E’ abortita la centrale geotermica di Triana sul Monte Amiata

Avevo chiesto di annullare il procedimento per la valutazione di impatto ambientale avviato da Enel Green Power. La Regione Toscana, dopo aver messo il progetto in freezer, lo ha eliminato dall’elenco di quelli in corso di esame

E’ abortita la costruzione della centrale geotermoelettrica di Triana: sarebbe stata l’ennesima nell’area del Monte Amiata, in Toscana. Avevo chiesto di annullare il procedimento di valutazione di impatto ambientale, avviato da Enel Green Power, soprattutto (ma non solo) perché la documentazione presentava incongruenze interne e caratteristiche che la rendevano secondo me incomprensibile. La Regione Toscana dapprima lo ha messo in freezer. Ora il progetto è completamente sparito dalla pagina istituzionale dedicata a quelli in corso di valutazione.

I successi contro la geotermia inquinante mi danno carica per continuare la lotta nella prossima legislatura. La centrale geotermoelettrica Triana sarebbe stata di tipo flash, cioè con emissioni in atmosfera di gas serra e di sostanze pericolose per ambiente e salute. Enel Green Power avrebbe voluto costruirla  a Roccalbegna, a meno di cinque chilometri di distanza dalle centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4, portando ad 80 i MW installati in quella ristretta area.

In questi anni sono riuscito a portare il problema della geotermia inquinante – tipico di pochissime aree in tutto il mondo – all’attenzione dell’Unione Europea.  Dopo un travagliato ma vittorioso iter parlamentare, la Direttiva rinnovabili (che disciplinerà lo sviluppo del settore fra il 2020 e il 2030) riconosce che va incentivata solo la geotermia a basso impatto ambientale.

Le centrali geotermiche italiane, per ora tutte situate in Toscana, ricevono gli incentivi per le energie pulite ma emettono più gas serra di omologhe centrali termoelettriche alimentate da un combustibile fossile come il gas naturale. Emettono anche enormi quantità di sostanze pericolose per l’ambiente e la salute come mercurio, idrogeno solforato, ammoniaca. Mercurio, tallio, arsenico, cadmio, cobalto eccetera sono presenti in concentrazioni spaventosamente anomale nel sangue e nelle urine della popolazione.

Esistono dati a sostegno della tesi (non accettata dalla Regione Toscana) secondo la quale l’attività geotermica sul Monte Amiata ha ripercussioni sulla falda sotterranea idropotabile, dalla quale attinge un acquedotto. L’aumento dell’arsenico nell’acqua è già all’esame dell’Unione Europea.

E’ ancora in corso il procedimento per decidere se costruire o meno sul Monte Amiata la centrale geotermoelettrica di Piancastagnaio 6, contro la quale ho presentato osservazioni. La stessa cosa ho fatto per l’ipotesi di costruire una centrale geotermoelettrica a Latera, in Lazio, che avrebbe avuto un impatto ambientale analogo a quello delle centrali amiatine, e forse anche peggiore. Al momento, la prima pietra di questi impianti non è stata posata.