“Vivere d’Aria” in Spagna con la turbina eolica di proprietà condivisa

L’energia modella la società. Quella prodotta con le fonti fossili appartiene a grandi imprese dalle quali i cittadini dipendono; con le rinnovabili si può e si deve cambiare

Sta decollando a Barcellona “Vivere d’Aria”, il progetto grazie al quale un gruppo di cittadini detiene la proprietà condivisa di una turbina eolica (il collage di immagini evidenzia le dimensioni rispetto all’addetto alla manutenzione) e ne divide i proventi derivanti dalla vendita dell’energia elettrica rinnovabile e pulita in ragione dell’investimento iniziale effettuato da ciascuno. Ne parla il portale spagnolo Eroski Consumer in un articolo che pubblichiamo per intero in traduzione italiana in fondo a questo post.

L’iniziativa é la prima di questo genere in Spagna, anche se certo non nel mondo, ed é degna di nota per il modello di business. L’energia é il sangue che scorre nelle vene dell’economia e della società – senza energia non sono possibili le attività umane proprie di una società complessa ed evoluta. Con le fonti fossili le chiavi della produzione energetica sono nelle mani di poche, grandi imprese da cui i cittadini si trovano a dipendere; con le rinnovabili é possibile invece la collaborazione fra uguali e il godimento distribuito dei proventi. Come M5S stiamo portando avanti al Parlamento Europeo una percorso legislativo affinché vengano riconosciuti diritti precisi e scritte norme adeguate per la diffusione dei prosumer e delle cooperative energetiche in tutta Europa.

“Vivere d’Aria” coinvolge 300 cittadini. La turbina, che il fabbricante tedesco Enercon consegnerà alla fine dell’anno, ha un rotore di 103 metri di diametro. Certo troppo grande per alcune aree di pregio, ma perlomeno è “condivisa”. Questo video, presente anche nell’articolo originale in spagnolo, mostra una turbina “sorella” (molto simile ma non identica) e rende l’idea delle sue dimensioni. Da esso é tratto il collage di immagini sopra il titolo.

Un impianto così grande é inevitabilmente sostenuto da molte “braccia”: oltre ai 300 cittadini ci sono varie associazioni, spagnole ed internazionali, tra le quali una cooperativa che finanzia la metà dell’operazione. La quota per partecipare al progetto parte da 100 euro per le persone fisiche, 250 euro per le famiglie, 500 euro per le associazioni senza scopo di lucro.

La turbina verrà installata – si prevede entro la fine dell’anno – in una zona particolarmente ventosa nei sobborghi di Barcellona; ci si attende che ogni anno funzioni per 2.680 ore, generando energia per 237 MWh: l’equivalente del consumo di 2.000 famiglie. Un altro esempio recente quindi di Democrazia Energetica in Europa.

Qui sotto l’articolo originale in spagnolo.

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