Etichette energetiche 2.0 con QR code e database, il sì definitivo

Riguardano l’efficienza energetica di prodotti come frigo e lavatrici. Il regolamento di cui sono relatore é stato approvato in via definitiva dal Parlamento Europeo dopo il confronto con il Consiglio UE ed entrerà in vigore a settembre 2019

L’INTERVENTO A STRASBURGO PRIMA DEL VOTO

Oggi il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo in sessione plenaria, ha fatto il passo definitivo e ha approvato il regolamento – di cui io sono relatore – per le etichette 2.0 con le informazioni sull’efficienza energetica di prodotti come frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici. In seguito all’accordo che abbiamo raggiunto in marzo con il Consiglio UE (l’altro colegislatore europeo), siamo riusciti ad ottenere che queste etichette siano ben più di un pezzo di carta. Vanno infatti a braccetto con un database contenente una gran quantità di informazioni aggiuntive: un QR code, un link o simili dovrà permettere di raggiungere il database direttamente dall’etichetta anche attraverso un telefonino.

I voti a favore del regolamento sono stati 535; quelli contrari 46 e 79 gli astenuti. La sezione di questo sito internet dedicata alle etichette sarà aggiornata non appena i documenti ufficiali saranno disponibili.

Il database con dati aperti e accessibili a tutti, per il quale ci siamo battuti, consentirà di sviluppare applicazioni per smartphone in grado di effettuare confronti immediati fra i vari modelli ed individuare quello che offre il maggiore risparmio di energia – quindi di denaro – rispetto alle abitudini personali di impiego. Inoltre i fabbricanti avranno facoltà di inserire sull’etichetta il simbolo che indica la capacità di un’apparecchiatura di essere smart.

È la nuova frontiera dell’efficienza energetica. Le apparecchiature smart sono quelle programmabili per entrare in funzione quando l’energia elettrica costa meno o quando è disponibile in quantità più abbondante. Rendono più facile il bilanciamento della rete elettrica in cui viene immessa una crescente quantità di energia da fonti rinnovabili, che sono per natura discontinue. Permettono un risparmio energetico qualitativo, oltre che quantitativo.

Il regolamento prevede che una scala univoca di efficienza, con le lettere dalla A alla G e con i colori dal verde al rosso, prenda il posto dell’attuale pletora di scale. Ora ne esistono fino a 9. Vanno ad esempio da A+++ a D, oppure da A a G, o ancora da A++ a E e costituiscono una giungla in cui è facile smarrirsi.

Insieme al regolamento, l’assemblea di Strasburgo ha approvato la dichiarazione con cui la Commissione Europea si impegna a studiare come indennizzare gli acquirenti qualora si scopra che le reali prestazioni energetiche di un prodotto sono inferiori a quelle dichiarate in etichetta.

Abbiamo fatto tutto il possibile per inserire l’indennizzo nel regolamento, ma il Consiglio UE non ha voluto. Eppure le sanzioni certe in caso di irregolarità costituiscono l’unico possibile antidoto alla perdita di fiducia nel sistema europeo di etichettature che si è verificata in seguito allo scandalo Volkswagen sulle emissioni delle auto.

In base al testo che è stato approvato oggi a Strasburgo, lavatrici, lavastoviglie, televisori, aspirapolveri, frigoriferi e lampadine muniti delle nuove etichette arriveranno nei negozi nel 2019. A seguire, entro il 2025, toccherà man mano a tutti gli altri prodotti coperti da etichettatura ad eccezione delle apparecchiature per il riscaldamento, come caldaie e boiler, che potrebbero tardare fino a dopo il 2030.

Di nuovo, non è stato possibile indurre il Consiglio UE ad anticipare queste date. Per fortuna la tecnologia evolve così in fretta che con ogni probabilità nel 2030 non esisteranno neanche più le caldaie e i boiler come oggi li conosciamo: altre norme europee in gestazione e alle quali stiamo lavorando, come la revisione delle direttive sull’efficienza energetica, contribuiranno a ridurre i consumi legati al riscaldamento domestico.

L’approvazione formale del Consiglio UE alle nuove etichette per l’efficienza energetica è attesa entro questo mese di giugno. Seguiranno altri due passi puramente formali – la firma e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – dopodiché il regolamento entrerà direttamente in vigore in tutti gli Stati membri, senza dover essere recepita dalle legislazioni nazionali.

Il regolamento per le etichette è il primo provvedimento legislativo che va in porto fra quelli elencati, nel 2015, dalla Strategia per l’Unione dell’Energia.

Le etichette relative all’efficienza energetica delle apparecchiature che consumano energia, unite all’ecodesign (ossia all’introduzione progressiva di criteri più severi per i modelli in produzione) consentono nell’UE un risparmio energetico stimato dalla Commissione europea in 175 Mtep all’anno (si tratta di 175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) entro il 2020: all’incirca la quantità di energia consumata in un anno dall’Italia. La revisione delle etichette energetiche produrrà risparmi aggiuntivi pari a 17 Mtep, che rappresentano il consumo annuale complessivo dei tre Paesi baltici: Estonia, Lituania e Lettonia.

Qui il testo approvato (versione non ufficiale non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale)

 

LA CONFERENZA STAMPA DOPO IL VOTO