Costruire un’economia sociale nell’UE a partire dai beni comuni e dalle rinnovabili

La crescita economica basata sulle fossili e l’economia lineare é al tramonto; privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge hanno prodotto sfracelli. E’ necessaria una svolta. Il nostro articolo per Qualenergia

Partire dai beni comuni come il sole, il vento e l’energia rinnovabile che essi possono generare per correggere l’attuale tendenza che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E’ il tema del nostro articolo pubblicato sull’ultimo numero del bimestrale cartaceo “Qualenergia”, che contiene un approfondimento dedicato all’economia sociale. L’articolo é in fondo a questo post, preceduto dalla copertina e dall’indice della rivista.

Nell’articolo sottolineiamo come le attuali ricette economiche UE a base di privatizzazione, liberalizzazione, competizione hanno reso a rischio di povertà o di esclusione sociale un cittadino europeo su quattro. La situazione é anche collegata con il tramonto della crescita economica basata sui combustibili fossili. La necessaria svolta verso un’economia in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini può avvenire se si alimenta l’economia stessa con le fonti rinnovabili e le reti di trasmissione interconnesse di piccoli e piccolissimi impianti per la produzione e lo scambio.

Affinché la svolta si realizzi, una condizione è necessaria: il riconoscimento da parte dell’UE del fatto che che esistono i beni comuni come il vento e il sole (e non solo questi!); il riconoscimento che tutti hanno diritto ad accedervi affinché, a partire da essi, sia possibile produrre ricchezza.

Al Parlamento Europeo siamo fra i fondatori dell’intergruppo dedicato ai beni comuni e siamo riusciti a porre le basi per il riconoscimento da parte dell’UE del diritto universale al sole, al vento e all’energia rinnovabile grazie all’approvazione dei nostri emendamenti durante le votazioni per gli atti di indirizzo preliminari al cosiddetto pacchetto energia. Ora stanno cominciando a maturare i primi frutti: la proposta di direttiva sulle regole comuni per il mercato elettrico inserita nel pacchetto energia contiene due riconoscimenti importanti

  • i cittadini, singoli e associati in gruppi, hanno il diritto a produrre, stoccare, utilizzare e vendere l’energia generata su edifici e terreni di loro proprietà;
  • le comunità locali dell’energia hanno il diritto a possedere, istituire o gestire reti di comunità e ad installare capacità produttive piccole, decentrate e locali

Ci batteremo durante tutto l’iter legislativo affinché il diritto alle energie rinnovabili sia effettivamente esigibile. L’abbiamo scritto nell’articolo per Qualenergia e – se mai ce ne fosse bisogno – lo ripetiamo anche qui.

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Costruire un’economia sociale nell’UE a partire dai beni comuni e dalle rinnovabili ultima modifica: 2017-05-29T23:27:33+00:00 da Dario Tamburrano