IL PRESIDENTE AMERICANO DONALD TRUMP HA PROMESSO DI RITIRARE GLI USA DAL NASCENTE TRATTATO COMMERCIALE TTP, IL "FRATELLO" DEL TTIP1)2). TUTTAVIA NON HA MAI DICHIARATO LE SUE INTENZIONI SUL TTIP. L'UE RITIENE CHE I NEGOZIATI POSSANO RIPRENDERE DOPO LA STABILIZZAZIONE DELLE RELAZIONI CON IL NUOVO INQUILINO DELLA CASA BIANCA3)

Un trattato intrattabile. Il ruolo del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo - l'unica istituzione UE che rappresenta la diretta espressione della volontà dei cittadini - non è in alcun modo coinvolto nei negoziati per il TTIP. Tuttavia dovrà votare per approvare o respingere il testo definitivo del trattato.

Dunque la Commissione Europea, nella conduzione delle trattative, non può non tener conto delle raccomandazioni del Parlamento Europeo. Esse sono state approvate4) 5) dall'assemblea plenaria l'8 luglio 2015 a Strasburgo. Non contengono alcuna novità significativa rispetto ai criteri finora adottati dalla Commissione Europea nei negoziati per il TTIP.

Il voto sul TTIP era già all'ordine del giorno un mese prima, nel giugno 2015. Il presidente dell'Europarlamento decise però di rinviare tutto6). Il motivo ufficiale faceva riferimento all'alto numero di emendamenti presentati dagli eurodeputati e alla necessità di "scremarli" mediante il lavoro nella commissione parlamentare INTA7), che si occupa di commercio internazionale. La vera - e taciuta - ragione era invece il disaccordo fra S&D8) e PPE9), rispettivamente centrosinistra e centrodestra, i due maggiori schieramenti all'interno dell'Europarlamento.

Per il PPE l'inserimento della clausola ISDS nel TTIP é sempre stato imprescindibile. Gli S&D si sono sempre detti favorevoli al TTIP, ma hanno dimostrato una certa riluttanza10) di fronte alla clausola ISDS. I loro tentativi di attenuare11), sebbene in modo non sostanziale, la clausola ISDS nel TTIP hanno incontrato il veto del PPE.

Il rinvio - dal giugno al luglio 2015 - del voto in assemblea plenaria sulle raccomandazioni relative al TTIP ha concesso a PPE e S&D il tempo necessario per trovare il compromesso: chiedere alla Commissione Eurpopea di escludere la clausola ISDS nel TTIP e contemporaneamente chiedere di inserirvi un meccanismo di risoluzione delle controversie fra Stati ed investitori che rispecchia la sostanza della clausola ISDS. Ovvero, nei desideri della maggioranza del Parlamento Europeo la clausola ISDS rimane nel TTIP, solo che perde questo nome. Su questa falsariga la Commissione Europea ha poi proposto il meccanismo ICS per risolvere le controversie fra Stati ed investitori.

Analisi delle "raccomandazioni" approvate dal Parlamento Europeo

Il punto di partenza per la stesura delle raccomandazioni del Parlamento é stato un rapporto12) approvato il 28 maggio 2015 dalla commissione INTA13) (commercio internazionale) del Parlamento Europeo, nel quale sono confluite le prese di posizioni sul TTIP adottate dalle altre commissioni14) del Parlamento Europeo: ciascuna di esse ha espresso un parere relativo esclusivamente agli aspetti del TTIP che incidono sui settori di propria competenza (dalla pesca agli affari sociali, dall'agricoltura alla sicurezza); la commissione INTA ha tirato le fila di tutti questi lavori preliminari. Il rapporteur, ovvero il responsabile della stesura del testo da presentare all'assemblea plenaria, era Bernd Lange15), un socialdemocratico tedesco.

La relazione uscita dalla commissione parlamentare INTA è stata discussa e votata dall'assemblea plenaria del Parlamento Europeo riunitasi l'8 luglio. In vista di questo, gli eurodeputati hanno presentato numerosi emendamenti16), cioè numerose richieste di modificare il rapporto approvato dalla commissione INTA. Gli emendamenti approvati dall'assemblea (fra cui quello relativo allo "sbattezzo" della clausola ISDS) hanno in gran parte riscritto il testo uscito dalla commissione INTA.

La versione finale17) delle raccomandazioni del Parlamento Europeo relative alle trattative per il TTIP contiene concetti fumosi, vaghi e ripetitivi che contengono la negazione di quel che sembrano enunciare e che, di fatto, non chiedono nessuna modifica sostanziale alla rotta tenuta dalla Commissione Europea.

Trascurando le ripetizioni, i principali contenuti della risoluzione approvata dal Parlamento Europeo sono:

  • [fra parentesi quadre gli elementi che mettono in luce la vacuità, la contraddittorietà e l'inconsistenza delle raccomandazioni. Molti di essi sono stati evidenziati dalla coalizione Stop TTIP18)]

1) le "crisi alle frontiere" dell'UE (Ucraina, Medio Oriente…) "dimostrano la necessità di investire in una governance globale e in un sistema fondato su norme e valori" (nel testo originale al paragrafo D. considerando)

  • [Una governance globale basata sui valori oltre che sulle norme può passare esclusivamente attraverso il rafforzamento di istituzioni capaci di gestire la complessità attraverso un consolidamento della democrazia. Il TTIP non prevede nulla di tutto questo: al contrario, affida il compito di armonizzare la normativa USA-UE ad organismi tecnici e burocratici (prima i negoziatori e poi il meccanismo di convergenza normativa) che agiscono senza alcun controllo da parte degli organismo democraticamente eletti]

2) poichè "il PIL dell'UE dipende in larga misura dagli scambi commerciali e dalle esportazioni" (paragrafo B. considerando), "l'eliminazione degli ostacoli superflui" al libero commercio é uno degli atti fondamentali "per creare valore aggiunto, pur mantenendo e sviluppando una base industriale forte, concorrenziale e diversificata in Europa" (paragrafo E. considerando)

3) il TTIP dovrebbe costituire uno "strumento a tutela dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente" ed "è potenzialmente in grado di creare standard, norme e regole che saranno adottati a livello globale" (paragrafo G. considerando)

  • [Lo scopo del TTIP è facilitare gli scambi commerciali fra USA ed UE, come sottolineano le prime righe della proposta sulla cooperazione normativa che l'UE ha posto sul tavolo dei negoziati20). Di conseguenza il miglioramento degli standard e la promozione di una migliore qualità dei prodotti, dei diritti o dell’ambiente non costituiscono lo scopo dei negoziati e saranno inevitabilmente ignorati, come regolarmente avviene nei negoziati WTO (World Trade Organisation, Organizzazione Mondiale del Commercio21)].
  • [Anche a negoziati ultimati, la prevista progressiva ed ulteriore convergenza normativa fra UE ed USA non potrà essere la sede adatta per discutere e migliorare gli standard relativi a protezione di lavoratori, consumatori ed ambiente. Il processo di uniformazione degli standard UE-USA sarà infatti affidato ad un organismo burocratico incaricato di esaminare le nuove proposte legislative dal punto di vista del loro impatto sul commercio transatlantico].
  • [A proposito dell'organismo di cooperazione normativa, il Parlamento Europeo ha effettivamente rilevato che "qualsiasi applicazione diretta e obbligatoria delle sue raccomandazioni costituirebbe una violazione delle procedure legislative stabilite nei trattati (su cui è basato il funzionamento dell'UE, ndr)" (paragrafo 2. c) ix). Tuttavia il Parlamento Europeo ha chiesto solo di "specificare il ruolo, la composizione e lo statuto giuridico" di questo organismo; non ha chiesto alla Commissione Europea di ritirare o rivedere la proposta negoziale relativa alla sua istituzione ed ai suoi compiti]
  • [Le sedi adatte per contrastare l'escalation di standard peggiorativi e per migliorare qualitativamente gli standard dei prodotti ed aumentare la protezione di ambiente, lavoratori e consumatori sarebbero invece quelle multilaterali: la piattaforma internazionale di standardizzazione ISO standards, presso la United Nations Economic for Europe (UNECE)22); il World Forum for Harmonisation of Vehicle Regulations (WP.29)23); il Codex Alimentarius24) per i prodotti agricoli]
  • [In ogni caso la protezione di lavoratori, consumatori ed ambiente è una dichiarazioni di principio priva di sostanza: nel TTIP non é contemplato alcun meccanismo per far rispettare le normative ambientali e quelle collegate al diritto del lavoro. La posizione ufficiale dell'UE25) prevede solo la possibilità di istituire in proposito gruppi di esperti con funzioni consultive: non un organismo dotato di poteri vincolanti. Il Parlamento Europeo, se davvero avesse voluto cambiare la rotta finora seguita dalla Commissione Europea a proposito di ambiente e lavoro, avrebbe potuto chiedere di creare questo organismo dotato di poteri vincolanti: ma non l'ha fatto]

4) "norme rigorose comuni" all'interno del TTIP sono nell'interesse dei consumatori, ma "la convergenza (normativa fra USA ed UE, ndr) ha anche senso dal punto di vista aziendale, dal momento che i maggiori costi imputabili a norme più rigorose possono essere compensati da maggiori economie di scala in un mercato potenziale di 850 milioni di consumatori" (H. considerando)

  • [E' inverosimile che il TTIP porti a norme transatlantiche più rigorose di quelle ora in vigore nell'UE, dal momento che si tratta di trovare standard comuni con gli USA, generalmente meno rigidi di quelli europei. In ogni caso, legare la protezione dei consumatori ai profitti è pericolosissimo. Porta nella direzione di un principio ampiamente attuato negli USA: “prodotti qualitativamente poveri per consumatori poveri”. Questo permette la circolazione di merci, soprattutto alimentari, al limite della dannosità]

5) per l'agricoltura europea é importante "un accordo commerciale con gli Stati Uniti che sia vantaggioso per entrambe le parti, allo scopo di rafforzare la posizione dell'Europa quale attore di primo piano nel mercato globale senza compromettere le attuali norme di qualità dei prodotti agricoli europei né il miglioramento di tali norme in futuro, preservando allo stesso tempo il modello agricolo europeo e garantendone la sostenibilità economica e sociale" (K. considerando)

  • [E' un semplice auspicio privo di ogni sostanza, dal momento che non si chiede alla Commissione Europea di rivedere le sue posizioni già ufficializzate a proposito dell'agricoltura nel TTIP. Gli standard USA ed UE relativi alla produzione di cibo sono diversissimi. Qualsiasi armonizzazione non potrà che indebolire gli standard europei, qualitativamente migliori, o prevedere il mutuo riconoscimento degli standard fra UE ed USA; questo provocherà l'indebolimento del modello produttivo europeo, perchè comporterà la commercializzazione nell'UE di prodotti agroalimentari statunitensi con standard statunitensi, più scadenti ma meno costosi. Di fronte all'arrivo dei prodotti agroalimentari USA, il "modello agricolo europeo" del quale si chiede di "garantire la sostenibilità economica e sociale" rischia di fare la fine dell'agricoltura messicana dopo il TAFTA]
  • [Per difendere davvero l'agricoltura europea ed i suoi standard qualitativi, sarebbe stato necessario che il Parlamento Europeo avesse chiesto alla Commissione Europea di rivedere fra l'altro il documento ufficiale UE26) relativo a misure sanitarie e fitosanitarie nel TTIP. A pagina 3 punto 7 di questo documento ufficiale si fa chiaro riferimento all'adozione degli standard del Codex Alimentarius27), notoriamente molto meno stringenti persino di quelli dell'EFSA28), l'Agenzia europea sulla sicurezza alimentare]
  • [A proposito di "Specific sanitary and phytosanitary import requirements" il già citato documento ufficiale UE29) dice testualmente: "The Parties shall ensure that tolerances and maximum residue levels adopted by the Codex Alimentarius Commission after the entry into force of this Agreement will be applied by each". Questo significa che per il TTIP accadrà certamente quello che accadde con l'Organizzazione Mondiale del Commercio: le regolamentazioni più stringenti di quelle previste dal trattato (tipo vietare l'uso di latte in polvere per produrre formaggi) saranno considerate "distorsive della concorrenza" e come tali passibili di ritorsioni commerciali, come accadde per la carne agli ormoni dal 1997 in poi]

6) il TTIP dovrebbe essere un accordo ambizioso, "tutelando nel contempo gli standard normativi e la protezione dei consumatori ed evitando il dumping sociale, fiscale e ambientale" (paragrafo 2. a) ii)

  • [Altra sterile ed inutile dichiarazione di principio. Il punto precedente illustra uno dei modi in cui si verificherà il dumping e cosa sarebbe stato necessario scrivere nella risoluzione per chiedere alla Commissione Europea di evitarlo]

7) le trattative dovrebbero basarsi su una "dichiarazione congiunta (di USA ed UE, ndr) che riflette il chiaro impegno dei negoziatori a escludere dall'ambito di applicazione del TTIP gli attuali e futuri servizi di interesse generale, nonché i servizi di interesse economico generale (inclusi, a titolo non esaustivo, acqua, sanità, servizi sociali, previdenza sociale e istruzione)" (paragrafo 2. b) vii)

  • [Il Parlamento Europeo non ha però chiesto alla Commissione Europea di ritirare la sua proposta negoziale basata su tutt'altri principi]

8) il sistema ISDS va sostituito "con un nuovo sistema per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, che sia soggetto ai principi e al controllo democratici, nell’ambito del quale i possibili casi siano trattati in modo trasparente da giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti durante udienze pubbliche e che preveda un meccanismo di appello" (paragrafo 2. d) xv)

  • [Resta del tutto intatta la possibilità per gli investitori stranieri di citare in giudizio gli Stati per provvedimenti che ledono i loro interessi. Si chiede solo di introdurre alcune modifiche minori, come ha poi proposto di fare la Commissione Europea: udienze pubbliche, possibilità di interporre appello, giudici senza palesi conflitti di interessi]

Le "raccomandazioni" del Parlamento Europeo sul TTIP sono state approvate con 436 sì (61%), 241 no (34%) e 32 astensioni (5%). Attraverso i verbali della seduta30) e attraverso Vote Watch31) é possibile sapere come si é espresso ogni deputato. Le forze politiche del Parlamento Europeo (fra parentesi i partiti politici italiani che ne fanno parte) avevano dato queste indicazioni: S&D (PD): sì PPE (Forza Italia, Nuovo Centrodestra-Unione di Centro, Sud Tiroler Volkspartei): sì EFDD (M5S) no; ALDE: sì ECR: sì ENF (Lega Nord): no GUE (L'altra Europa con Tsipras): no Verdi: no

Il 14% dei parlamentarti europei, calcola Vote Watch, non ha rispettato le indicazioni di voto del proprio gruppo politico. Per la precisione i franchi tiratori sono stati così distribuiti (fra parentesi i nomi degli italiani): S&D: 56 no (Renata Briano, Sergio Cofferati, Pier Antonio Panzeri, Elli Schlein, Daniele Viotti), 10 astensioni PPE: 2 no, 3 astensioni EFDD: 2 sì, 1 astensione ALDE: 1 no, 11 astensioni ECR: 3 no, 5 astensioni ENF: 1 astensione GUE: 1 astensione

Analisi del voto in assemblea plenaria

Le "raccomandazioni" del Parlamento Europeo sul TTIP sono state approvate con 436 sì (61%), 241 no (34%) e 32 astensioni (5%). Attraverso i verbali della seduta32) (pagine 162 e 163) e attraverso Vote Watch33) é possibile sapere come si é espresso ogni deputato.

Le forze politiche del Parlamento Europeo (fra parentesi i partiti politici italiani che ne fanno parte) avevano dato queste indicazioni:

  • S&D (PD): sì
  • PPE (Forza Italia, Nuovo Centrodestra-Unione di Centro, Sud Tiroler Volkspartei): sì
  • EFDD (M5S) no
  • ALDE: sì
  • ECR: sì
  • ENF (Lega Nord): no
  • GUE (L'altra Europa con Tsipras): no
  • Verdi: no

Il 14% dei parlamentarti europei, calcola Vote Watch, non ha rispettato le indicazioni di voto del proprio gruppo politico. Ecco i numeri dei "ribelli" (fra parentesi i nomi degli italiani):

  • S&D: 56 no (Renata Briano34), Sergio Cofferati35), Pier Antonio Panzeri36), Elli Schlein37), Daniele Viotti 38); Cofferati e Schlein, pur se eletti nel PD, ne sono usciti), 10 astensioni
  • PPE: 2 no, 3 astensioni
  • EFDD: 2 sì, 1 astensione
  • ALDE: 1 no, 11 astensioni
  • ECR: 3 no, 5 astensioni
  • ENF: 1 astensione
  • GUE: 1 astensione
8) http://www.socialistsanddemocrats.eu/it; per l'Italia ne fa parte il PD
9) http://www.eppgroup.eu/it; per l'Italia ne fanno parte Forza Italia, Nuovo Centrodestra-Unione di Centro, Sud Tiroler Volkspartei