IL PRESIDENTE AMERICANO DONALD TRUMP HA PROMESSO DI RITIRARE GLI USA DAL NASCENTE TRATTATO COMMERCIALE TTP, IL "FRATELLO" DEL TTIP1)2). TUTTAVIA NON HA MAI DICHIARATO LE SUE INTENZIONI SUL TTIP. L'UE RITIENE CHE I NEGOZIATI POSSANO RIPRENDERE DOPO LA STABILIZZAZIONE DELLE RELAZIONI CON IL NUOVO INQUILINO DELLA CASA BIANCA3)

Il movimento di opinione sul TTIP

Secondo i dati Eurobarometro dell'estate 20164), solo una risicata maggioranza di europei é schierata a favore del TTIP: il 51%5). I favorevoli al TTIP, inoltre, sono in costante diminuzione: erano il 53% nel novembre 2015 e il 58% nell'autunno 20146). Sempre nell'estate 2016, il no al TTIP é diventato maggioritario in quattro Stati UE, fra cui Austria e Germania. In Olanda é in corso una raccolta di firme7) per richiedere un referendum8) per l'approvazione deel TTIP.

Numerose autorità locali hanno preso posizione contro il TTIP o hanno dichiarato "libero dal TTIP" il proprio territorio. La mappa navigabile9) é stata pubblicata da ATTAC Francia. lo screenshot ne rispecchia l'aggiornamento al settembre 2016.

La coalizione internazionale STOP TTIP10) ha lanciato qualche tempo fa un'ECI11) (iniziativa dei cittadini europei) per fermare il TTIP e il CETA12) 13), il trattato di libero scambio già negoziato fra UE e Canada che è in attesa di approvazione e di adozione. L'ECI è una sorta di sollecitazione ad agire cui la Commissione Europea deve obbligatoriamente dare una risposta (non necessariamente positiva) a patto che la sollecitazione venga sottoscritta entro un anno da almeno un milione di cittadini europei residenti in almeno sei diversi Stati membri dell'UE. L'ECI di STOP TTIP chiedeva alla Commissione Europea di non perfezionare il CETA e di restituire al Consiglio UE il mandato a negoziare il TTIP.

Raccolto il milione di firme in almeno sei Stati, l'ufficio legale della Commissione Europea ha concluso14) che questa ECI era irricevibile. Bisognerebbe leggere la risposta parola per parola per gustare tutte le sfumature di fronte alle quali impallidisce l'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

In sostanza: il mandato a negoziare il TTIP15) conferito dal Consiglio UE alla Commissione Europea è un mero atto preparatorio e non modifica la normativa europea, l'unica rispetto alla quale la Commissione Europea è legittimata ad agire. E quanto all'invito a non perfezionare il CETA, un'ECI può solo chiedere alla Commissione Europea di adottare (o di proporre) un atto legale o una decisione; non può invece chiedere alla Commissione Europea di non adottare un atto legale o una decisione.

La coalizione STOP TTIP si è procurata il parere legale16) del professor Bernard Kempen, docente universitario a Colonia: dice che l'ECI ha tutti i sacri crismi, è ricevibilissima e la Commissione Europea deve dare una risposta ai firmatari. Forte di questo parere, la coalizione STOP TTIP sta preparando un ricorso alla Corte di Giustizia dell'UE17) (ma la cosa inevitabilmente andrà per le lunghe) e ha lanciato una petizione18) sempre per sollecitare la Commissione Europea a non perfezionare il CETA e a rimettere nelle mani del Consiglio UE il mandato a negoziare il TTIP.

A differenza dell'ECI, la petizione non ha alcun valore legale e non comporta l'obbligo di una risposta da parte della Commissione Europea. Essa tuttavia ha superato19) il milione di firme in tre soli mesi; i due milioni di firme sono stati raggiunti20) nel giugno 2015, in previsione del voto sul TTIP da parte del Parlamento Europeo, ed i tre milioni sono stati abbondantemente superati21) in concomitanza con una grande manifestazione contro il TTIP e contro il CETA svoltasi a Berlino l'11 ottobre 201522). La raccolta di firme, il cui termine era previsto per il 6 ottobre 2015, é tuttora in corso23).

Alla manifestazione di Berlino hanno partecipato 150.000 persone secondo la polizia e 250.000 persone secondo gli organizzatori24). Essa ha avuto scarsa eco sui grandi media italiani25) ma ne hanno parlato varie testate della grande stampa internazionale26) 27)