TAV Torino-Lione, le emissioni corrono come un treno

Ma quale “riduzione dell’inquinamento”. Bisogna fare i conti con le altissime emissioni legate al cantiere: secondo la letteratura scientifica con ogni probabilità aggraveranno per decenni le condizioni dell’atmosfera. Interrogazione alla Commissione europea.

Altro che la proclamata “diminuzione dell’inquinamento”. La linea ferroviaria TAV Torino-Lione con ogni probabilità aggraverà per decenni le condizioni dell’atmosfera. Non lo diciamo noi ma la letteratura scientifica: qui il testo completo del saggio “Can high speed rail offset its embedded emission?”, altrimenti riservato agli abbonati.

In sostanza: per stabilire se la costruzione di una linea ferroviaria comporta una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica  – il gas principale responsabile dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale – bisogna calcolare le emissioni (di regola molto alte) necessarie per scavare il tunnel ferroviario e posare i binari e poi “spalmare” tali emissioni nel corso del funzionamento della linea stessa.

Così una linea ferroviaria ad alta velocità lunga 500 chilometri, di cui il 10% in galleria, comporta un risparmio di emissioni nell’arco di 50 anni solo se si verificano due condizioni: ogni anno i passeggeri sono almeno 10 milioni e la maggior parte di loro usa il treno al posto dell’aereo.

Questi dati riguardano un esempio teorico analogo, ma non uguale alla TAV Torino-Lione, che – se un giorno verrà costruita – sarà lunga circa 230 chilometri, di cui oltre il 22%  in galleria (la parte che, in fase di realizzazione, comporta emissioni più alte) e sarà destinata al traffico veloce di merci e passeggeri.

Qualcuno ha mai calcolato le emissioni legate al cantiere della TAV Torino-Lione e le ha “spalmate” sul suo funzionamento? Quale è il risultato? Quando, e a quali condizioni, la TAV si tradurrà in un risparmio reale di emissioni?

Lo domandiamo con un’interrogazione alla Commissione europea, dal momento che la TAV Torino-Lione fa parte della rete di infrastrutture europee per i trasporti TEN-T, la cui realizzazione è voluta dall’UE per una politica che mira, fra l’altro, a soddisfare le esigenze future di mobilità “riducendo le emissioni di anidride carbonica”.

Con l’interrogazione abbiamo anche suggerito alla Commissione europea di abbandonare il progetto, in nome delle sue stesse politiche per contrastare i cambiamenti climatici, qualora i calcoli non dimostrino che la TAV produrrà un rapidissimo e reale risparmio di emissioni complessive.

Si dà il fatto che bisogna ridurre le emissioni qui ed ora – gli effetti dei cambiamenti climatici sono già visibili – e non fra 50 anni: altrimenti siamo spacciati, tutti, anche chi la TAV la vorrebbese si continua sulla strada attuale, a fine secolo le temperature si saranno alzate di 4 gradi e a metà strada sarà troppo tardi per invertire la rotta.

Ecco il testo dell’interrogazione.

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