Da un’estate all’altra. Bilancio dell’ultimo anno al Parlamento Europeo

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Dodici mesi assai impegnativi nel seguire 27 dossier dei quali molti legislativi e presentare più di 600 emendamenti. Il successo più bello: l’UE riconosce i diritti dei piccoli produttori-consumatori di energia rinnovabile

L’arrivo dell’estate segna una pausa dopo 12 mesi di lavoro spesso frenetico durante il quale ho visto sbocciare, fiorire ed arrivare a dar frutto a numerosi semi che, dal Parlamento Europeo, abbiamo gettato all’interno della legislazione dell’UE. Questi frutti, a loro volta, avranno dirette ricadute in Italia, poiché l’UE influenza fino all’85% della legislazione nazionale degli Stati membri.

Come già nel 2017 e nel 2016, è il momento di tracciare il bilancio dell’attività a partire dal settembre scorso, quando tutto è ripartito: un’attività che ha come epicentro il Parlamento Europeo, dove faccio parte della commissione parlamentare ITRE (si occupa di industria, energia e ricerca e sono uno dei coordinatori) ma che si svolge anche a Roma e in Italia attraverso convegni, conferenze, corsi di formazione.

Dal settembre 2017 in commissione ITRE ho seguito, o sto ancora seguendo, 27 dossier come relatore ombra, cioè in veste di responsabile per l’argomento all’interno del gruppo M5S-EFDD. Su questi dossier ho presentato 493 emendamenti, una parola-chiave dell’attività parlamentare. Ho presentato ulteriori 143 emendamenti su dossier per i quali non ero relatore ombra. Totale: 634 emendamenti nelle commissioni parlamentari durante l’anno. Le riunioni a livello politico e tecnico per difendere le idee contenute in questi emendamenti sono durate complessivamente oltre 600 ore.

Alcuni dei dossier seguiti durante l’anno hanno completato l’iter: quando si tratta di provvedimenti legislativi, l’ultima fase di questo percorso complesso è rappresentata dal trilogo, la trattativa politica fra il Parlamento Europeo ed il Consiglio UE, l’altro co-legislatore europeo. In particolare, la conclusione del trilogo relativo alla Direttiva rinnovabili (ne parlo più avanti) mi ha consentito di mietere le maggiori soddisfazioni per il lavoro che ho svolto durante l’anno. Altri dei dossier che seguo hanno appena iniziato il loro cammino all’interno delle istituzioni europee e costituiranno (speriamo!) la base dei successi futuri.

Il resoconto della mia attività politica durante gli ultimi 12 mesi è articolato in tre sezioni e in varie sottosezioni. Nell’ordine:

  1. i dossier che ho seguito come relatore ombra nella commissione parlamentare ITRE, a loro volta suddivisi in
    1. dossier che hanno concluso il loro iter e sono arrivati in porto, il più delle volte attraverso un trilogo
    2. dossier con trilogo in corso
    3. dossier approvati in commissione che attendono ancora il passaggio in plenaria
    4. dossier pronti per il voto in commissione
    5. compiti per le vacanze: dossier che sto studiando perché ai primi di settembre scadono i termini di presentazione degli emendamenti in commissione
    6. dossier per i quali la commissione ITRE è chiamata a formulare un’opinione da inviare alla commissione parlamentare che segue più da vicino l’iter legislativo
  2. gli emendamenti presentati senza essere relatore ombra
  3. l’attività non legislativa, di cui fanno parte
    1. l’arrivo di Ecofuturo a Bruxelles
    2. i corsi di formazione e le conferenze a Roma e non solo
    3. i documentari sull’economia circolare
    4. le interrogazioni
    5. il dialogo con i cittadini attraverso questo sito internet e i miei canali social

1) I DOSSIER SEGUITI COME RELATORE OMBRA IN COMMISSIONE ITRE

La parte più significativa del lavoro dell’ultimo anno ha riguardato il cosiddetto “pacchetto energia pulita”, che configura la politica dell’UE sull’energia nel periodo 2020-2030. Sono – o sono stato – relatore ombra in commissione ITRE per tutti i dossier contenuti nel pacchetto, e dunque ho fatto e faccio parte della squadra negoziale del Parlamento Europeo nei triloghi relativi a questi provvedimenti, ma mi sono occupato e mi occupo anche di telecomunicazioni, gas, piccole e medie imprese…

Arrivati in porto. La Direttiva rinnovabili, il successo più bello

L’accordo politico sulla Direttiva rinnovabili, che regolerà lo sviluppo del settore fra il 2020 e il 2030, sancisce il diritto del cittadino e delle comunità per l’energia di autoprodurre, autoconsumare, stoccare energia rinnovabile e di vendere quella in eccesso rispetto ai propri bisogni ad un prezzo almeno pari a quello di mercato. Sancisce anche il diritto dei soci di una comunità per l’energia di scambiarsi energia fra di loro.

E’ il frutto maturato grazie ad anni di nostre battaglie come M5S al Parlamento Europeo e grazie ai 106 emendamenti che l’anno scorso abbiamo presentato alla direttiva. E’ soprattutto una svolta epocale: finora la legislazione UE ha fatto riferimento ai cittadini solo in qualità di consumatori di energia. Coloro che la autoproducono sono perciò stati esposti a vessazioni in Italia, Spagna e in altri Stati UE. Ma adesso si gira pagina. La “polizia solare” non busserà più alla porta di nessuno.

Inoltre, attraverso l’accordo politico sulla direttiva rinnovabili, l’UE prende atto che la geotermia può anche essere inquinante. E’ un altro successo frutto di un lungo lavoro. Si pensa comunemente che la geotermia, in quanto inserita fra le energie rinnovabili, sia anche un’energia pulita mentre in Italia – caso al mondo più unico che raro – causa l’emissione di enormi quantità di gas serra e di sostanze dannose per la salute e per l’ambiente.

Abbiamo sollevato con forza il problema a Bruxelles durante la discussione della Direttiva rinnovabili e la Commissione Europea, durante l’audizione delle petizioni provenienti dai territori geotermici, ha annunciato uno studio su tutte le emissioni della geotermia. E’ la precondizione per l’introduzione di limiti UE di emissione: dunque non è stato più necessario inserire nel testo finale della Direttiva rinnovabili il passo approvato in plenaria che chiedeva alla Commissione Europea questa stessa identica cosa.

Oltre alla Direttiva rinnovabili, altri provvedimenti del “pacchetto energia pulita” sono giunti in porto: la scialba Direttiva per l’efficienza energetica nell’edilizia (più propriamente: sulla prestazione energetica nell’edilizia); l’altrettanto scialba Direttiva sull’efficienza energetica; l’importantissimo e ottimo Regolamento per la governance dell’Unione dell’energia, con il quale l’UE eleva l’efficienza energetica al rango di infrastruttura per l’energia: un concetto nato da un nostro emendamento.

Seguendo i link, si possono ripercorrere a ritroso tutte le tappe dell’iter legislativo di questi cinque provvedimenti.

Fuori dal pacchetto energia pulita, è arrivata in porto poco prima della pausa estiva la risoluzione sulla definizione delle piccole e medie imprese che in realtà attacca gli interessi delle PMI, la spina dorsale dell’economia italiana ed europea. Il M5S  ha difeso in plenaria questi interessi; prima del passaggio in plenaria, ho presentato in commissione ITRE 15 emendamenti (da cercare qui con “Tamburrano” come parola chiave) nel tentativo di eliminare gli aspetti più deleteri della risoluzione.

Infine, è concluso anche l’iter del Regolamento che istituisce l’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (High Perfromance Computing), per il quale il Parlamento Europeo aveva solo un ruolo consultivo e del quale non ho mai scritto su questo blog: proposta della Commissione Europea; bozza di relazione in commissione ITRE; cinque emendamenti presentati, da cercare qui con “Tamburrano” come parola chiave; testo approvato in plenaria (il M5S ha votato a favore). Il Regolamento mira a promuovere lo sviluppo della più moderna infrastruttura di calcolo e a sostenere lo sviluppo delle relative tecnologie e applicazioni in una vasta gamma di settori.

In corso di trilogo. La difesa del negawatt e del virtual net metering

Due dossier del pacchetto energia pulita hanno terminato il loro cammino all’interno del Parlamento Europeo ma non hanno ancora assunto la veste definitiva: essa discenderà dall’esito del trilogo al quale partecipo all’interno della squadra negoziale del Parlamento Europeo. Questi due dossier sono il Regolamento e la Direttiva per il mercato elettrico.

L’ultima ci sta particolarmente a cuore. Contiene punti a difesa dei quali mi sto battendo nel trilogo: la possibilità di “vendere” alla rete elettrica i negawatt  (i cittadini hanno la facoltà di monetizzare a proprio vantaggio il mancato consumo di energia nei momenti in cui essa è più scarsa) e l’istituzione del virtual net metering per le comunità dell’energia. Si tratta di sottrarre dai consumi (e quindi dalle bollette) l’energia elettrica prodotta da impianti per le rinnovabili situati lontano dal luogo in cui l’energia viene consumata: ora in Italia una possibilità del genere praticamente non esiste e questo penalizza chi abita in condominio, nei centri storici o in affitto.

Non ho mai avuto modo di dedicare qualche riga su questo blog ad altri due dossier che ho seguito come relatore ombra all’interno della commissione parlamentare ITRE e che ora attendono la conclusione del trilogo con il Consiglio UE.

Il primo è la modifica della Direttiva sul mercato interno del gas naturale. Se venisse approvata, avrebbe – almeno per ora – l’unico effetto pratico di ostacolare la costruzione del gasdotto Nord Stream II dalla Russia alla Germania, al quale verrebbe estesa l’applicazione delle regole del mercato interno del gas: proposta legislativa della Commissione Europea; relazione approvata in commissione ITRE (abbiamo presentato cinque emendamenti, da cercare qui con “Tamburrano” come parola-chiave) e contorto passaggio in plenaria che ha aperto la strada al trilogo (il M5S si è astenuto). Tuttavia il trilogo fra Parlamento Europeo e Consiglio UE non è ancora iniziato perché, a quanto riferiscono i media, il Consiglio UE è diviso e non ha ancora trovato una posizione comune.

Il secondo dossier è la Direttiva che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Si tratta di mettere a disposizione entro il 2020 lo spettro radio per la rete 5G, il prossimo standard di comunicazione mobile ultrapotente e ultraveloce che permetterà l’effettivo sviluppo dell’ “internet of things”, l’ “internet delle cose” con il collegamento ad internet qualsiasi apparato, dai lampioni stradali alle automobili e agli elettrodomestici di casa: proposta legislativa della Commissione  Europea e relazione approvata in commissione ITRE. Abbiamo presentato 30 emendamenti distribuiti in quattro documenti (primo, secondo, terzo, quarto) al cui interno essi vanno cercati con parola-chiave “Tamburrano”, per difendere la net neutrality (la neutralità della rete) ed evitare situazioni di oligopolio. Il trilogo con il Consiglio UE è iniziato sulla base dei lavori di commissione e senza voto in plenaria.

Esame terminato in commissione ITRE

E’ in una sorta di limbo la proposta di risoluzione sulla blockchain approvata in commissione ITRE (ne avevamo parlato in coda a questo post) che sollecita la Commissione Europea ad agire affinché l’UE non perda il treno diretto verso il futuro. Il limbo discende dal fatto che la risoluzione sulla blockchain non è ancora stata inserita all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria. Abbiamo presentato 27 emendamenti (da cercare in questo documento con la parola-chiave “Tamburrano”) che vertono su tre temi: attenzione al consumo di energia, un problema particolarmente grave quando la blockchain é appicata al bitcoin; massima attenzione ai sistemi di open innovation che grazie alla blockchain potrebbero guadagnare migliore trasparenza; fare il modo che si dispieghi il valore sociale delle tecnologie a registro distribuito.

A luglio abbiamo inoltre votato in Commissione ITRE:

  • il Regolamento sul programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell’energia atomica relativo alla ricerca sull’energia nucleare nel periodo 2019-2020: proposta della Commissione Europea e bozza di relazione. Abbiamo presento 60 emendamenti (da cercare qui con parola-chiave “Tamburrano) soprattutto per far sì che la ricerca riguardi lo smantellamento sicuro delle centrali nucleari: non il loro funzionamento presente e futuro.
  • Il Regolamento sulla “cibersicurezza”, più propriamente il Regolamento sull’ENISA (l’agenzia UE che si occupa di cibersicurezza) che mira a migliorare sia il coordinamento fra gli Stati UE sia le loro capacità: proposta della Commissione Europea e bozza di relazione. I nostri 58 emendamenti (suddivisi fra primo e secondo documento; da cercare con parola-chiave “Tamburrano) mirano a prevenire – oltre che ad eliminare – gli attacchi alla sicurezza della rete telematica introducendo un coordinamento europeo per raccogliere le informazioni fornite da coloro che riscontrano vulnerabilità.
  • Il rinnovo del finanziamento di altri 600.000 al progetto pilota su blockchain ed energia che presentai l’anno scorso e che venne già finanziato. Ora il rifinanziamento dovrà attendere l’approvazione formale in plenaria a Strasburgo.
Compiti per le vacanze. Il lavoro che deve essere fatto entro l’inizio di settembre

Ai primi di settembre scadono i termini per presentare gli emendamenti  a cinque dossier che vengono trattati in commissione ITRE, ma per i quali non è ancora pronta neanche la bozza di relazione che dà il “là” all’iter legislativo. Dovremo studiarceli tutti durante l’estate, affinché, alla ripresa dell’attività, sia possibile presentare gli emendamenti a tempo di record.

Sarà necessario innanzitutto analizzare la proposta legislativa della Commissione Europea per il Regolamento sul programma di ricerca e formazione della Comunità dell’energia atomica relativo al periodo 2021-2025: l’argomento il medesimo di un dossier già pronto per il voto; cambia però la data. Su un tema simile vertono la decisione del Consiglio UE (sulla quale il Parlamento Europeo è chiamato a dare un parere consultivo) che istituisce l’impresa comune europea ITER per la fusione nucleare e la proposta legislativa della Commissione Europea relativa al Regolamento per la disattivazione degli impianti nucleari e per la gestione dei rifiuti radioattivi.

Sono più eterogenei gli altri tre dossier per i quali la bozza di relazione non è ancora pronta ma i cui emendamenti andranno presentati ai primi di settembre. Si tratta di: Regolamento per il programma spaziale dell’UE e per l’istituzione dell’agenzia che se ne occuperà (qui la proposta legislativa della Commissione Europea); Regolamento detto CEF (“Connecting Europe Facility, ossia “Struttura del collegamento dell’Europa”; la proposta legislativa della Commissione Europea) che ha aspetti legati a trasporti, energia e digitale; il Regolamento che istituisce il programma “Europa digitale” (qui la proposta legislativa della Commissione Europea) il quale spazia fra intelligenza artificiale, calcolo ad alta prestazione, cibersicurezza.

A seguire, ai primi di ottobre dovranno anche essere pronti gli emendamenti per un ulteriore dossier: la Direttiva relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico (qui la proposta legislativa della Commissione Europea) per aggiornare quella in vigore dal 2003. Anche in questo caso la relazione che dà il via ai lavori della commissione ITRE non è ancora pronta.

I pareri destinati alle altre commissioni parlamentari

Quando industria, energia e ricerca – le competenze della commissione parlamentare ITRE – sono toccate in modo indiretto da dossier assegnati ad un’altra commissione parlamentare, la stessa ITRE è chiamata ad esprimere un parere da inviare alla commissione competente.

Per questa via ci siamo interessati del Regolamento sulle emissioni di anidride carbonica delle auto (la proposta legislativa della Commissione Europea) ed abbiamo presentato 49 emendamenti (suddivisi in primo e secondo documento e da cercare con parola-chiave “Tamburrano”) al progetto di parere destinato alla commissione parlamentare ENVI (Ambiente). I nostri emendamenti mirano ad una netta diminuzione delle emissioni (non  il -15% suggerito dalla Commissione Europea ma -35% entro il 2025; non -30 ma -70% entro il 2035); mirano inoltre a misurare le emissioni reali su strada anziché con i test di laboratorio; a istituire obiettivi di vendita di auto a zero emissioni (25% entro il 2025 e 60% entro il 2030) e a chiedere alla Commissione Europea di svolgere un’analisi delle emissioni legate all’intero ciclo di vita delle auto, costruzione e smaltimento compreso, per capire se e fino a che punto è meglio per l’ambiente mantenere in funzione un’auto vecchiotta e con emissioni alte quando questo evita l’inquinamento e l’impiego di risorse naturali per la costruzione di un veicolo nuovo.

Nello stesso modo ci siamo interessati dell’attuazione della Direttiva sull’ecodesign (commissione competente ENVI, ambiente) e della sollecitazione rivolta alla Commissione Europea affinché l’UE realizzi un’infrastruttura per i combustibili alternativi (commissione competente TRAN, trasporti). Questi tuttavia sono stati gli unici casi in cui non abbiamo presentato emendamenti, dal momento che ci sono parsi buoni i lavori svolti, rispettivamente, dagli eurodeputati Michèle Rivasi (la sua bozza di parere) e Zdzisław Krasnodębski (la sua bozza di parere).

Pur essendo inseriti in questa sezione da un punto di vista logico, fanno in realtà parte dei compiti per le vacanze quattro pareri che ITRE è chiamata a fornire prossimamente: ai primi di settembre scade il termine per presentare gli emendamenti e dunque dovremo studiare i dossier durante l’estate: la Direttiva sulla riduzione dell’incidenza dei prodotti di plastica sull’ambiente (la proposta legislativa della Commissione Europea; commissione competente ENVI, ambiente); la valutazione del Parlamento Europeo relativa alla comunicazione della Commissione Europea sui veicoli senza guidatore, ovvero la Strategia UE per la mobilità automatizzata (commissione competente TRAN, trasporti); le sollecitazioni che la commissione parlamentare INTA (commercio internazionale) e CULT (cultura) intendono inviare alla Commissione Europea a proposito, rispettivamente, di blockchain e di formazione culturale nell’età digitale. Non è ancora stato partorito alcun testo da poter linkare.

2) GLI EMENDAMENTI PRESENTATI SENZA ESSERE RELATORE OMBRA

Non è necessario essere relatore ombra per avere a cuore un tema oggetto di attività parlamentare (o per possedere conoscenze e competenza su di esso). Dei 634 emendamenti che ho presentato durante l’anno nelle commissioni parlamentari, 143 sono cofirmati con un altro relatore ombra del M5S.

Riguardano il Regolamento che istituisce il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (proposta legislativa della Commissione Europea; bozza di relazione in ITRE; 25 emendamenti suddivisi fra primo e secondo documento e da cercare con parola-chiave “Tamburrano”; testo adottato dal Parlamento Europeo in seduta plenaria); il parere che la commissione ITRE ha inviato alla commissione parlamentare INTA (commercio internazionale) con le sollecitazioni alla Commissione Europea  per una Strategia commerciale digitale (due emendamenti da cercare qui con parola-chiave “Tamburrano”); la bozza di parere della commissione ITRE per la commissione IMCO (mercato interno) sulla proposta legislativa della Commissione Europea relativa al Regolamento che introduce una carta elettronica europea dei servizi (13 emendamenti da cercare qui con parola-chiave “Tamburrano”).

Ancora: 13 emendamenti (da cercare qui con parola-chiave “Tamburrano”) per la relazione della commissione parlamentare IMCO (mercato interno) sul Regolamento quadro per la circolazione dei dati non personali all’interno dell’UE (la proposta legislativa della Commissione Europea); 70 emendamenti (divisi fra primo e secondo documento e da cercare con parola-chiave “Tamburrano”) al progetto di relazione maturato in commissione ENVI (ambiente) relativa al  Regolamento sulle emissioni di anidride carbonica delle auto (la proposta legislativa della Commissione Europea è la medesima che abbiamo cercato di migliorare attraverso gli emendamenti all’opinione della commissione ITRE citata nei paragrafi precedenti).

Infine per quanto riguarda la proposta legislativa della Commissione Europea relativa alla nuova Direttiva acque potabili, abbiamo presentato 13 emendamenti alla bozza di relazione della commissione ENVI (ambiente) divisi fra primo, secondo, terzo e quarto documento da cercare con parola-chiave “Tamburrano; e 15 emendamenti (da cercare qui con parola-chiave “Tamburrano) alla bozza di parere della commissione ENVI (ambiente) destinata alla commissione TRAN (trasporti) con le sollecitazioni alla Commissione Europea relativa alla necessità di realizzare un’infrastruttura per i combustibili alternativi: lo stesso tema sul quale abbiamo anche cercato di migliorare l’opinione della commissione ITRE citata nei paragrafi precedenti.

3) L’ATTIVITA’ NON LEGISLATIVA

Il rapporto continuo con i cittadini è l’ossigeno che alimenta l’attività legislativa. E’ un rapporto che si sostanzia nei modi più diversi: dalla gestione del mio blog personale, fino all’approfondimento, in un ottica europea, di varie situazioni ed eventi partecipando di persona quando possibile, in streaming, o con video documentari. Il resoconto relativo a questo tipo di attività viene per ultimo in ordine di esposizione: ma non è certo l’ultimo in ordine di importanza.

Ecofuturo a Bruxelles

Come già l’anno scorso, in giugno ha fatto tappa a Bruxelles Ecofuturo: abbiamo invitato al Parlamento Europeo alcuni degli imprenditori italiani che hanno messo a punto prodotti e tecnologie affidabili per l’economia circolare, in grado di ripagarsi da sé attraverso il risparmio ottenuto nelle prime fasi di applicazione. L’evento è stato trasmesso in streaming e la registrazione (sebbene funestata da ripetuti inconvenienti tecnici) è disponibile sul mio canale Youtube.

Mi piace ricordare, a margine dell’evento, l’intervista pubblicata sulla mia pagina Facebook nella quale Gunter Pauli spiega in cosa consiste la blue economy da lui fondata per andare al di là della riduzione dell’impatto tipica della “green economy” e per prendere esempio dagli ecosistemi che – in un eterno circolo – trasformano ogni cosa senza produrre rifiuti né generare crisi.

Corsi di formazione e conferenze a Roma

Presso il mio ufficio di Roma – l’Unità di Resilienza Locale in via Giuseppe Vasi 18/A – ho organizzato corsi di formazione dedicati a fondi europei (registrazione della prima e della seconda parte),  stampa 3D (prima e seconda parte) e gestione dei disastri.

Sempre a Roma, i cicli di conferenze su Putin, la Russia e l’Unione Europea (prima, seconda, terza e quarta) e sulla necessità di conoscere il passato per contribuire a un futuro migliore: prima, secondaterza; la quarta era dedicata a globalizzazione finanziaria e Monte dei Paschi, qui la registrazione.

Quest’anno abbiamo anche avviato in Roma un laboratorio semipermanente di stampa 3D con focus sull’artigianato digitale.

I documentari sull’economia circolare

Durante l’anno ho realizzato sette documentari dedicati ad altrettanti materiali nell’ottica dell’economia circolare: vetro, acciaio, legno, pneumatici, plastica, alluminio, carta. Sono tutti disponibili gratuitamente sul mio canale Youtube e mostrano le soluzioni economicamente ed ecologicamente valide per usare e riusare la stessa materia prima senza produrre rifiuti.

Le interrogazioni

Ho scritto o cofirmato una cinquantina di interrogazioni scritte alla Commissione Europea: l’intero elenco in ordine cronologico (a partire dalla più recente) può essere ricavato attraverso una ricerca su questa pagina scrivendo “Dario Tamburrano” nel campo dell’autore.

Purtroppo le risposte dettagliate e precise non costituiscono la regola: il più delle volte sono generiche e involute. Nel più fortunato dei casi, per cavar fuori il succo è necessaria un’attenta interpretazione di ogni parola. Un tipico esempio è la risposta all’interrogazione sui sacchetti di plastica a pagamento per l’ortofrutta resi obbligatori a partire dal Capodanno 2018 dal defunto governo Gentiloni, che presentò il tutto come un “ce lo chiede l’Europa”. Solo l’analisi di ogni singolo vocabolo contenuto nella risposta consente di capire che non ce lo chiedeva affatto l’Europa e che anzi, in riferimento ad una procedura di infrazione già pendente sull’Italia, si è trattato di una toppa peggiore del buco.

Sto aspettando con curiosità la risposta all’interrogazione sul commissario europeo Oettinger e sui buoni affari della Germania in Azerbaigian. Chissà se riceveremo informazioni precise.

Le sezioni di questi sito internet e i miei canali social

Questo sito internet è uno degli strumenti che mi rendono possibile il dialogo costante con i cittadini. Contiene le sezioni relative a wikiCETA (le informazione sul trattato commerciale fra UE e Canada entrato in vigore a titolo provvisorio e a tempo indeterminato in attesa dell’improbabile ratifica da parte di tutti gli Stati UE) e a  wikiTTIP, il trattato commerciale-mostro fra UE ed USA finito in freezer dopo l’avvento di Trump alla Casa Bianca, ma mai dichiarato ufficialmente defunto. Contiene anche il modulo per iscriversi alla newsletter e ricevere gli aggiornamenti sulla mia attività ed il collegamento per entrare in presidiamo.eu,  lo sportello web che ho creato e che è dedicato all’assistenza in vista dell’impiego dei fondi UE per le scuole. 

Durante tutto l’anno abbiamo riferito costantemente quanto sopra raccontato, anche con gli altri strumenti che grazie alle tecnologie di rete consentono agli eletti che lo vogliano, di tenere aggiornati i cittadini sulla mia attività parlamentare e che consentono ai cittadini di interagire: oltre al già citato canale Youtube, il mio account Twitter e la mia pagina Facebook. Su questi canali i prossimi giorni pubblicherò il video documentario di un viaggio in Svizzera e durante il mese di agosto per le vostre letture estive un piacevolissimo racconto di fantascienza su robotica e intelligenza artificiale dell’amico Stefano Ceccarelli. Seguiteci!

Foto (“Le quattro stagioni”, di Yehouda Chaki)


Resoconto anni precedenti

 

Da un’estate all’altra. Bilancio dell’ultimo anno al Parlamento Europeo ultima modifica: 2018-07-20T09:04:04+00:00 da Dario Tamburrano
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