La volata finale. Attività negli ultimi mesi al Parlamento Europeo

L’attività del Parlamento Europeo è alla volata finale: è tempo di tirare le somme un’altra volta. Negli ultimi sei mesi ho seguito e sto seguendo 28 dossier, per lo più legislativi, presentando oltre mille emendamenti

Sono passati solo sei mesi dall’ultimo bilancio dell’attività annuale, ma è ora di tirare le somme un’altra volta: siamo alla volata finale. Salvo casi particolarissimi le commissioni del Parlamento Europeo non prendono più in carico  l’esame di nuovi dossier: va ad esaurimento l’esame di quelli già impostati; proseguono a ritmo serrato i triloghi per trovare l’accordo politico con il Consiglio UE (l’altro co legislatore europeo) e concludere ogni iter legislativo.

Dai primi di settembre 2018 all’inizio del febbraio 2019 ho seguito o sto seguendo 28 dossier come relatore ombra, cioè come responsabile per il gruppo EFDD-M5S. L’esame di gran parte di questi dossier avviene (o è avvenuto) nella commissione parlamentare ITRE (industria, ricerca, energia) per la quale sono coordinatore ovvero il ruolo che istituzioni italiane ricopre il capogruppo in una specifica commissione. Ho presentato in commissione o in assemblea plenaria più di mille emendamenti; le riunioni a livello tecnico, di relatori ombra o di trilogo hanno assorbito oltre 400 ore di lavoro.

Questo bilancio è diviso in quattro sezioni. Riguardano, rispettivamente i dossier con

  1. iter legislativo concluso
  2. trilogo in corso per trovare l’accordo fra Parlamento Europeo e Consiglio UE
  3. dossier (uno solo) ancora in commissione parlamentare
  4. attività non legislativa

1) ITER LEGISLATIVO CONCLUSO

Direttiva rinnovabili 2020-2030

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo, in novembre, dell’accordo politico raggiunto con il Consiglio UE, la nuova direttiva rinnovabili è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Fa parte dei provvedimenti del “pacchetto energia pulita”: li ho seguiti tutti come relatore ombra. La direttiva rinnovabili disciplinerà lo sviluppo del settore fra il 2020 ed il 2030 e ci è particolarmente cara perché, grazie al nostro lavoro politico durato tre anni, inserisce nella legge europea i diritti dei cittadini e delle comunità che producono e consumano energia rinnovabile.

Dal mancato riconoscimento di questi diritti sono scaturiti gli ostacoli e le vessazioni alla generazione distribuita di energia che tutti abbiamo visto, in Italia e non solo.

Direttiva efficienza energetica e regolamento per la governance dell’Unione dell’energia

Sempre in novembre, il Parlamento Europeo ha approvato gli accordi politici raggiunti con il Consiglio UE sulla direttiva efficienza energetica e sul regolamento per la governance dell’unione dell’energia, che sono stati successivamente pubblicati  sulla Gazzetta ufficiale dell’UE (direttiva, regolamento governance). Con il regolamento sono diventate legge europea alcune nostre proposte: fra l’altro, l’efficienza energetica viene elevata al rango di infrastruttura.

Direttiva e regolamento per il mercato elettrico

Gli ultimi due tasselli del “pacchetto energia pulita”, la direttiva ed il regolamento per il mercato elettrico, sono arrivati a gennaio all’accordo inter istituzionale: significa che il testo è definitivo; manca l’approvazione formale, attesa al Parlamento Europeo per marzo.

Anche direttiva e regolamento portano la nostra impronta: in questa direttiva siamo riusciti a confermare e rafforzare i diritti ottenuti nella direttiva rinnovabili e ad inserirne di nuovi per i cittadini e le comunità (prezzo dinamico, negawatt, aggregatori, condivisione dell’energia prodotta dagli impianti comuni…); il regolamento salva la priorità di dispacciamento per l’energia rinnovabile prodotta da piccoli impianti e sancisce l’addio, a partire dal 2025, ai sussidi statali per le centrali elettriche alimentate a carbone e a petrolio.

L’atomo in tutte le salse

In questi mesi vengono definiti vari aspetti (ma non le cifre esatte) del quadro finanziario 2021-2027. In quest’ambito,  sono stati approvati regolamenti relativi al nucleare che ricadono nella procedura di consenso: significa che il Parlamento Europeo ha un ruolo soltanto consultivo. E’ possibile pertanto suggerire solo delle modifiche ai regolamenti proposti dalla Commissione europea (e infatti abbiamo presentato numerosi emendamenti), ma il Parlamento Europeo di fronte al testo finale in questo caso può dire solo sì o no – o prendere o lasciare – senza cambiare neanche una virgola. Una procedura senza dubbio da modificare. Dopo la fine dell’estate ho lavorato ai regolamenti per

Sempre con ruolo consultivo, il Parlamento Europeo ha detto la sua, in gennaio, a proposito del finanziamento UE al progetto ITER. E’ il sogno, inseguito da decenni, del sole in bottiglia: ottenere energia dalla fusione degli atomi, come avviene nelle stelle, e non dalla loro fissione, come nelle centrali nucleari.

Il tempo è passato – ormai decenni – e il conto è lievitato ma la ricerca è ancora lontana dal risultato certo, prevedibile e produttivo. Ho presentato 18 emendamenti, da cercare in questo documento con parola chiave “Tamburrano: secondo noi la fusione potrà avere un ruolo nella produzione di energia solo in un futuro molto lontano e non può contribuire a risolvere il problema sempre più urgente dei cambiamenti climatici.

Blockchain

Ho contribuito con 27 emendamenti (da cercare in questo documento con parola chiave “Tamburrano”) alla risoluzione sullo sviluppo delle tecnologie a DLT (a registro distribuito) come la blockchain, approvata in ottobre. E’ il primo atto ufficiale dell’UE dedicato a un treno che conduce al futuro. Durante la gestazione della risoluzione avevamo notato con rammarico che il Governo Gentiloni aveva deciso di perdere il treno della blockchain a livello europeo. Siamo riusciti fortunatamente a far salire a bordo anche l’Italia.

I miei emendamenti vertevano su tre temi: attenzione al consumo di energia, un problema particolarmente grave quando la blockchain é applicata al bitcoin; massima attenzione ai sistemi di open innovation che grazie alla blockchain potrebbero guadagnare migliore trasparenza; fare il modo che si dispieghi il valore sociale delle tecnologie a registro distribuito. La risoluzione ha recepito questi concetti.

Codice delle telecomunicazioni

Concluso in autunno il trilogo, a dicembre il Parlamento Europeo ha formalmente approvato il nuovo Codice europeo delle telecomunicazioni (il M5S ha votato a favore), pubblicato subito dopo sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE in tutte le lingue dell’Unione. Si tratta di un riordino ormai indifferibile: le precedenti regole, sebbene relativamente recenti, rispecchiavano un’epoca il doppino telefonico in rame aveva ancora un ruolo importante nel traffico dati.

Ho contribuito alla nascita del Codice attraverso 30 emendamenti (in quattro documenti: primo, secondo, terzo, quarto e da cercare con parolachiave “Tamburrano”) per difendere la neutralità di internet ed evitare situazioni di oligopolio.

Politica europea sull’intelligenza artificiale

In febbraio il Parlamento Europeo ha indicato la direzione per il quadro legislativo UE relativo alle intelligenze artificiali. Il quadro legislativo non esiste ancora ma le intelligenze artificiali sono già presenti nelle nostre vite. Fanno funzionare il filtro antispam della mail e dominano il trading in borsa, dove possono combinare guai. A Londra aiutano i medici di base, in Cina sono impiegate per valutare, attraverso l’espressione dei volti, le emozioni di lavoratori e cittadini: stanchezza e stress, approvazione e dissenso.

Ho presentato 27 emendamenti con un obiettivo: decisioni determinanti per la vita delle persone non possono essere lasciate ad algoritmi privi di etica. Per questo gli esseri umani dovranno sempre avere il controllo sulle intelligenze artificiali: il nostro punto di vista è stato accolto.

Lavorerò con determinazione per aggiungere al futuro quadro legislativo UE i tasselli che ancora mancano: promuovere uno sviluppo inclusivo, etico e socialmente orientato dei sistemi di intelligenza artificiale ed impedire che se ne faccia un uso distorto dettato dal liberismo sfrenato e dal profitto.

…e sulle auto che si guidano da sole

Lo stesso concetto – l’uomo deve avere sempre il controllo sull’intelligenza artificiale – mi ha guidato nel lavoro relativo al quadro legislativo per i veicoli a guida autonoma: le auto che si guidano da sole. che tra non molti anni vedremo girare per le nostre strade e per le quali non esiste ancora una legislazione. Ho presentato 15 emendamenti in commissione (in questo documento, da cercare con parola chiave “Tamburrano”) il cui contenuto è accolto dalla relazione approvata dall’assemblea plenaria in gennaio.

Istruzione nell’era digitale

Ho contribuito con 10 emendamenti (in questo documento, parola chiave “Tamburrano”) all’opinione votata in commissione parlamentare ITRE a inizio ottobre nella quale il Parlamento Europeo indica all’UE la direzione da seguire per l’istruzione nell’era digitale. L’opinione di ITRE non ha recepito completamente le idee degli emendamenti. Essa tuttavia è confluita in commissione CULT (cultura), nella quale sono tornato alla carica tramite 22 emendamenti cofirmati con la collega Adinolfi (in questo documento, parola chiave “Tamburrano”), che stavolta sono stati riflessi nella relazione poi approvata dalla plenaria in dicembre.

Abbiamo sostenuto le seguenti posizioni: condizionare l’uso delle tecnologie digitali all’impatto che esse hanno sullo sviluppo del cervello, soprattutto dei bambini; promuovere un uso responsabile degli strumenti digitali per proteggere lo sviluppo fisiologico, neurosensoriale e comportamentale degli studenti; fornire attraverso l’istruzione un insieme equilibrato di abilità e competenze, materie umanistiche comprese, per rafforzare la resilienza, il pensiero critico, il benessere e il potenziale d’innovazione delle persone.

Programma per l’Europa digitale

Fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno si è svolto tutto l’iter del Programma per un’Europa digitale, che finanzia calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale, cibersicurezza, formazione professionale. L’accordo fra Parlamento e Consiglio UE, ancora da formalizzare, è stato raggiunto il 13 febbraio.  L’assemblea plenaria ha definito in autunno la posizione del Parlamento Europeo; il M5S ha votato contro perché non siamo riusciti a portare la maggioranza sulle nostre posizioni a proposito della necessità di monitorare e prevenire e prevedere politiche attive sulla  dipendenza digitale: internet, le chat, i videogiochi eccetera possono diventare una forma di tossicodipendenza, e i più giovani sono anche i più esposti al rischio.

A parte questo punto, che per noi era fondamentale, la plenaria ha recepito il contenuto dei miei 37 emendamenti, da cercare in questo documento con parola chiave “Tamburrano”. Chiedevano fra l’altro di finanziare l’eliminazione del digital divide e di distribuire equamente sul territorio europeo i “poli tecnologici” sul digitale dei quali cui l’UE intende dotarsi: l’accordo inter istituzionale recepisce questi concetti.

Plastica monouso

E’ stato raggiunto in dicembre l’accordo fra Parlamento e Consiglio UE sulle restrizioni alla commercializzazione dei prodotti in plastica monouso (piatti, posate, cannucce…) per limitare l’accumularsi dei rifiuti nel mare. Ho contribuito attraverso 26 emendamenti in commissione ITRE da cercare in questo documento con parola-chiave “Tamburrano”.

Cibersicurezza ed agenzia ENISA

Ancora in dicembre, Parlamento e Consiglio UE hanno raggiunto l’accordo politico su cibersicurezza e regolamento dell’ENISA, l’agenzia europea che se ne occupa. L’approvazione definitiva in plenaria è attesa per marzo.  Viene potenziato il ruolo dell’agenzia e sono istituiti un sistema di certificazione della cibersicurezza di prodotti, servizi e processi delle TIC, le tecnologie informatiche per la comunicazione.

Ho contribuito a formare la posizione del Parlamento Europeo attraverso 58 emendamenti (suddivisi fra primo e secondo documento; da cercare con parola chiave “Tamburrano”) che mirano a prevenire – come anche a sventare – gli attacchi alla sicurezza della rete telematica, ad introdurre un coordinamento europeo per raccogliere le informazioni fornite da coloro che riscontrano vulnerabilità nella rete e ad istituire l’obbligatorietà della certificazione per alcuni prodotti TIC molto delicati, come quelli per apparecchiature mediche, per bambini, per le infrastrutture essenziali come quelle energetiche e delle telecomunicazioni, veicoli connessi inclusi. Alcuni dei nostri emendamenti sono riflessi nell’accordo.

Riuso dei dati provenienti da amministrazioni pubbliche

A tempo di record è ormai arrivata in porto la direttiva per il riutilizzo delle informazioni provenienti dal settore pubblico: in estate stavamo ancora limando i nostri 48 emendamenti (eccoli, divisi fra primosecondo documento; da cercare con parola chiave “Tamburrano”). Si tratta delle regole per attingere da dati meteorologici, mappe digitali, statistiche, informazioni giuridiche: noi vogliamo (vorremmo…) dati di alta qualità e la loro diffusione senza ostacoli ai fini della ricerca.

La relazione approvata in commissione ITRE (non c’è stato passaggio in plenaria) non tiene conto del nostro punto di vista ed ha costituito la base per la negoziazione con il Consiglio UE, conclusasi a fine gennaio. L’approvazione formale in plenaria sarà all’ordine del giorno in marzo o aprile.

2) TRILOGO IN CORSO PER TROVARE L’ACCORDO FRA PARLAMENTO E CONSIGLIO UE

Programma spaziale europeo

L’assemblea plenaria, in novembre, ha definito la posizione del Parlamento Europeo sul programma spaziale europeo. Ho presentato 98 emendamenti (in questo documento, cercare con parola chiave “Tamburrano”) per potenziare il monitoraggio dallo spazio di ambiente e beni culturali e per dare la precedenza all’uso di vettori spaziali europei. Questo punto di vista è stato fondamentalmente accolto dal Parlamento Europeo; la nostra impronta permane anche negli accordi inter istituzionali che si vanno delineando.

Infrastrutture europee

L’assemblea plenaria, in dicembre, ha accolto poco o nulla del nostro contributo a proposito dei finanziamenti da accordare alla costruzione grandi infrastrutture per energia e telecomunicazioni. Di qui il voto contrario. In commissione ITRE ho presentato 74 emendamenti; altri 90 in commissione TRAN (trasporti), cofirmati con la collega Rosa d’Amato: sono tutti da cercare all’interno di questi documenti (1, 2, 3, 4, 5) con parola chiave “Tamburrano”.

Attraverso gli emendamenti, abbiamo cercato invano di tagliare i fondi alle grandi opere per i combustibili fossili e di applicare il principio di precauzione alla nascita della  rete 5G, il prossimo standard di comunicazione mobile ultrapotente e ultraveloce. Farà diventare “smart” le nostre vite, le città e addirittura i campi: ma secondo noi è necessario accertare se la somma di ulteriori campi elettromagnetici e di tecnologie nuove . non sia dannosa per la salute di uomo e ambiente. Sorprendentemente poche settimane dopo avere espresso queste perplessità anche la Commissione Europea ha riconosciuto il problema (Rapporto SCHEER – pag 14)

Prestiti e garanzie alle imprese

Attraverso i 56 emendamenti in commissione ITRE firmati insieme alla collega Rosa D’Amato (divisi fra primo e secondo documento, da cercare con parola chiave “Tamburrano”), ho contribuito a formare la posizione della commissione Industria sul piano di investimenti InvestUE, che per il periodo 2021-2027 raggrupperà un gran numero di linee di finanziamenti ora esistenti e sosterrà quattro settori di intervento: infrastrutture sostenibili; ricerca, innovazione e digitalizzazione; piccole e medie imprese; investimenti sociali e competenze.

Gran parte delle nostre richieste è riflessa dal parere approvato dalla commissione ITRE: fra l’altro, aumentare la trasparenza e l’accountability; tener presente gli obiettivi di un’economia assolutamente sostenibile, dedicando almeno il 40% del budget ad azioni legate al clima ed evitando il più possibile il sostegno ad attività legate ai combustibili fossili; rendere i finanziamenti più facilmente accessibili anche alle piccole e medie imprese e alle microimprese; dare accesso alla connettività anche nelle aree rurali, periferiche e meno sviluppate.

La nostra opinione è confluita nella relazione della commissione competente ECON, votata dalla plenaria lo scorso gennaio e sulla quale ci siamo espressi favorevolmente: ritroviamo nel testo obiettivi nuovi e più chiari, come l’aumento del tasso di occupazione nell’UE, la realizzazione degli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima o la coesione economica, territoriale e sociale, un’attenzione particolare alla spesa legata al clima (“almeno il 40%” della dotazione finanziaria complessiva del programma InvestEU), focus sulla trasparenza dello strumento finanziario, miglioramento del supporto per le PMI e  alle microimprese.

Il programma relativo al mercato unico e alla competitività delle imprese è un altro strumento finanziario UE appena giunto in porto: è destinato in questo caso a proteggere i consumatori e a rafforzarne il ruolo, e a consentire a molte piccole e medie imprese di trarre pieno vantaggio dal mercato unico.

Ho contribuito al parere della commissione ITRE, che aveva competenza esclusiva sulla competitività delle piccole imprese, attraverso 40 emendamenti (in questo documento con parola chiave “Tamburrano”), ottenendo così attenzione particolare per piccole e medie imprese e microimprese; un’interpretazione della competitività basata sul principio dell’uso efficiente di energia e materie prime; l’integrazione nel programma della necessità di prevenire e contrastare i cambiamenti climatici.

Altri 68 emendamenti, cofirmati con il collega Marco Zullo (in questo documento; parola chiave “Tamburrano”) rappresentano il nostro contributo alla relazione della commissione IMCO (mercato interno), competente per gli altri aspetti del programma.

Su queste basi si è formata la posizione del Parlamento Europeo, approvata in dicembre in plenaria.

Regolamento e programma di esecuzione di “Orizzonte Europa”

Grazie ai nostri emendamenti, è stato possibile rendere compatibili con gli interessi nazionali sia il programma quadro per la ricerca 2021-2027 “Orizzonte Europa” sia il suo programma di esecuzione. L’obiettivo generale è di impiegare gli investimenti dell’Unione nella ricerca e nell’innovazione così da generare un impatto scientifico, sociale ed economico. La dotazione finanziaria proposta dalla Commissione europea è pari a 94,10 miliardi di euro in prezzi correnti; il Parlamento Europeo (qui la posizione su regolamento e su programma di esecuzione cui il M5S ha votato a favore) chiede di portarla a 120 miliardi di euro.

Insieme alla collega Rosa D’Amato, abbiamo presentato 345 emendamenti (115 sul regolamento divisi in quattro documenti: 1, 2, 3, 4; altri 230, in sei documenti, sul programma di esecuzione: 1, 2, 3, 4, 5, 6; ricerca sempre con parola chiave “Tamburrano”). Grazie ad essi, abbiamo ottenuto una maggiore attenzione alle piccole e medie imprese e alla ricerca di base; il riconoscimento di ogni tipo di innovazioni, comprese quelle incrementali tipiche del nostro territorio; un’adeguata importanza per la ricerca per agire contro i cambiamenti climatici e a favore della transizione energetica; un migliore raccordo fra ricerca e mondo del lavoro.

Il resto

Pur senza presentare emendamenti, ho seguito come relatore ombra in questi ultimi mesi anche le vicende relative all’assistenza finanziaria UE per la chiusura della centrale nucleare di Ingalina, in Lituania; la nascita dello strumento per la sicurezza nucleare nei Paesi partner dell’UE; i finanziamenti per la chiusura di vecchie centrali nucleari in Paesi come la Bulgaria e la Slovacchia: tre temi sui quali peraltro il Parlamento Europeo ha funzioni solo consultive e non decisionali. Ancora, un parere sulla blockchain in commissione ITRE che non ha rilevanza legislativa diretta.

3) DOSSIER ANCORA IN COMMISSIONE PARLAMENTARE

Sia in commissione ITRE sia in commissione ENVI (ambiente, in quest’ultimo caso in collaborazione con la collega Eleonora Evi) sto lavorando all’interrogazione orale con risoluzione sulla comunicazione della Commissione europea “Un pianeta pulito per tutti”. Abbiamo presentato 35 emendamenti (divisi in primo e secondo documento , parola chiave “Tamburrano”); il voto è previsto a fine mese.

4) L’ATTIVITÀ NON LEGISLATIVA

Open Day sulla stampa 3D a Roma

Presso il mio ufficio di Roma – l’Unità di Resilienza Locale in via Giuseppe Vasi 18/A – ho organizzato in ottobre, novembre e febbraio gli Open Day aperti a tutti dedicati alla stampa 3D.

Due dei tre appuntamenti, in particolare, erano dedicati a bambini e ragazzi, che alla fine della giornata hanno potuto portarsi a casa un gadget o un giocattolo stampato in 3D: un modo per prepararli alla futura Europa digitale e contemporaneamente per farli rimanere umani.

L’approccio attivo e creativo alle tecnologie digitali e il loro impiego per creare oggetti reali possono infatti essere essere un antidoto alla fruizione passiva di tablet, cellulari, chat e videogiochi, che sono in grado di indurre una vera e propria dipendenza: esattamente come se si trattasse di una droga.

Il territorio

Ho continuato ad interessarmi dei problemi della geotermia inquinante in Toscana: il caso più recente è il progetto per costruire una nuova centrale geotermoelettrica a Triana. Ho ottenuto dalla Regione la notizia che la Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto è – almeno per il momento – in freezer. Mi preparo, quando sarà il momento, a presentare le cosiddette “osservazioni”.

Ho anche segnalato alla Commissione europea – che ha risposto che affronterà il problema quest’anno – una sorta di “miracolo geotermico”: una “incredibile” (letteralmente) riduzione delle emissioni che sarebbe stata ottenuta nel 2016 grazie a filtri che, a quanto ci risulta in base a documenti ufficiali, sono stati ultimati solo più tardi.

Sempre a proposito di geotermia, ho presentato alla Commissione Europea un’interrogazione sulla centrale geotermica di Castel Giorgio, che potrebbe essere costruita sull’altopiano dell’Alfina, in Umbria, a poca distanza dal Lazio e dal lago di Bolsena: se mai l’impianto venisse autorizzato, il lago – che costituisce un’area naturale protetta dalla UE – potrebbe correre dei rischi.

Ho dedicato un’altra interrogazione all’ipotesi di un impianto per il biogas fatto male a Ponzano Romano, in un lembo di campagna laziale di alto valore paesaggistico e – di nuovo – a due passi da aree naturali protette dalla UE: la Commissione europea non ne sapeva nulla. Quasi contemporaneamente, i carabinieri forestali hanno sequestrato l’area ad uso civico rientrante nel progetto per l’impianto: si tratta di terreni che possono essere usati soltanto per l’agricoltura ed il pascolo; i cambiamenti di destinazione d’uso sono vietati.

Una soddisfazione amara: ho scoperto attraverso le cronache che erano ben fondati i dubbi da me espressi nel 2017, attraverso un’interrogazione alla Commissione europea, a proposito del del tracciato scelto dal vecchio Governo per completare la statale Civitavecchia-Orte: la Commissione mi rispose che toccava all’Italia assicurare il rispetto degli obblighi previsti dalla legislazione europea, ma il TAR italiano, poche settimane fa, ha mandato gli atti alla Corte di Strasburgo.

La newsletter, questo sito internet e le sue sezioni

Una parte del mio tempo è dedicata anche ad informare i cittadini attraverso questo blog, e non solo. Anche negli ultimi mesi ho continuato ad aggiornare i miei account Facebook e Twitter, il canale Youtube e – ultimo arrivato, ma non ultimo per importanza – Instagram. C’è anche la mia newsletter: qui il il modulo per ricevere le prossime uscite.

Ho costantemente aggiornato le varie sezioni informative del mio blog: il wikiTTIP, sul trattato commerciale-mostro fra UE ed USA rimasto congelato dopo l’avvento di Trump alla Casa Bianca, ma del quale non è mai stato stilato il certificato di morte;  presidiamo.eu,  lo sportello web che ho creato e che è dedicato all’assistenza in vista dell’impiego dei fondi UE per le scuole, il contatto per consulenze sugli altri tipi di fondi; il wikiCETA, in collaborazione con la collega Tiziana Beghin, con le informazione sul trattato commerciale fra UE e Canada entrato in vigore a titolo provvisorio e a tempo indeterminato in attesa dell’improbabile ratifica da parte di tutti gli Stati UE. Negli ultimi mesi il Wikiceta è anche diventato un opuscolo che distribuisco sul territorio. Qui la versione in PDF, se volete riceverlo in cartaceo potete scrivermi qui.

Resoconti precedenti

Immagine: Umberto Boccioni, “Dinamismo di un ciclista”, 1913