Surviving | Phytoalimurgia pedemontana

Queste notti, prima di addormentarmi, mi diletto nella lettura attenta della riedizione anastatica di “Phytoalimurgia pedemontana” di Oreste mattirolo*. L’introduzione, scritta nell’aprile del 1918, è potenzialmente un attuale trattato di sopravvivenza post peak oil comprese le riflessioni dell’Autore sulla gente che giudica la sua opera di indicizzazione delle specie alimentari selvatiche del Piemonte, un “opera vana”. Tanto vana che dopo 100 anni l’hanno ristampata… Eccone alcuni estratti:


  

“La guerra odierna, combattuta coi metodi delittuosi escogitati dai barbari immorali, e da loro condotta con larghezza stupefacente di mezzi, inventati dalla scienza asservitasi all’opera di distruzione, ha portato a incalcolabili disastri, ha sconvolto l’equilibrio che si andava delineando nel commercio degli alimenti.”


“Noi vediamo cioè rinnovarsi, sotto altre forme, quelle condizioni di disagio alimentare delle quali l’umanità, da tempo non era più usa a preoccuparsi, quando cioè il commercio, disponendo di mezzi facili di comunicazioni e di trasporti, poteva liberamente rifornire quelle regioni, dove per cause differenti e sopratutto per inclemenza di stagioni o per malattie, gli alimenti venivano a scarseggiare.”


“L’umanità odierna è diventata troppo sofistica nei gusti e nelle consuetudini; di sacrifici di gola non ne vuol saperne, e Dio voglia non abbia a doverne fare! Taluno mi irride, dicendo che io faccio opera inutile e vana; mentre nessuno si acconcerà a prendere su serio i miei consigli!”


“Falliro’ io il mio scopo? In verità cio’ che si è veduto in questi ultimi 4 anni di guerra, piuttosto che incoraggiare gli uomini di buon senso, vale a dimostrare che i colossali progressi della Scienza, non hanno influenza sugli istinti brutali, egoistici dell’uomo, o se ne hanno avuto, per renderlo più terribile nell’azione.”


“Mai più mi sarei pensato che nel XX secolo si dovesse per colpa degli uomini, essere obbligati al censimento delle risorse alimentari della Flora locale! Lavorai con sentimento di tristezza e di dolorosa sfiducia, constatando che le oneste tradizioni del buon tempo antico, dalle quali derivano le nozioni che qui ho raccolto, vanno perdendosi sotto un cumulo di circostanze impressionanti, le quali, anche in questo ristretto campo, tendono a livellare ogni manifestazione individuale, a far scomparire ogni ricordo, anche di quelle minime soddisfazioni che servivano a rallegrare i parchi, ma sereni conviti dei nostri vecchi!”


*Oreste Mattirolo, medico poi botanico, Presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino NOTA La voce alimurgia, è stata proposta da Ottaviano Targioni – Tozzetti nell’anno 1767, appunto per  significare quel ramo di scienza il quale studia le urgenti necessità alimentari; che si occupa cioè di ricercare quanto può essere utile nel caso di urgenza alimentare: Alimenta urgentia – Alimurgia INFO: Il testo può essere acquistato online da Feltrinelli.


Articolo scritto per “Il Cambiamento