La Commissione Europea boccia l'ECI contro il CETA ma il Tribunale UE boccia la Commissione

La coalizione internazionale STOP TTIP1) ha lanciato un'ECI2) (iniziativa dei cittadini europei) per fermare il TTIP3) e il CETA. L'ECI (European Citizen Initiative; viene anche indicata con l'acronimo italiano ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei) è uno strumento istituzionale a disposizione dei cittadini previsto dai trattati europei. Si tratta di una sorta di sollecitazione ad agire cui la Commissione Europea deve obbligatoriamente dare una risposta (non necessariamente positiva) a patto che la sollecitazione venga sottoscritta entro un anno da almeno un milione di cittadini europei residenti in almeno sei diversi Stati membri dell'UE. L'ECI di STOP TTIP chiedeva alla Commissione Europea di non perfezionare il CETA e di restituire al Consiglio UE il mandato a negoziare il TTIP.

Raccolto il milione di firme in almeno sei Stati, l'ufficio legale della Commissione Europea ha concluso nell'autunno 2014 che questa ECI era irricevibile ed ha rifiutato di registrarla e di darvi seguito4). Secondo la Commissione, un'ECI può solo chiedere alla Commissione Europea di adottare (o di proporre) un atto legale o una decisione; non può invece chiedere alla Commissione Europea di non adottare un atto legale o una decisione: dunque non sarebbe possibile chiederle di non perfezionare il CETA.

La coalizione STOP TTIP si è procurata il parere legale5) del professor Bernard Kempen, docente universitario a Colonia, secondo il quale l'ECI ha tutti i sacri crismi, è ricevibilissima e la Commissione Europea deve dare una risposta ai firmatari. Su questa base ha preparato un ricorso al Tribunale dell'Unione Europea6).

Il Trubunale dell'Unione Europea ha pronunciato la sentenza il 10 maggio 20177). Essa dà torto alla Commissione Europea. La Commissione, hanno stabilito i giudici, doveva registrare l'ECI contro il CETA perché le norme che la regolano “non riportano alcuna indicazione, in base alla quale la partecipazione dei cittadini non può essere prevista per impedire l’adozione di un atto giuridico.”.

Nei due anni e mezzo intercorsi fra la decisione della Commissione Europea di non registrare l'ECI e la sentenza che le dà torto, é ormai stato perfezionato l'iter per l'adozione del CETA che l'ECI chiedeva di fermare.