessa una crescente quantità di energia da fonti rinnovabili, per loro natura discontinue. Gli emendamenti sulle “smart appliances” portano i numeri 97 e 98; sono stati presentati – come annunciato – da noi. Il primo (definizione di “smart appliance”) ha ottenuto 386 sì e 301 no; il secondo é stato approvato ad alzata di mano, con una maggioranza così ampia da non rendere neanche necessario il conteggio elettronico dei voti

  • 2) diritto di risarcimento nel caso di etichetta non conforme alle reali caratteristiche dell’apparecchiatura

L’acquirente potrà restituire l’apparecchiatura al produttore, che dovrà fornire un rimborso pari al prezzo originale; i rivenditori dovranno inoltre contattare il maggior numero possibile di acquirenti coinvolti. E’ l’emendamento 96, presentato da Martina Werner (S&D, centrosinistra) e da noi cofirmato. E’ stato approvato con 353 sì e 332 no. Si tratta della prima, vera risposta alle etichette furbette e alla perdita di fiducia nel sistema europeo di etichettatura conseguente allo scandalo Volkswagen sulle emissioni auto

La plenaria, inoltre, ha fotunatamente bocciato uno dei risultati della mediazione effettuata in commissione ITRE: quello che impediva la possibilità di rendere più severi i requisiti di efficienza energetica per raggiungere una determinata classe in caso di apparecchiature di grandi dimensioni, che – anche quando molto efficienti – comportano un maggiore consumo assoluto.  Era stato uno dei punti su cui avevamo dovuto cedere durante la negoziazione all’interno della commissione parlamentare ITRE per salvaguardare il cuore del nostro progetto. Contemporaneamente, la plenaria ha bocciato l’emendamento 92, presentato da Verdi e GUE (sinistra) e cofirmato da noi, che introduceva l’obbligo di maggiore efficienza energetica per le grandi apparecchiature.

La conseguenza della doppia bocciatura é che si torna a quanto prevedeva la proposta legislativa della Commissione Europea: la possibilità che la stessa Commissione introduca requisiti specifici per le grandi apparecchiature. Possibilità, ma non obbligo né divieto.

Merita di essere segnalato un fatto: é felicemente sopravvissuto al voto dell’assemblea plenaria l’accordo raggiunto in commissione ITRE in base al quale il database dei prodotti europei coperti da etichetta energetica dovrà essere in funzione già il primo gennaio 2018. Questo accordo era fortemente osteggiato dall’ala più conservatrice del Parlamento Europeo, che preferiva invece spostare la data in avanti. Era contenuto nell’emendamento numero 80, che é stato approvato con 368 sì, 335 no e 3 astensioni.

La discussione, le votazioni, il “mandato”

La discussione sulle nuove etichette energetiche si é svolta a Strasburgo lunedì 4 luglio 2016. Le votazioni, invece, hanno avuto luogo mercoledì 7. I risultati sono distribuiti in due documenti: uno complessivo (da pag. 3) e un altro che dettaglia l’esito degli appelli nominali (da pag. 12). La relazione sulle etichette, corretta dagli emendamenti approvati dalla plenaria, é stata approvata con 580 voti a favore, 52 contrari e 79 astenuti.

Subito dopo é stato messo al voto il “mandato”, cioé il mio incarico a negoziare il testo definitivo del nuovo regolamento con il Consiglio dell’Unione Europea, l’altro co-legislatore dell’UE. E’ stato approvato con una maggioranza così ampia da non rendere necessario il conteggio elettronico dei voti.

La videogallery riguarda gli interventi durante la discussione di lunedì 4, con un mio intervento in apertura e un altro in chiusura.

Il testo completo della relazione

La relazione rappresenta la posizione del Parlamento Europeo a proposito della revisione delle etichette energetiche. Ecco il testo completo, che ha la forma di emendamenti alla proposta legislativa della Commissione Europea.

Trilogo, il passo successivo

Ora, in base all’incarico (“mandato”) conferitomi dal Parlamento Europeo, dovrò condurre il cosiddetto trilogo, cioé le trattative con l’altro co-legislatore europeo, il Consiglio dell’Unione Europea, formato dai ministri degli Stati membri. Il Consiglio ha definito il suo punto di vista sulle etichette da molti mesi, e per vari aspetti esso é differente dalla posizione del Parlamento Europeo, espressa dalla relazione votata il 6 luglio a Strasburgo.

Scopo del trilogo é trovare una posizione comune fra Parlamento e Consiglio. L’accordo così raggiunto verrà sottoposto all’approvazione sia del Parlamento sia del Consiglio: a quel punto l’iter legislativo delle etichette sarà terminato ed il nuovo regolamento che ne determina i requisiti entrerà in vigore in tutti gli Stati UE.

Le caratteristiche del trilogo sono spiegate in questo documento (da pag. 11 in poi): si tratta di incontri fra tre delegazioni, dato che oltre a Parlamento e Consiglio vi partecipa anche la Commissione Europea, rappresentata di solito da alti funzionari. La squadra negoziale del Parlamento – oltre che da me in veste di relatore – é formata dai relatori ombra e dal presidente della commissione parlamentare ITRE, Jerzy Buzek. Per il Consiglio dell’Unione Europea, partecipano al trilogo i rappresentanti della presidenza: in questo momento é di turno la Repubblica Slovacca. Essi sono incaricati di portare avanti le posizioni e le istanze espresse dall’intero Consiglio.