Rifiuti organici. Raccolta differenziata in tutta l’UE?

Rifiuti organici

Le proposte M5S sui rifiuti organici accolte dalla commissione parlamentare ITRE tra cui la riduzione entro il 2030 del 50% dello spreco alimentare

Nell’UE la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti organiciil più semplicenon sono ad oggi ancora obbligatori. Vari Stati Membri li mandano direttamente in discarica o all’inceneritore, un fatto semplicemente assurdo in un’Unione Europea che sta mettendo a punto il pacchetto per l’economia circolare.

Abbiamo ottenuto dalla commissione parlamentare ITRE (industria ed energia) la richiesta alla Commissione Europea di predisporre entro il 2018 le linee guida per la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti organici: così almeno tutti sapranno come regolarsi. E’ avvenuto durante i lavori per la revisione della Direttiva rifiuti urbani (che risale al 2008), facente parte del più ampio pacchetto sull’economia circolare. Sono stati approvati dalla commissione ITRE anche vari altri elementi tratti dai nostri emendamenti (qui il link del primo e secondo documento con le proposte di tutti i deputati dei vari gruppi politici), fra cui la riduzione dello spreco alimentare e gli strumenti finanziari per attuare la gerarchia dei rifiuti che vede al primo posto la prevenzione e all’ultimo posto lo smaltimento.

Ora la palla è passata alla commissione parlamentare ENVI (ambiente); successivamente dovrà pronunciarsi l’assemblea plenaria. La revisione della direttiva rifiuti prenderà la forma definitiva attraverso l’apporto del Consiglio UE, l’altro colegislatore europeo che rappresenta la voce dei governi degli Stati.

Il parere della commissione ITRE sulla revisione della direttiva rifiuti presenta pertanto vari aspetti positivi. Tuttavia non é stato possibile coagulare una maggioranza attorno ad un punto molto importante: aumentare il risibile target di riciclo dei rifiuti urbani proposto dalla Commissione Europea (65% nel 2025 e 75% nel 2030), eliminare la possibilità che valgano per il raggiungimento dei target i metalli recuperati in concomitanza con l’incenerimento (!) e le impurità (!) presenti nella raccolta differenziata.

Gli stessi target di riciclo e gli stessi criteri di calcolo sono purtroppo anche nella revisione della direttiva imballaggi, un altro provvedimento (che sta prendendo una forma assai discutibile) che fa parte del pacchetto economia circolare.

Oltre alle istruzioni ufficiali per la raccolta differenziata dei rifiuti organici urbani destinate a chi ancora non la organizza, abbiamo ottenuto di inserire nella revisione della direttiva altri elementi da noi proposti:

  • ridurre lo spreco alimentare del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 lungo tutta la catena: dal campo fino alle industrie di trasformazione, distribuzione, ristoranti, mense, compreso il problema tipicamente italiano di frutta e verdura che non viene neppure raccolta perché il prezzo di vendita é troppo basso. Attualmente a livello mondiale viene sprecato circa un terzo del cibo destinato all’alimentazione umana, percentuale che é particolarmente alta in Europa: uno scandalo in un mondo in cui oltre una persona su dieci soffre la fame
  • adottare piani di prevenzione dei rifiuti per diminuirne la produzione pro capite
  • effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi di provenienza domestica

La commissione ITRE ha anche redatto ed approvato le misure da adottare per attuare la gerarchia dei rifiuti, che vede ai primi posti la riduzione e il reimpiego: limitazioni all’immissione sul mercato di prodotti e imballaggi monouso e non riciclabili; divieto di portare materiali riciclabili all’inceneritore; aumento progressivo di tasse, imposte e simili per lo smaltimento in discarica ed introduzione di tasse o simili sull’incenerimento; introduzione in tutti gli Stati UE di bollette rifiuti calcolate in base alla quantità prodotta; IVA zero e agevolazioni di mercato per riparazioni e sulla vendita dei prodotti di seconda mano.

Foto