In difesa della NET NEUTRALITY durante la discussione in seduta plenaria a Strasburgo sul Digital Single Market

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Altro che considerare internet un bene comune come l’acqua! A Bruxelles sono sotto attacco internet, il Parlamento Europeo e la democrazia. Il Consiglio Europeo sta lavorando per affossare la neutralità di internet, che invece è stata votata a stragrande maggioranza, la scorsa primavera, dal Parlamento Europeo: l’ho denunciato durante la sessione plenaria di Strasburgo.

“Neutralità di internet” significa che i provider non possono discriminare il traffico: non possono suddividere la banda di connessione in un’autostrada per l’accesso facile e veloce a determinati siti e in uno scomodo sentiero da capre per l’accesso ad altri siti. Va da sé che, in caso di non-neutralità della rete, i siti accessibili in autostrada sarebbero quelli in grado di pagare (o magari in grado di farsi pagare dagli utenti), mentre i siti raggiungibili solo percorrendo un sentiero da capre sarebbero tutti gli altri: in sostanza soprattutto i blog come questo e le pagine personali attraverso le quali avvengono l’elaborazione e la diffusione delle informazioni.

Un’internet “a due velocità” sarebbe la fine di internet così come oggi la conosciamo: la trasmissione delle informazioni dall’alto verso il basso – dai grandi siti commerciali agli utenti – diventerebbe una cascata impetuosa e porterebbe via acqua dal lago nel quale si naviga da pari a pari scambiandosi i dati ed arricchendoli di volta in volta. Ma solo in questo “lago” internet è uno strumento di democrazia. Solo in questo “lago”, ad esempio, si trovano i leak, cioè i documenti ufficiali segreti che vengono diffusi in modo non autorizzato.

Sappiamo che il Consiglio dell’Unione Europea vuole affossare la neutralità di internet proprio grazie ad un leak: un documento ed il relativo allegato che sono stati diffusi la settimana scorsa da sito edri.org, attivo nella difesa della democrazia digitale. Il leak é attendibile? Il leak del mandato relativo alla negoziazione del TTIP ha anticipato con assoluta esattezza il documento successivamente diffuso attraverso i canali ufficiali ed edri.org é un sito solitamente ben informato.

In primavera il Parlamento Europeo ha approvato in prima lettura, a schiacciante maggioranza, il “pacchetto telecomunicazioni” al cui interno vari emendamenti hanno inserito e ribadito la neutralità della rete. Essa é stata innanzitutto definita (“Il principio di neutralità della rete implica che il traffico sia trattato allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, indipendentemente dalla fonte, dalla destinazione, dal tipo, dal contenuto”) e resa obbligatorio: “[il] servizio di accesso a Internet, [è] un servizio di comunicazione elettronica a disposizione del pubblico che fornisce connettività a Internet in linea con il principio di neutralità della rete”. Sempre grazie agli emendamenti, si é stabilito che, se i provider vogliono rendere più veloce l’accesso a “servizi specialistici”, non possono però peggiorare la qualità dell’accesso ad altre informazioni. Cioè: se vogliono che l’accesso ad alcuni siti avvenga tramite autostrada, non possono ricavare lo spazio per l’autostrada riducendo l’ampiezza della via d’accesso agli altri siti.

Ora il “pacchetto telecomunicazioni” é al vaglio del Consiglio Europeo, che lo sta modificando per rispedirlo al Parlamento Europeo in seconda lettura. Ma, secondo i documenti leaked, sono in ballo “modifiche” che equivalgono ad un cambiamento di rotta a 180 gradi.

Innanzitutto – sempre in base ai documenti leaked – il Consiglio Europeo vuole proprio cancellare la definizione e l’applicazione della neutralità della rete: il concetto – si legge in sostanza – verrà richiamato solo come un obiettivo verso il quale tendere. In secondo luogo, il Consiglio vuole evitare di regolamentare i “servizi specialistici”: significa che diventa possibile trasformare la via d’accesso ad alcuni siti in un sentiero da capre e ricavare in questo modo, senza investire neanche un centesimo,  lo spazio necessario per costruire l’autostrada che conduce ad altri siti.

Inaccettabile. 

[youtube_sc url=”http://youtu.be/0ktEwrDjq5w”]

TESTO

NEL MONDO DIGITALE I NOSTRI STESSI PENSIERI E LA NOSTRA STESSA IDENTITA’ SONO DEI BIT CHE VIAGGIANO SULLA RETE.
PERTANTO, SE TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI, ANCHE I BIT DEVONO ESSERLO.
QUESTO PRINCIPIO PRENDE IL NOME DI NET NEUTRALITY. 

“Sono felice Commissario Ansip di aver sentito che supporterà questo principio…

Già questo aprile il Parlamento [Europeo] grazie ad alcuni emendamenti ha fortunatamente inserito nel pacchetto legislativo sulle telecomunicazioni, una corretta definizione di Net Neutrality e l’obbligo per i provider di osservarla: potranno offrire servizi specializzati e diffondere alcuni contenuti a qualità e velocità migliore, solo a patto di non peggiorare la qualità e la velocità di diffusione degli altri.

Ma qualche giorno fa – grazie a un leak del sito ww.edri.org – siamo venuti a sapere che invece il Consiglio europeo, sotto la Presidenza italiana, vuole cancellare dal pacchetto telecomunicazioni l’obbligo e la definizione di Net Neutrality, nominandola solo come un semplice obiettivo cui tendere.

Se ciò dovesse essere confermato, se mai verrà annacquato in Europa questo principio, sacrificandolo sull’altare del libero mercato e della concorrenza, internet perderà il suo ruolo di spazio libero e creativo che tanto ha contribuito al progresso umano degli ultimi 20 anni.

Senza neutralità della rete, internet potrebbe diventare un servizio all’individuo inteso come mero consumatore.

Esattamente come è accaduto con la televisione che, da strumento di evoluzione culturale di massa, è diventata uno strumento di controllo dell’informazione e quindi di controllo dell’opinione pubblica.

Senza neutralità della rete, magari non avremmo neanche potuto leggere questo leak poiché sarebbe possibile rendervi disagevole l’accesso per facilitarlo a contenuti banalmente commerciali.

Di conseguenza la neutralità della rete è anche una questione di democrazia e di libertà e mi appello a Commissione e Parlamento perchè venga mantenuto il principio della Net Neutrality nel pacchetto legislativo sulle telecomunicazioni che verrà negoziato col consiglio e per esplicitarlo in forma chiara e presente in forma chiara nella impostazione del pacchetto sul mercato unico digitale.”

In difesa della NET NEUTRALITY durante la discussione in seduta plenaria a Strasburgo sul Digital Single Market ultima modifica: 2014-11-28T18:49:35+00:00 da Dario Tamburrano
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